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Catania - Farmacie comunali, sindaci sul piede di guerra
di Redazione

Presa di posizione dei primi cittadini di Belpasso, Mascalucia, S. Giovanni la Punta e S. Maria di Licodia nei confronti della Regione. Costituito un comitato congiunto di protesta e denuncia contro i provvedimenti adottati a Palermo

Tags: Catania, Farmacia



CATANIA - I sindaci di Belpasso (Carlo Caputo), Mascalucia (Giovanni Leonardi), San Giovanni La Punta (Antonino Bellia) e Santa Maria di Licodia (Salvatore Mastroianni) hanno costituito un comitato congiunto di protesta e denuncia contro la manovra della Regione Siciliana, che “ha strappato via ai rispettivi Comuni il diritto a istituire le Farmacie comunali”.

I quattro sindaci in particolare hanno denunciato come l’assessorato regionale alla Salute abbia avviato procedimenti paralleli per sottrarre ai rispettivi Comuni il diritto alla prelazione di cui erano già titolari gli Enti per l’istituzione delle farmacie a gestione diretta comunale, riportandola alla gestione regionale per poter assegnare così direttamente le sedi farmaceutiche secondo graduatorie provinciali.

Come si legge in una nota stampa diffusa dai quattro sindaci, “la manovra, esercitata in brevissimo tempo e in pieno periodo estivo (i fatti culminanti risalgono all’Agosto 2014) si è consumata con atti amministrativi generici spediti ai Comuni nell’arco di pochi giorni, con richieste inusuali rispetto al previsto iter burocratico, senza diffide o intimazioni formali, con decisioni finali esitate dalla Regione applicando una rapidità a dir poco fulminea”.

Per questi motivi, già due sindaci (Caputo e Bellia) hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica illustrando i fatti, mentre tutti e quattro hanno chiesto con urgenza l’intervento dell’Assemblea regionale siciliana attraverso una Commissione parlamentare d’inchiesta che porti alla luce eventuali anomalie e irregolarità amministrative nella vicenda.

“Appare quanto mai insolito - sostengono Caputo, Leonardi, Bellia e Mastroianni - che la Regione siciliana, non certo nota per la sua celerità, nel giro di qualche settimana se non addirittura pochi giorni, nell’agosto del 2014, dispone con atti molto vicini tra loro sia come data che come numero di protocollo, di far decadere la titolarità delle nostre farmacie comunali, senza atti formali e preliminari di intimazione. Così facendo, la Regione ha tolto a circa 90.000 cittadini che risiedono in questi quattro comuni il diritto ad usufruire di un servizio a gestione pubblica che avrebbe portato opportunità occupazionali e notevoli introiti nelle casse dei rispettivi enti. Si pensi che una farmacia viene affidata dal Comune per diverse centinaia di migliaia di euro e con un canone annuo di alcune decine di migliaia di euro”.

“L’improvvisa urgenza e così tanta solerzia – hanno concluso - sono sospette e per fugare ogni dubbio sulla possibilità che vi siano stati degli interessi particolari, è quanto mai opportuno istituire una commissione ispettiva regionale che verifichi la correttezza dell’iter seguito”.

La nota diffusa dai sindaci ha poi voluto precisare, nello specifico e in sintesi, cosa è avvenuto nei singoli Comuni: “A Belpasso il 19 agosto 2014 il Comune riceve una nota da parte del Dipartimento regionale per la Pianificazione strategica (datata 1 agosto 2014) che chiede ‘...di conoscere quali atti siano stati posti in essere per l’apertura della farmacia…’.
 
Il 29 agosto 2014 il medesimo Dipartimento comunica l’intenzione ‘di procedere alla formalizzazione del provvedimento di decadenza dalla titolarità del Comune della VI sede farmaceutica’ e si concedono 10 giorni per la visione degli atti. Il 30.10.2014 il Dipartimento decreta la decadenza della VI sede farmaceutica paventando ‘ragioni attuali di pubblico interesse al ripristino della legalità violata per la mancata apertura della farmacia’. Il Comune ricorre infruttuosamente al Tar. Il sindaco presenta un esposto in Procura”.

“A Mascalucia – è scritto ancora nel documento - il Comune aveva già indetto due bandi di gara per l’assegnazione della sede farmaceutica e costituito la relativa società di diritto privato. La Regione chiede informazioni su cosa si stia facendo nell’agosto 2014. Il sindaco risponde con due relazioni. La Regione decreta il 30/10/2014 la decadenza della farmacia”.

“A San Giovanni La Punta – si legge nel resoconto - era già stata costituita la società partecipata al 100% dall’ente per esternalizzare la gestione della farmacia comunale. La Regione chiede informazioni su cosa si stia facendo nell’agosto 2014. La Regione decreta il 30/10/2014 la decadenza della farmacia. Il sindaco presenta un esposto in Procura”.

“A Santa Maria di Licodia – viene sottolineato al termine del documento - la Regione chiede informazioni su cosa si stia facendo nell’agosto 2014. La Regione decreta il 30/10/2014 la decadenza della farmacia”.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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