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Quotidiano di Sicilia

Una redazione giovane ma già autorevole, oggi bandiera del giornalismo d’inchiesta
di Maria Francesca Fisichella

Un gruppo di professionisti che ha saputo mettere in pratica l’idea di informazione del fondatore. Lavora con l’approvazione e il sostegno dalle massime cariche del giornalismo siciliano

Tags: 30 Anni



Economia, istituzioni, ambiente, no profit e consumo sono le principali tematiche approfondite dalla redazione del “Quotidiano di Sicilia”. E, in trent’anni, il cuore pulsante dell’informazione della testata è si è rinnovato ed è cresciuto, maturando la volontà di andare al di là della rappresentazione rituale dei fatti, di andare a indagare dietro le quinte, magari quando i riflettori si spengono ed emergono le ombre, gli interrogativi cui dare risposta.

Ecco come cavallo di battaglia dell’informazione giornalistica del QdS è diventata l’inchiesta, da sempre considerata il banco di prova del buon cronista, il genere nobile con cui confrontarsi. E certamente anche il più arduo, in quanto suo obiettivo è la ricostruzione puntuale e completa non solo di un avvenimento, ma di una serie complessa di accadimenti. Spesso, per portare a termine un’inchiesta occorrono giorni, se non settimane. E più delicato è l’argomento, più numerosi i muri di gomma su cui si va a sbattere se si cerca di andare “oltre la notizia”. È l’inchiesta investigativa, a cui il giornalismo italiano è poco avvezzo, il genere a cui punta da trent’anni l’informazione del Qds. Raccogliendo consensi tra lettori - il Qds è oggi terzo per numero di lettori tra tutti i quotidiani e il primo tra gli economici - e addetti ai lavori, a cominciare dalle due massime cariche giornalistiche siciliane, il presidente dell’Ordine regionale, Franco Nicastro, e il segretario dell’Assostampa Alberto Cicero. Entrambi hanno avuto parole di approvazione e incitamento nei confronti di una redazione giovane e che si è dimostrata capace di informare con competenza e autorevolezza, mettendo così in pratica l’idea di giornalismo del direttore Carlo Alberto Tregua, fondatore del giornale.

Spulciando i titoli delle inchieste degli ultimi due anni, emergono infatti i principali temi che hanno riscosso l’interesse dei lettori siciliani, e non solo. Molte di queste inchieste, infatti, sono state riprese da testate nazionali, come quelle riguardanti gli sprechi della Regione. Ricordiamo qualche titolo: “Ars, un usciere costa centomila euro”, “La luculliana mensa del Parlamento siciliano”, “Ars: dimore da nababbi a disposizione dei parlamentari”, “Il Parlamento della Lombardia costa la metà dell’Ars”.
Ci sono poi i servizi speciali che hanno messo a nudo il Bilancio della Regione e il carico del personale: “Regione: un miliardo e 200 milioni  per i ventimila dipendenti”. E tra quelle che hanno raccontato gli alti costi degli enti collegati alla Regione, ecco “Consorzi bonifica, dopo la riduzione costano il triplo”, “Da Province a Consorzi, un risparmio da un miliardo”. Le inchieste del Qds hanno portato alla luce diffusi malcostume (“Mobbing rosa, un fenomeno che resta avvolto nel silenzio”) ed evidenziato altre storture: il fatto che il gratuito patrocinio sia diventato in  Sicilia una sorta di ammortizzatore sociale per giovani avvocati (“Udienze socialmente utili”) assommandosi ai costi delle lungaggini della giustizia (“Processi in Sicilia, nel 2008 in 1.600 hanno chiesto risarcimento”).

Non meno incisive le inchieste sul tema che lega l’energia all’inquinamento (è l’unico quotidiano che pubblica ogni giorno una pagina su questo argomento). Tra le inchieste più recenti “Il “triangolo della morte” e lo sviluppo insostenibile”, “Oasi del Simeto, abusivismo e costruzioni illegali”, “Vogliono distruggere la Sicilia con i mostri eolici” (lanciata ben prima della scoperta del racket delle pale).
 

 
Grazie a una fitta rete di collaboratori ogni giorno news economiche dalle nove province siciliane
 
A coadiuvare i redattori del QdS - l’unica testata regionale su cui, ogni giorno, si possono trovare pagine dedicate a tutte e nove le province della Sicilia - vi è la capillare rete di collaboratori che copre il territorio delle nove province siciliane. Che ci raccontano i piani di sviluppo approntati dai Comuni, le difficoltà dei commercianti, le disfunzione della viabilità urbana, il degrado dei quartieri, l’indolenza delle istituzioni di fronte alle inefficienze dei servizi sociali, i ritardi dei Prg,  e di potenziali aeroporti che attendono di aprire i battenti dei cantieri....
Neanche su questo versante, dell’informazione del QdS, è trascurata l’attenzione alle “ombre”. Inefficienze, sprechi, disservizi, malesseri, malcostume sono messi nero su bianco attraverso le inchieste provinciali. Qualche titolo per evidenziare i filoni seguiti, dall’abusivismo, al degrado edilizio, alle inefficienze della pubblica amministrazione: “Ecco come la Regione siciliana ‘valorizza’ gli immobili saccensi (in cui si racconta dell’ex sede dell’ospedale di via Figuli in condizioni disastrose); “Ospedale, storia infinita: ancora ritardi” (a Marsala, in provincia di Trapani, doveva aprire entro il 2008 ma…); a Palermo il “Business dell’acqua sotto accusa. La privatizzazione non va giù”; a Gela (Cl) con l’occupazione a rischio, per il “Petrolchimico è l’ora dei timori”; a Messina con “Edilizia, sulla strada Panoramica ancora abusivismo e vane attese”; ad Agrigento con gli “Urp: in alcuni comuni della provincia se ne sconosce del tutto l’esistenza”…

Articolo pubblicato il 27 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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