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Quotidiano di Sicilia

Crocetta, governo a lavoro per salvare i precari
di Raffaella Pessina

Nella legge di Bilancio dello Stato approvata ieri non c’è l’ok alla proroga. Ma nessuno si preoccupa dei 386mila disoccupati siciliani

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Lavoro, Precari



PALERMO - I lavori a Palazzo dei Normanni riprenderanno solamente a metà dicembre e questo significa che si andrà ad esercizio provvisorio. Questa ipotesi si fa ancora più tangibile dal momento che all’interno del Pd, dopo il flop del referendum, si è resa necessaria una riflessione e si presume che maggioranza e governo regionale non siano nelle condizioni di affrontare la Finanziaria di fine anno. Esercizio provvisorio, quindi, che dovrebbe durare tra i due e i quattro mesi, agganciato alla proroga dei precari, i cui contratti scadranno a fine dicembre.

La manovra finanziaria si trova ancora a Palazzo D’Orleans in attesa del via libera alla legge di Stabilità nazionale, approvata ieri dal Senato. Poi dovrà essere discussa in giunta e quindi trasmessa dopo alla presidenza dell’Ars per l’assegnazione alle commissioni di merito e al Bilancio.

Sul fronte politico, dopo il silenzio del Partito democratico all’indomani dei risultati del referendum, parla il vicecapogruppo all’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Panepinto, che ha sollecitato un tavolo per programmare i prossimi mesi e rinsaldare le varie anime che convivono all’interno del partito di Renzi. “Occorre stabilire un decalogo delle cose da fare - ha sollecitato - “Bisogna fare una riflessione, ritornare sui territori e ricordarci che il partito sostiene il governo e si assume la responsabilità quasi in toto dell’azione di governo. In Sicilia come sul piano nazionale”.

Panepinto ha escluso che il Pd possa fare parte di una federazione di partiti così come proposto da Totò Cardinale, leader del movimento Sicilia Futura: “L’idea di Cardinale mi lascia perplesso. Non possiamo immaginare il partito come federato con altri movimenti. Il Pd ha una sua identità, Sicilia Futura è altro e gli altri sono un’altra cosa. L’idea di un grande casermone che raccoglie tutti non funziona e non funzionerà mai - ha aggiunto Panepinto - soprattutto nell’ipotesi di disegnare una grande strategia complessiva, perché su molte cose non siamo d’accordo. Ci siamo già misurati in uno scontro non visibile per votare l’assestamento del bilancio”.

Sulla non governabilità in Parlamento per approvare le leggi, Panepinto è stato chiaro: “Oggi la maggioranza è fatta di quasi 60 deputati, ogni volta è difficile arrivare a 41 e senza la presenza in Aula di alcune forze dell’opposizione che non ritirano il tesserino come fa il Movimento cinquestelle non potrebbe essere raggiunto il numero legale. Quando il Pd fa squadra con le minoranze riusciamo ad approvare documenti finanziari importanti”.

Ieri Crocetta è intervenuto sullo spinoso tema della stabilizzazione dei precari: “Il governo è già al lavoro per risolvere il problema drammatico delle migliaia di precari siciliani, inclusi gli Aso, i formatori, gli sportellisti e le categorie a rischio di perdere il posto di lavoro”. A causa del voto di fiducia, non è stato possibile emendare al Senato la legge di bilancio dello Stato, che consentiva la proroga e conseguentemente autorizzava la Regione ad avviare i processi di stabilizzazione. “Lo faremo con legge regionale - afferma Crocetta - la giunta ha apprezzato un ddl da inserire nella legge di bilancio regionale da approvare entro dicembre 2016 che consente: la proroga, ai sensi della legge nazionale vigente di tutti i precari fino al 31 dicembre 2018; obbligo per i comuni ad assumere nei limiti della pianta organica per le fasce A e B e per il 50% della medesima, le altre fasce; i comuni che si rifiuteranno di assumere i lavoratori, saranno penalizzati attraverso la riduzione dei trasferimenti regionali; la la copertura finanziaria da parte della Regione per tutto il periodo di contratto del lavoratore assunto a tempo indeterminato”. “Il problema più serio, - continua il presidente - è legato alla mancata deroga, per la mancata approvazione degli emendamenti al Senato per i comuni in dissesto. Per i lavoratori di questi comuni stiamo elaborando un’apposita norma da applicare, nel caso in cui la norma nazionale non dovesse rientrare, prima del 31 dicembre 2016, nella legge mille proroghe. Speravamo tanto nella legge di deroga per i comuni in dissesto e in disequilibrio finanziario, ma purtroppo la situazione attuale non ci consente di fare meglio”.

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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