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Migranti, Medici senza frontiere: "2016 anno letale, morti in 4.690"
di Redazione

Bilancio sui primi otto mesi trascorsi in mare per ricerca e soccorso: 1.000 deceduti in più rispetto al 2015. L’organizzazione internazionale ha salvato quasi 20 mila persone dallo scorso aprile

Tags: Migranti, Medici Senza Frontiere



ROMA - Nei giorni corsi, Medici senza frontiere ha pubblicato sul proprio sito ufficiale il bilancio dei primi otto mesi dell’anno trascorsi in mare per attività di ricerca e soccorso. Da aprile a novembre 2016, le équipe dell’associzione a bordo delle navi Bourbon Argos, Dignity e Aquarius hanno soccorso direttamente 19.708 persone da barconi sovraffollati e assistito ulteriori 7.117 persone trasferendole in modo sicuro in Italia e offrendo loro cure mediche a bordo. Complessivamente i medici hanno assistito almeno una persona su sette tra tutte quelle soccorse nel Mediterraneo, in decine di operazioni coordinate dalla Guardia costiera italiana.

“Il 2016 è già l’anno più letale di sempre, abbiamo visto trafficanti sempre più spietati, soccorsi sempre più complessi, persone sempre più vulnerabili” ha detto Stefano Argenziano, coordinatore dei progetti Msf per la migrazione. “Di fronte a questa enorme sofferenza e perdita di vite umane, la risposta dell’Europa è ancora trincerata dietro a politiche restrittive e guerra ai trafficanti. Ma è una guerra che sta perdendo e i cui costi vengono pagati dalle migliaia di persone che muoiono nella traversata. Servono vie legali e sicure per porre fine a questa assurdità e riportare nel nostro mare un po’ di umanità.”
I punti fondamantali del bilancio, tracciati dalla stessa associzione, possono essere sintetizzati in 7 punti:

1. Il 2016 è già l’anno più letale di sempre e non è ancora finito
Dal 1 gennaio a oggi almeno 4.690 uomini, donne e bambini sono morti cercando di attraversare il Mediterraneo, circa 1.000 in più rispetto a tutto il 2015. Questo numero - si legge nel comunicato - non si deve a un aumento significativo degli arrivi ma solo a un’aumentata mortalità. Nel 2016, circa 1 persona su 41 è morta nella traversata.

2. Uomini, donne e bambini stipati in barconi sempre più precari

Nel 2016 Msf ha soccorso persone da 134 gommoni di qualità estremamente scadente e da 19 barche di legno. Le grandi barche di legno del 2014 e 2015 sono state sostituite da gommoni economici e “mono-uso”, perché i trafficanti assumono che verranno intercettati e distrutti nell’ambito delle operazioni militari anti-scafisti dell’Unione europea.

3. Trafficanti sempre più spietati
Le équipe di Msf hanno visto barconi capovolgersi dopo aver passato ore o giorni alla deriva senza motore, perché i trafficanti o altri criminali l’avevano rimosso molto prima che qualunque soccorso fosse possibile.  Le persone soccorse raccontano di essere stati tenuti in grotte, fossi o buche nel terreno per giorni o settimane prima di essere spinti a forza in mare su un barcone. Alcuni parlano addirittura di esecuzioni, abusi terribili, violenze sessuali, torture. Rispetto all’anno scorso, soono state avvistate meno persone con giubbotti di salvataggio, cibo, acqua e provviste per il viaggio o con carburante sufficiente.

4. Molti minori non accompagnati sfidano il mare da soli
Il 16% degli arrivi via mare in Italia sono bambini, l’88% di loro sono minori non accompagnati. Una famiglia soccorsa dalla nave Aquarius era guidata da un bambino di 10 anni, che viaggiava da solo con i suoi fratelli, tutti ancora in età da pannolino.

5. Molte donne soccorse sono incinte e molte delle gravidanze sono frutto di violenze
La minaccia di violenza è così nota che molte donne provvedono a forme di contraccezione a lungo termine prima di mettersi in viaggio per essere sicure di non rimanere incinte. Nel 2016 sono nati 4 bambini sulle navi di Msf.

6. L’Europa non è la prima destinazione per rifugiati e migranti di tutto il mondo
Secondo i dati dell’Unhcr nessuno dei paesi che ospitano più rifugiati (Turchia, Pakistan, Libano, Iran, Etiopia, Giordania, Kenya, Uganda, Repubblica Democratica del Congo e Ciad) si trova in Europa, ma complessivamente offrono rifugio a più della metà dei rifugiati globali.

7. Rifugiati e migranti subiscono orribili violenze e abusi in Libia
Secondo le persone intervistate, uomini, donne e un numero sempre crescente di minori non accompagnati (alcuni di appena 8 anni) hanno subito abusi da parte dei trafficanti, dei gruppi armati e di privati cittadini che sfruttano la disperazione di chi fugge da conflitti, persecuzioni o miseria. Tra gli abusi, atti di violenza (anche sessuale), rapimenti, detenzione arbitraria in condizioni disumane, tortura e altre forme di maltrattamento, sfruttamento finanziario e lavori forzati.

Medici senza frontiere tiene inoltre a ribadire, in uno dei punti elencatim di non voler aiutere i trafficanti nel loro lavoro, ma di voler solo salvare vite umane: “Le persone che scappano dalla Libia devono essere soccorse in sicurezza e con tranquillità, e portate in un porto sicuro dove possano ricevere assistenza, fare domanda di asilo o di altre forme di protezione. Nella situazione attuale, la Libia non può essere considerata un porto sicuro per gli sbarchi”.
 

 
Ministero dell’Interno - Mai tanti sbarchi come quest’anno: già oltre 175 mila
 
Secondo l’ultimo rapporto statistico pubblicato dal ministero dell’Interno, il numero dei migranti sbarcati in Italia dal 1 gennaio 2016 al 12 dicembre 2016 sono esattamente 175. 323, in netto aumento rispetto agli anni passati: nell’intero 2014, infatti, sono stati 165.635,  mentre nel 2015 149. 581. Si tratta quindi di un aumento del +5,85% rispetto al 2014 e +17,21% rispetto all’anno precedente. Cifre enormi se si pensa che il seguente anno non è ancora finito.
Di questi, 137.990 sono attualmente ospitati in strutture termporanee, 1.021 in hot spot, 14.104 nei centri di prima accoglienza, 23.563 occupano posti Sprar e 176.678 è il totale degli immigrati presenti nelle varie regioni italiane. In particolare, la Sicilia ne ospita 14.065, piazzandosi al sesto posto dopo Lombardia (22.994 ), Lazio (15.116) , Veneto (115.031 ), Piemonte (14.224) e Campania (14.194 ). Gli ultimi posti sono invece occupati dalla Valle d’Aosta (277) e dalle province automone di Trento (1.460) e Bolzano (1.494).
I porti di maggiore interesse rimangono quelli siciliani: Augusta, Pozzallo, Catania, Messina e Palermo.

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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