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Giorgio Zuffanti: "La Sicilia a New York"
di Redazione

Intervista del QdS ad un talento della nostra terra, l’archittetto Giorgio Zuffanti. “Creare significa catturare i sentimenti e trasformarli in oggetti”

Tags: Giorgio Zuffanti



NEW YORK - La Sicilia è una terra incredibile dove si respira il glorioso passato dell’arte e dell’architettura, come Ortigia che ha rappresentato un luogo importante per la formazione di Giorgio Zuffanti, dove ha studiato Architettura. Proprio da questo luogo ricco di storia inizia il suo viaggio.

Nato a Catania nel 1984, ha sempre amato disegnare. Insaziabile curioso e grazie al suo background internazionale spazia dai grandi progetti architettonici alla progettazione d’interni, fino al disegno industriale. Negli ultimi anni ha lavorato come Senior Project Designer in diversi paesi come la Cina e gli Stati Uniti, dove ha avuto la possibilità di sviluppare grandi capacità progettuali in diverse scale e si è confrontato con prestigiosi architetti e designer di fama internazionale.

Ha sempre comunicato disegnando. È il disegno che gli ha permesso di esprimersi esattamente come un linguaggio, ed inevitabilmente il design e l’architettura sono entrate nella sua vita: un’evoluzione naturale e spontanea. Ossessionato dalla ricerca costante e instancabile di nuove forme. Si appassiona a tutto quello che fa e ama farsi conivolgere. In tempi sempre più veloci, Giorgio riesce a distinguersi per la sua attitudine serena, per il suo modo di soppesare le parole ed esprimersi serenamente. Anche nei suoi progetti si vede la sua personalità riflessiva.

Dopo alcuni anni meravigliosi trascorsi in Cina tra Pechino e Shanghai, si è trasferito a New York, dove attualmente collabora con lo studio americano Doban Architecture, studio vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali. Giorgio si sta dedicando alla progettazione di due importanti palazzi residenziali a New Rochelle ed alla realizzazione di una  collezione di mobili, in particolare sta curando la serie “Dialogue” composta da tavolo e panche, presentata alla prestigiosa Fiera del Design di Brooklyn. La collezione ha ottenuto l’importate candidatura per la Best of Year Awards 2016, dedicato ai migliori arredi di design del mondo.

Grazie al suo talento ed impegno nella comunità di Brooklyn, è stato nominato Rappresentante della Sezione Architettura e Design per i Giovani Professionisti della Camera di Commercio di Brooklyn. Unico italiano ad aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento.

Com’è stato il passaggio da Shanghai a New York?
“New York tende ad essere più ambiziosa e sperimentale. La comunità globale finisce per assomigliarsi un po’ dappertutto perchéormai le informazioni raggiungono chiunque cosi velocemente. Il mio essere siciliano mi permette di adattarmi con velocità a tutte le realta’ internazionali”. 

Il tuo miglior talento?
“L’essere in grado di lavorare contemporaneamente a tanti progetti diversi. Sento la necessità di mettermi ogni volta alla prova in modo diverso: mi aiuta ad aprirmi e a continuare a crescere mentalmente e professionalmente. Creare è un processo di psicoanalisi che mi permette di catturare sentimenti e trasformarli in oggetti. Design, arte, fotografia, musica e cibo sono i temi che mi appassionano. L’ultimo evento Culturale “Think + The Edge” a New York, da me ideato ed organizzato con il mio studio ne è la sintesi. Ho coinvolto importanti architetti, artisti e cuochi internazionali, con l’obiettivo di riflettere su come i dettagli possono rappresentare un elemento di unione tra discipline trasversali e generare nuovi linguaggi”.

Hai alcune fonti d’ispirazione?
“La mia ispirazione non è mai uguale, ma prende vita dal contesto in cui sono. La scoperta di nuove città, di nuovi materiali e di nuove persone mi aiuta a trovare nuovi stimoli. Sicuramente nella mia mente c’è sempre la presenza costante della Sicilia, con le sue meravigliose forme e colori”.

Cosa ti rende più orgoglioso di questa tua attività all’estero?
“Mi sento orgoglioso di tutto quello che faccio e soprattutto di quello che farò domani. Amo fortemente il mio lavoro e confrontarmi con nuove realtà. Vivo costantemente con il bisogno di sfidare me stesso in progetti diversi”.

Casa pensi della vita negli Stati Uniti e soprattutto a New York?
“New York è una città incredibile, ti trasmette un’energia unica e ti dà una visione globale su tutto. C’è un fermento artistico difficilmente paragonabile ad altre grandi metropoli. Cerco di farmi travolgere dalla vitalità di questa città perché non voglio perdermi nulla di questa opportunita’”.

Parliamo della sua terra, La Sicilia.
“Penso sempre alla mia famiglia, alla bellezza della natura, il cibo, i colori dei paesaggi ed alle meravigliose bellezze artistiche. Amo la mia terra ma attualmente non riesco a pensare di ritornare a viverci perché in Sicilia tutto è “macchinoso” e lento”.

Articolo pubblicato il 20 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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