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Quotidiano di Sicilia

Legge 3/2012, aiuto concreto ai cittadini sovraindebitati
di Patrizia Penna

A Palermo il primo caso: il Giudice approva piano di rientro del debito di un consumatore. Soprannominata “antisuicidi”, è uno strumento normativo ancora poco conosciuto

Tags: Debiti



PALERMO - È soprannominata “la legge antisuicidi” ed è uno strumento normativo forse ancora poco conosciuto: stiamo parlando della legge n. 3/2012, nata col preciso intento di offrire un aiuto concreto al consumatore che contratto prestiti con banche o finanziarie. Quest’ultimo, con l'aiuto di un Organismo di Composizione della Crisi (OCC), predispone un piano di rientro del debito che può prevedere o la liquidazione del patrimonio immobiliare, oppure il pagamento del debito in misura inferiore rispetto all'ammontare e dilazionato nel tempo.

La crisi economica ha messo in ginocchio l’economia mondiale ma ha colpito con maggiore ferocia quelle realtà, come la Sicilia, caratterizzate da un tessuto produttivo particolarmente fragile. Mentre in contesti internazionali possiamo già cogliere timidi segnali di ripresa, nella nostra Isola è ancora notte fonda. Ed è proprio per questo che norme, come quella antisuicidi, in Sicilia possono rappresentare per molte famiglie in difficoltà un punto da cui ripartire.

Innanzi il Tribunale di Palermo, infatti, è stato presentato il caso di un consumatore che negli anni aveva contratto debiti con banche e finaziare per fare fronte ai bisogni della famiglia. Negli ultimi tempi non è riuscito più a sostenere  i pagamenti dei detti prestiti e, attraverso un avvocato, ha chiesto al Tribunale la nomina di un professionista che valutasse la bozza del piano di rientro già predisposto nel ricorso o, in alternativa, di elaborarne uno diverso.

Il Giudice ha quindi nominato un esperto contabile che con la collaborazione del consumatore indebitato e del suo avvocato, ha predisposto il cosiddetto “Piano del consumatore” che è stato omologato dal Tribunale di Palermo, sezione fallimentare.
Il Piano ha previsto il pagamento del debito residuo con le banche e le finanziarie in misura del 40% dilazionato in 10 anni, nonché di quello nei confronti della Riscossione Sicilia in misura del 60% dilazionato in 6 anni.

Gli aspetti fondamentali che ha valutato l’esperto contabile sono la fattibilità del Piano e il fatto di aver contratto i debiti senza dolo o colpa grave. Nel caso in esame, il consumatore, tempo prima aveva divorziato con obbligo di mantenimento in favore dei due figli, ed ha avuto un’altra bambina con una nuova compagna. Lo stesso percepisce regolare stipendio che gli ha permesso di provare la fattibilità del piano.

Il caso, patrocinato dall’avvocato Maria Luciardello del Foro di Palermo, è il primo del capoluogo siciliano. Un caso che apre dunque nuovi scenari di speranza per tutte quelle persone che la speranza di una vita normale l’avevano ormai perduta da tempo.

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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