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Quotidiano di Sicilia

Cara Italia, ti lascio: in crescita gli addii. La Sicilia guida la grande fuga all'estero
di Redazione

Rapporto Istat “Migrazioni internazionali e interne della popolazione”: nel 2015 si sono trasferiti 147 mila connazionali (+8%). Siciliani ai primi posti anche per spostamenti all’interno del territorio nazionale (-2,1 per mille residenti)

Tags: Emigrazione, Sicilia, Lavoro



ROMA - “In rapporto al numero di residenti, le province da cui hanno origine i più rilevanti flussi in uscita di italiani sono quelle siciliane e quelle al confine Nord del Paese. Tra le prime si segnalano, in particolare, le province di Enna, Caltanissetta, Agrigento e Palermo dove si riscontrano tassi di emigratorietà tra il 2,7 e il 3 per mille abitanti”. Lo afferma il rapporto Istat 2015 su “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”.

In generale, comunque, continua a crescere il numero di persone che lasciano l’Italia. Nel 2015 sono stati 147 mila, l’8% in più rispetto al 2014, le persone che si sono trasferite all’estero. Tale aumento è dovuto esclusivamente alle cancellazioni di cittadini italiani (da 89 mila a 102 mila unità, pari a +15%), mentre quelle dei cittadini stranieri si riducono da 47 mila a 45  mila (-6%). Le principali mete di destinazione per gli emigrati italiani sono Regno Unito (17,1%), Germania (16,9%), Svizzera (11,2%) e Francia (10,6%). Sono sempre di più i laureati italiani con più di 25 anni di età che lasciano il Paese (quasi 23  mila nel 2015, +13% sul 2014); l’emigrazione aumenta anche fra chi ha un titolo di studio medio-basso (52 mila, +9%).

Cresce, inoltre, il numero di emigrati di cittadinanza italiana nati all’estero: nel 2015 se ne contano oltre 23 mila, 3 mila in più rispetto al 2014 e 11 mila in più rispetto al 2005. Si tratta prevalentemente di cittadini di origine straniera che emigrano in un Paese terzo o fanno rientro nel Paese d’origine dopo aver trascorso un periodo in Italia ed aver acquisito la cittadinanza italiana .Le acquisizioni di cittadinanza sono in forte crescita, da poco più di 56 mila del 2011 a 178 mila del 2015 . In oltre la metà dei casi questi neo-italiani hanno meno di 30 anni. Degli emigrati italiani nati all’estero, uno su tre è nato in America (circa 8 mila), il 23% in uno dei Paesi dell’Unione europea, il 18% in Africa, il 14% in un altro Paese europeo e l’11% in Asia.

L’Unione europea è l’area geografica più attrattiva, accoglie infatti il 56% dei flussi degli italiani nati all’estero, seguita dall’America Latina (21%) e dagli altri Paesi europei (11%).

Allo stesso tempo, resta stabile il numero di nuove iscrizioni all’anagrafe dall’estero. Tra i flussi in entrata, la cittadinanza più rappresentata è sempre la rumena (46 mila ingressi), seguita dalle comunità marocchina (15 mila), cinese (15 mila) e bengalese (12 mila).
Rispetto al 2014 sono in forte aumento gli ingressi dei cittadini dell’Africa subsahariana: Gambia (oltre 5 mila, +209%), Mali (quasi 5 mila, +135%), Nigeria (9 mila, +68%) e Costa d’Avorio (2 mila,+61%). Sono in calo, invece, le immigrazioni dei cittadini filippini (4 mila, -35%), peruviani (2 mila, -31%) e moldavi (3 mila, -23%).

MOBILITA' RESIDENZIALE
Nel 2015 sono 1 milione 284 mila i trasferimenti di residenza nell’ambito dei confini nazionali. Tale valore, in linea con la tendenza degli ultimi anni (ad eccezione del 20126), è in calo di 29 mila unità rispetto all’anno precedente (-2,6%), ed è il più basso degli ultimi dieci anni Gli spostamenti di breve e medio raggio (intra-provinciali e intra-regionali) rappresentano, come sempre, la tipologia di trasferimento principale (75,6% del totale). Rispetto agli ultimi anni non si evidenziano sostanziali differenze di composizione fra trasferimenti a breve-medio o a lungo raggio (inter-regionali), rappresentando questi ultimi pur sempre un quarto del totale (24,4%).

I trasferimenti tra Comuni comportano un saldo migratorio quasi sempre positivo per le regioni del Nord e del Centro. Il Trentino-Alto Adige (+2,4 per mille) si conferma la regione più attrattiva seguita da Emilia-Romagna (+2,1 per mille), Lombardia, Toscana (+1,4 per mille) e Friuli-Venezia Giulia (+1,2 per mille). Più contenuti i tassi migratori netti nelle altre regioni, importanti sul piano economico e demografico, come Lazio (+0,8), Piemonte (+0,7) e Veneto (+0,6). Nelle regioni del Mezzogiorno si osserva un saldo negativo con valori elevati in Calabria (-3,2), Basilicata (-3,0) e Campania (-2,6). Le province più attrattive sono Bologna (+3,9 per mille residenti), Parma (+3,4 per mille) e Firenze (+3,1 per mille). Il saldo migratorio interno evidenzia una perdita di residenti soprattutto nelle province siciliane e calabresi: Vibo Valentia (-4,8 per mille), Caltanissetta (-4,6 per mille), Reggio di Calabria (-4,3 per mille), Foggia e Nuoro (-3,9 per mille) sono le province con il saldo negativo più elevato.

La principale direttrice degli spostamenti è sempre sull’asse Mezzogiorno/Centro-Nord: le regioni Nord-occidentali si confermano molto attrattive mentre il Nord-est e il Centro mostrano una capacità attrattiva importante ma più contenuta: nel complesso il CentroNord registra un saldo positivo pari a 44 mila unità (+18 mila il Nord-Ovest, +16 mila il Nord-Est e +10 mila il Centro). Il Mezzogiorno, invece, si conferma il principale luogo di origine dei flussi migratori sia dalle regioni del Sud (-33 mila) sia dalle Isole (-11 mila unità). In particolare, in Sicilia si registra un -2,1 (per mille residenti), che la posiziona al quint’ultimo posto, subito dopo Molise, (-2,4) Campania (-2,6), Basilicata (-3) e Calabria (-3,2).

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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