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Rapine in banca in calo anche in Sicilia
di Lucia Russo

Indagine regione per regione dell’Osservatorio sicurezza fisica, centro di ricerca dell’Associazione banche italiane (Abi). Protocollo anticrimine Abi-Prefetture già operativo a Catania, Enna, Palermo, Ragusa e Siracusa

Tags: Banca, Roberto Maroni, Abi, Sicurezza



PALERMO - Diminuiscono le rapine in banca in Sicilia. Ha diffuso questi dati l’Ossif (Osservatorio di sicurezza fisica) Centro di ricerca dell’Abi in materia di sicurezza. Nei primi sei mesi del 2009, infatti, i “colpi” allo sportello messi a segno nella regione sono stati 97 contro i 139 registrati nello stesso periodo del 2008, con un calo del 30,2%.

In generale si registra un sensibile calo del fenomeno in quasi tutte le province siciliane (vedi tabella), ache se rimangono sempre Siracusa, Catania e Palermo tra le province più a rischio in tutta Italia. Anche il bottino, se nella media è di 22.800 euro , a Palermo è più di 37 mila euro. Ciò riflette un andamento confermato anche a livello nazionale, con 1.173 rapine nel primo semestre 2008 passate a 874 nel primo semestre 2009 (-25,5%), pari a circa 50 rapine in meno al mese. In calo anche il cosiddetto “indice di rischio”, cioè il numero di rapine ogni 100 sportelli in Italia, che è passato da 7,2, a 5,1 il valore più basso registrato dal 1998 ad oggi. Il bottino complessivo: nei primi sei mesi del 2009 gli episodi criminosi hanno fruttato 19,9 milioni di euro, il 18,7% in meno dell’anno precedente (24,6 milioni).

L’indagine sul primo semestre del 2009 condotta dall’Ossif, è stata presentata nei giorni scorsi al ministro dell’Interno, Roberto Maroni. “La sicurezza – ha detto il Presidente dell’Abi - è il pilastro su cui poggia l’intera attività del settore bancario. In questa direzione, anche la sempre più stretta collaborazione con istituzioni e forze dell’ordine sta dando buoni risultati, come dimostra la sensibile riduzione delle rapine in banca registrata nel primo semestre di quest’anno in molte regioni, come in Sicilia. Per prevenire ulteriormente il fenomeno – ha aggiunto Faissola - è necessario continuare a lavorare su quattro direttrici fondamentali: ridurre l’ampia circolazione di contante che ancora caratterizza l’Italia, in ritardo nell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici; adottare sistemi di sicurezza sempre più evoluti e all’avanguardia; monitorare in modo sistematico gli eventi criminosi; proseguire nella formazione del personale di sportello”.

Le banche italiane investono ogni anno quasi 800 milioni di euro per rendere le proprie filiali sempre più sorvegliate e sicure. Adottando misure di protezione sempre più moderne ed efficaci, formando i dipendenti e fornendo a clienti e personale – anche attraverso un’apposita Guida antirapina - tutte le informazioni necessarie per sapere cosa fare prima, durante e dopo un “colpo” in banca.

Ma la collaborazione con le forze dell’ordine per la sicurezza allo sportello non si ferma qui: in 90 province italiane, tra cui Catania, Enna, Palermo, Ragusa e Siracusa, infatti, è già operativo il Protocollo anticrimine firmato dall’Abi con le singole Prefetture. È operativo, inoltre, il gruppo di lavoro creato col Ministero dell’interno per migliorare la prevenzione attraverso lo scambio di dati e informazioni su furti e rapine. Tra il 2004 e il 2008, infine, la percentuale di rapine in cui si è giunti all’individuazione degli autori è passata dal 36% al 46%, grazie alla presenza in tutti gli sportelli di sistemi di ripresa.

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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