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Catania - Elezioni Unict, colpo di scena Pignataro rinuncia a candidarsi
di Desirée Miranda

A pochi giorni dalla chiusura dei termini per la presentazione delle candidature, il Rettore sorprende tutti. Lettera all’Ateneo: “Raggiunti grandi risultati. Contro di me una campagna violenta”

Tags: Università, Catania, Unict, Giacomo Pignataro, Enrico Foti



CATANIA - Colpo di scena nella corsa a Rettore per l’Università di Catania. A Pochi giorni dall’indizione delle prossime elezioni fissate in prima votazione per il primo febbraio e in seconda per il 7 dello stesso mese, l’attuale rettore Giacomo Pignataro ritira la sua candidatura.

All’indomani della decisione del Consiglio di giustizia amministrativa, circa un mese fa, aveva annunciato la sua disponibilità al rinnovo della carica, ma proprio ieri ha comunicato di averci ripensato tramite una lunga lettera inviata all’Ateneo.

Nella prima parte parla delle difficoltà incontrate, ma soprattutto dei tanti risultati ottenuti nel corso della sua amministrazione citando l’innovazione nell’ambito della didattica e della ricerca, la ripresa del finanziamento di Ateneo sui progetti di ricerca e sul dottorato, l’atto di programmazione triennale del reclutamento “che, pur nella ristrettezza delle risorse disponibili, rappresenta il primo grande investimento sulle risorse umane dopo tanti anni”, afferma e ancora la ritrovata centralità dei Dipartimenti e l’aumento del finanziamento di Ateneo per il diritto allo studio.

Grandi risultati che però si sono scontrati con grandi difficoltà per cui l’Ateneo di Catania si trova attualmente “decapitato”, usa questo termine Pignataro, degli Organi di governo “e nella necessità, caso unico in Italia, di dover ripetere l’elezione del Rettore a poco meno di quattro anni di distanza dalla precedente”, continua. Difficoltà che Giacomo Pignataro imputa al suo predecessore Antonino Recca, che “ha seguito un percorso di emanazione dello Statuto che, nel febbraio 2015, ha portato il Consiglio di giustizia amministrativa a dichiararne l’illegittimità”, dichiara Piganataro.

“Non solo. - continua - L’iniziativa giudiziaria che, partendo dalla sentenza di illegittimità di quello Statuto, ci ha portato a questa elezione è stata, tra gli altri, promossa proprio dall’autore di quell’illegittimità”.

Ma è nella seconda parte della sua missiva che il rettore Giacomo Pignataro spiega che dal giorno dell’annuncio di disponibilità alla rinuncia, ha respirato un clima di ostilità personale che lo ha portato a mettersi da parte. “È stata intensificata una campagna violenta, mai a viso aperto, fatta esclusivamente di minacce e di dubbi insinuati nei corridoi, contro la mia candidatura. - dichiara - Sono state preannunciate nuove iniziative giudiziarie, tese a pregiudicare la mia possibilità di candidarmi o, se eventualmente eletto, a provare di far dichiarare la nullità della mia elezione. In queste condizioni, si profila una campagna elettorale che, anziché costituire un momento di confronto ampio su questioni di interesse della nostra comunità, finirà per concentrarsi su stucchevoli aspetti di (presunto) diritto”.

Pignataro fa quindi un passo indietro “con una grande amarezza ma con la consapevolezza che il mio senso di responsabilità verso l’Istituzione, che ho finora servito con disciplina ed onore, mi richiede di evitare che la mia persona possa essere strumentalmente presentata come di ostacolo ad un sereno confronto”. La corsa a Rettore continua senza di lui quindi e le candidature ufficiali si sapranno il prossimo 28 dicembre, giorno ultimo per la presentazione della candidatura. Al momento risulta disponibile soltanto il professore del dipartimento di Ingeneria civile Enrico Foti, candidato in opposizione proprio a Pignataro.

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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