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Quotidiano di Sicilia
Messina - Questione rifiuti, nuovo anno all'insegna dellÂ’emergenza
di Lina Bruno

MessinAmbiente dovrà con molta probabilità occuparsi del servizio anche oltre il termine del 31 dicembre. Non ha ancora visto la luce la società che dal 2017 si sarebbe dovuta occupare del servizio

Tags: Messinambiente, Rifiuti, Messina, Amam



MESSINA - Situazione sempre più complicata nella gestione e una città che non riesce a liberarsi dalla costante presenza dei rifiuti per strada. A qualche giorno dalla scadenza della proroga dell’affidamento del servizio a MessinAmbiente, non vi è nulla che lascia presupporre che per il prossimo anno il settore possa navigare in acque più tranquille.

La MessinaServizi Bene Comune che dovrebbe inglobare i servizi erogati da Amam e Messinambiente non ha ancora visto la luce mentre i sindacati chiedono un incontro con l’Amministrazione per avere chiarimenti e garanzie sul passaggio di tutto il personale con “l’apertura di un tavolo di confronto permanente sino alla positiva conclusione della vertenza”.

I tempi per il varo di questa nuova società non ci sono più e tutti gli interrogativi che questo nuovo soggetto pone, sia dal punto di vista politico che sindacale dovranno essere affrontati nel 2017. “È arrivato solo in questi giorni il parere positivo dei revisori dei Conti dopo un ritardo dovuto alla necessità di una riformulazione - dice l’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua - la delibera quindi dovrà passare all’esame del Consiglio e  se in quella sede emergerà  una proposta migliore siamo pronti a valutarla. Avrei voluto che la società per la gestione in house fosse stata attivata entro il 2016 purtroppo l’iter non è stato semplice.”
 
In questo scorcio di anno quindi l’Amministrazione comunale dovrà ricorrere all’ennesima proroga con un provvedimento che possa consentire a MessinAmbiente di gestire il servizio di raccolta e smaltimento anche oltre il 31 dicembre. Se così non fosse sarebbe il caos con  i mezzi fermi, le maestranze senza lavoro e i rifiuti accatastati per le strade in aggiunta a quelli che ci sono già. Si fermerebbe anche la raccolta porta a porta in quei villaggi dov’è stato attivato il servizio dato che non è stato ancora firmato il contratto per l’uso dei nuovi mezzi arrivati in città.

“È impensabile che non ci sia una continuità del servizio -dice Ialacqua- e non si può fare una proroga prima del termine di scadenza di quella in atto. Con il dirigente del Dipartimento Maurizio Castronovo si sta  vagliano tra due ipotesi quella tecnicamente più opportuna da adottare, fino all’entrata a regime della MessinaServizi. Stiamo vedendo se andare avanti con un’ordinanza o esitare una determina di affidamento diretto a Messinambiente- dice Ialacqua- in ogni caso non ci sarà nessuna interruzione del servizio”.

Tutto questo mentre la situazione della raccolta e smaltimento è già problematica per la mancanza di una piattaforma di trasferenza e per il cambio di discarica deciso con l’ultima ordinanza che il Presidente  della Regione Sicilia Rosario Crocetta ha firmato una settimana fa. Non si conferisce più quindi a Motta Sant’Anastasia nell’impianto gestito dalla Oikos ma in quello di Grotte San Gregorio a Lentini della Sicula Trasporti.

Il provvedimento ha colto tutti impreparati, sia a MessinAmbiente che al Comune, malgrado fosse stato annunciato nell’ordinanza regionale dello scorso primo dicembre. Più chilometri da percorrere per i mezzi e orari di apertura diversi dell’impianto di Lentini con l’impossibilità di effettuare il secondo turno di raccolta, situazione che ha già prodotto le prime discariche  accanto ai cassonetti stracolmi specie nelle zone periferiche.

Con la nuova discarica si potrebbe ripresentare il problema dei sovracosti determinati  per i conferimenti fuori orario. Quelli del 2016 sono stati di oltre due milioni di euro, così come rilevato dal  dipartimento Sanità ed ambiente, che ha solo parzialmente trovato una soluzione recuperando economie per 600.000 euro. Potrebbe essere previsto un aumento della Tari 2016 per evitare l’ennesimo debito fuori bilancio e visto che nei giorni scorsi la commissione Bilancio si è ritrovata con quello da un milione di euro che si trascinava dal 2013, quando è stata chiusa la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea e si è passati a quella di Motta Sant’Anastasia.

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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