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AlmaDiploma, neo diplomati italiani confusi e insoddisfatti
di Valeria Arena

Domina l’incertezza nei confronti del futuro e la necessità di trovare lavoro in mercati con maggiore offerta. Il 62% non ha seguito nessun tipo di vocazione nella scelta della facoltà

Tags: Almadiploma, Diplomati, Giovani



ROMA –  Confusi e insoddisfatti. Questo è il profilo dei neo diplomati italiani tracciato dall’ultimo rapporto di AlmaDiploma sull’orientamento scolastico e universitario degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, presentato nei giorni scorsi presso il ministero dell’Istruzione. Quello che ne esce fuori è uno stato di disorientamento, incertezza e sconforto che probabilmente può essere considerato normale in ragazzi così giovani; il 62% degli oltre 40 mila intervistati, infatti, ha affermato di non aver seguito nessun tipo di vocazione nella scelta della facoltà e del corso di laurea da seguire dopo il diploma, ma di considerare la propria decisione finale un ripiego, piuttosto che un desiderio da esaudire o una passione coltivata e sviluppata negli anni trascorsi tra i banchi di scuola.

Questo succede per il 58% degli studenti che è iscritto all’indirizzo politico-sociale, il 37% che ha scelto l’educazione fisica e il 36% che segue corsi di ingegneria. Per la maggior parte degli intervistati, quindi, la scelta è dettata dall’incertezza nei confronti del futuro e dalla necessità di trovare lavoro in mercati che hanno una maggiore offerta. In generale, il 56% dei neo diplomati ha dichiarato di aver ricevuto, durante l’ultimo anno di scuola, un orientamento soddisfacente, anche se il 22%, come scritto in precedenza, individua nei bisogni professionali la motivazione principale delle proprie scelte di studio.

Il dato più inquietante riguarda però la nascita temporale del sentimento di orientamento, che è da collocare addirittura nelle scuole medie: quasi la metà dei neo diplomati intervistati (47%) cambierebbe anche l’indirizzo scelto da studente scolastico, particolare che fa riferimento soprattutto agli istituti professionali e tecnici. Le motivazioni sono da ricercarsi nella volontà di studiare materie diverse che preparino al mondo del lavoro o che forniscano le basi per i successivi studi universitari. Unico elemento positivo è rappresentato dai percorsi di alternanza scuola-lavoro, diventati obbligatori con la riforma della Buona scuola. Il 57% degli studenti ha avuto esperienze professionali durante l’orario scolastico e la maggior parte di questi si è dichiarato soddisfatto delle attività scolte; in particolare, l’86% pensa che siano fondamentali per la formazione, il 89% descrive i corsi come bene organizzati, mentre l’81% e il 71% definisce buono rispettivamente il tutoraggio aziendale e scolastico.

I nuovi studenti, quindi, sono molto più interessati alle possibilità offerte dal mercato del lavoro, al punto da mettere da parte i propri sogni, le proprie inclinazioni e le proprie passioni. Il 35% degli intervistati, inoltre, pensa che un’esperienza di studio all’estero sia fondamentale per accrescere il proprio bagaglio formativo e di conoscenza.

Articolo pubblicato il 21 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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