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0,3%: ecco quanto è aumentata la raccolta differenziata in Sicilia
di Rosario Battiato

Rapporto Ispra sui rifiuti urbani. Nell’Isola la crescita è insignificante, l’Italia viaggia a +2,3%. Nel 2015 raggiunto il 12,8%, cinque volte in meno di quanto chiede l’Ue

Tags: Raccolta Differenziata, Piano Rifiuti, Sicilia



PALERMO – Il volo tanto atteso verso cieli migliori non c’è stato: la Sicilia resta la regione con i numeri peggiori in relazione al sistema di gestione dei rifiuti. Tra il 2014 e il 2015 la raccolta differenziata siciliana è passata dal 12,5 al 12,8%, un dato ancora lontano dal miglior risultato del quinquennio (13,3%) che è stato registrato nel 2012.

Al di là della crescita abbastanza insignificante (+0,3%), restano tutte le preoccupazioni in rapporto alla media di rd italiana (47,5%) e al tasso di crescita nazionale (+2,3%). I dati arrivano dal rapporto rifiuti urbani dell'Ispra presentato nei giorni scorsi e giunto alla sua diciottesima edizione.

Lo scorso anno la produzione nazionale dei rifiuti urbani si è attestata a circa 29,5 milioni di tonnellate, facendo rilevare una riduzione di quasi 130mila tonnellate rispetto al 2014. Sono diverse le Regioni che hanno fatto registrare una riduzione della produzione dei rifiuti urbani. Nella decrescita le migliori si sono avvicinate al 3%, come l'Umbria, mentre molte altre si sono aggirate intorno al 2% come la Liguria (-2,4%), il Veneto (-2,2%) e il Lazio (-2%). Flessioni intorno all'1% si sono registrate per il Trentino Alto Adige, la Basilicata e la Calabria, che hanno ottenuto rispettivamente 1,4%, 1,1% e 1%, mentre per Lombardia, Marche, Puglia e Sardegna la contrazione risulta inferiore all’1%. Nella fascia della stabilità ci sono Piemonte, Valle d’Aosta, Abruzzo e Campania, per le quali si riscontra una crescita del dato di produzione inferiore o pari allo 0,1%. La Sicilia, anche in questo caso, si muove controcorrente. “Un incremento al di sotto dell’1% si rileva per Sicilia – leggiamo nel report –, Molise e Toscana mentre al di sopra di tale soglia si attesta la variazione percentuale dell’Emilia Romagna (+1,1%) e del Friuli Venezia Giulia (+1,6%)”. L'Isola è infatti passata da 2,34 a 2,35 milioni di tonnellate.

La particolarità della Regione è quella di muoversi perfettamente controcorrente rispetto alla legislazione comunitaria che stabilisce la gerarchia dei rifiuti: prevenzione, riutilizzo, riciclaggio, recupero per altri scopi, come l’energia e lo smaltimento. La Sicilia, infatti, non soltanto ha clamorosamente saltato gli obiettivi Ue per il 2011 (60%) e per il 2012 (65%), in relazione alla quota di raccolta differenziata, ma continua a restare la peggiore d'Italia a 12,8%, circa cinque volte in meno rispetto a quanto richiesto dalle direttive comunitarie.

In Italia ci sono 7,8 milioni di tonnellate di rifiuti che finiscono in discarica, in calo di circa il 16% (-1,5 milioni di tonnellate) rispetto al 2014. Ed è una buona notizia, perché la discarica rappresenta il nemico pubblico numero per l'Europa che vorrebbe ridurne al minimo il ruolo. Ma la Sicilia, come al solito, se ne frega. Tra il 2014 e il 2015 la percentuale di rifiuti finiti in discarica si è contratta appena di un punto percentuale (da 84 a 83%), mentre in Italia il dato è passato dal 31 al 26.

Dato il dominio delle discariche, resta veramente poco per le altre tipologie di smaltimento, dal momento che su 2,3 milioni di rifiuti prodotti, poco meno di due milioni finiscono in discarica. Tutto questo in attesa degli impianti di valorizzazione energetica, la cui predisposizione si troverebbe all'interno del nuovo rifiuti in attesa di approvazione da parte della Regione.

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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