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Quotidiano di Sicilia

Ferrovie, il treno non passa dalla Sicilia
di Roberto Pelos

Mezzi vecchi, linee peggiori d’Italia e degrado nelle stazioni: nell’Isola vi sono solo 429 corse giornaliere, in Lombardia 2.300. La proposta di Legambiente: trasferire la gestione delle infrastrutture regionali a Rete ferroviaria italiana

Tags: Ferrovie, Sicilia, Rfi



ROMA – Presentato di recente il rapporto “Pendolaria 2016” di Legambiente riguardante il trasporto ferroviario in Italia. Secondo quanto emerge dall’analisi, la nostra regione è tra quelle dove si registrano i maggiori tagli ai servizi con un -12,1%; peggio va solo in Calabria (-26,4%), in Basilicata (-18,9%), in Campania (-15,1%), in Liguria (-13,8%). A fronte di ciò però nella nostra terra l’aumento delle tariffe è più basso rispetto ad altre regioni italiane (+7,7%), mentre in Basilicata, Provincia autonoma di Bolzano, Marche, Provincia autonoma di Trento e Valle d’Aosta non si registrano incrementi, che invece vengono rilevati in modo più consistente in Piemonte (+47,3%) e in Liguria (+41,24%).

La Sicilia, purtroppo, è tra le regioni italiane dove i treni sono più vecchi; l’età media del materiale rotabile è infatti di 23,2 anni; peggio vanno solo l’Abruzzo (24,1) e la Basilicata (23,3). Le cose vanno sicuramente meglio in Valle d’Aosta dove l’età media del materiale rotabile è di 9,2 anni e in Toscana (10,6). Da precisare che la flotta Trenitalia in Toscana include alcuni convogli assegnati ad altre regioni.

I treni con più di 15 anni in Sicilia sono il 63,5%; il triste primato spetta però all’Umbria (78,8%). Nel rapporto di Legambiente troviamo la lista delle dieci peggiori linee ferroviarie italiane che vede al quarto posto la Messina-Catania-Siracusa dove si svolgono intensi traffici commerciali e turistici; in questa tratta, negli ultimi 15 anni, i treni si sono ridotti del 41% e viaggiano meno veloci. Grave è anche lo stato di degrado delle stazioni.

Tutte le linee siciliane, come viene sottolineato nell’indagine, sono scomode e inefficienti a danno dei cittadini e dei turisti che giungono nell’Isola, con solo 429 corse in tutta la regione mentre in Lombardia sono 2.300. A fare il punto sulla situazione a livello nazionale, è Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente. “Il trasporto ferroviario pendolare deve diventare una priorità nazionale – ha dichiarato – negli investimenti e nelle attenzioni. Oggi non è così, e su troppe linee la situazione in questi anni è addirittura peggiorata, con meno treni, convogli vetusti, ulteriori tagli ad interi collegamenti. Emblematica è la situazione della Roma-Ostia Lido e della Circumvesuviana dove ogni giorno oltre 300mila persone subiscono le conseguenze di una gestione indegna per un paese civile. Ma questo non è più accettabile. Il nuovo Governo deve individuare le risorse per il rilancio del trasporto pendolare e procedere al commissariamento dove le Regioni non sono in grado di garantire il servizio”.

Ancora, secondo il vice presidente di Legambiente, “in questi anni è mancata una regia nazionale rispetto a un servizio ferroviario pendolare trasferito alle Regioni, che ha avuto come conseguenza tagli e aumenti delle tariffe senza che si fissassero obiettivi di efficienza del servizio o controlli su quanto avveniva nelle linee. Occorre dare speranza ai pendolari che la situazione possa migliorare, e ciò potrà avvenire solo trovando risorse per aumentare il servizio e per acquistare treni nuovi”.
 
Facendo un quadro dei provvedimenti volti a migliorare la situazione, secondo Legambiente occorre quanto prima trasferire la gestione delle infrastrutture regionali a Rfi, per realizzare subito investimenti in sicurezza e efficienza delle linee, e poi affidare il servizio attraverso gare europee per garantire i diritti di chi ogni giorno prende il treno in qualsiasi punto del nostro Paese.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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