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Export nazionale, tracollo Sicilia. Meno 21% nei primi nove mesi 2016
di Adriano Agatino Zuccaro

Istat, nell’ultimo rapporto “Le esportazioni delle regioni italiane” certificato il rallentamento delle Isole. Ottimo impatto per Basilicata (+76,6%), Abruzzo (+12,1%) e Liguria (+8,5%)

Tags: Economia, Export, Sicilia, Istat



PALERMO - Nei primi nove mesi del 2016 tra le regioni che rallentano la crescita dell’export nazionale troviamo: Piemonte (-4,9%), Sicilia (-21,2%) e Sardegna (-21,4%). Lo certifica l’Istat col suo ultimo rapporto “Le esportazioni delle regioni italiane”. Forniscono, invece, un contributo positivo all’incremento delle esportazioni nazionali Basilicata (+76,6%), Abruzzo (+12,1%), Emilia-Romagna (+1,5%), Friuli-Venezia Giulia (+5,5%), Marche (+5,2%) e Liguria (+8,5%).

Nei primi nove mesi dell’anno, il lieve aumento tendenziale dell’export nazionale (+0,5%) è sintesi dell’aumento registrato per le regioni delle aree meridionale (+10,6%), nord-orientale e centrale (+1,5% entrambe) e del calo delle aree insulare (-21,3%) e nord-occidentale (-0,8%). Nel terzo trimestre 2016 l’Italia nord-occidentale (+2,1%) e l’Italia centrale (+0,8%) mostrano un aumento congiunturale delle esportazioni di beni, che risultano invece in diminuzione nell’Italia meridionale e insulare (-1,5%) e in quella nord-orientale (-0,2%).

Il tracollo siciliano e dell’Italia insulare in generale è dovuto alla diminuzione delle esportazioni di prodotti petroliferi raffinati dalla Sicilia e dalla Sardegna che fornisce un contributo negativo per oltre un punto percentuale alle vendite nazionali sui mercati esteri. Nello stesso periodo, l’Istat segnala la diminuzione delle esportazioni di autoveicoli dal Piemonte.

A livello provinciale, nei primi nove mesi del 2016 presentano una rilevante crescita delle vendite all’estero, associata a un importante impatto positivo alla dinamica dell’export nazionale, Potenza (+85,1%), Milano (+3,6%), Frosinone (+30,8%), Trieste (+29,3%), Chieti (+13,7%), Ascoli Piceno (+25,2%), Genova (+12,6%) e Firenze (+4,4%). Le province che nei primi nove mesi del 2016 forniscono un contributo negativo alle esportazioni nazionali sono Torino (-8,9%), Siracusa (-28,8%), Latina (-15,9%), Cagliari (-21,9%), Varese (-7,6%), Vicenza (-3,2%) e Massa-Carrara (-20,7%).

Emilia-Romagna (+5,8%), Lombardia (+2,2%), Veneto (+2,4%), Toscana (+4,4%), Abruzzo (+10,7%), Marche (+8,4%) e Piemonte (+1,8%), sempre nei primi nove mesi del 2016, sono le regioni che contribuiscono maggiormente all’aumento delle vendite verso i paesi Ue (+2,9%). Aumentano in misura rilevante anche le esportazioni verso la stessa area di interscambio per Calabria (+12,3%) e Liguria (+7,1%). Per quanto concerne la dinamica dell’export nazionale verso i mercati extra Ue (-2,5%), le regioni che determinano in misura maggiore questo risultato sono: Piemonte (-12,9%), Sicilia (-30,1%), Sardegna (-30,6%), Emilia-Romagna (-3,9%) e Lombardia (-1,8%). Si segnala inoltre un’importante diminuzione dell’export verso quest’area di interscambio per la Valle d’Aosta (-18,8%). L’analisi regionale per mercati di sbocco mostra che nei primi nove mesi dell’anno l’incremento dell’export nazionale è positivamente determinato dalla crescita delle esportazioni di Basilicata e Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti e della Toscana verso Svizzera (+24,1%) e Francia (+13,7%). Risultano invece in forte calo le vendite di Piemonte verso gli Stati Uniti (-34,8%) e di Sicilia (-47,1%) e Lombardia (-9,3%) verso i paesi Opec.

Articolo pubblicato il 20 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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