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Metano, Malta punta alla Sicilia. Si lavora al gasdotto sottomarino
di Rosario Battiato

Nel 2015 l’elettrodotto che esporta l’energia da Ragusa, adesso l’obiettivo è arrivare a Gela. La conduttura sfrutterà i giacimenti del Canale e garantirà la bidirezionalità dei flussi

Tags: Malta, Metano, Sicilia, Gasdotto, Elettrodotto



PALERMO – La Sicilia si avvia a diventare sempre più hub energetico del bacino del Mediterraneo. Sabato scorso abbiamo riportato la notizia che il governo maltese ha annunciato il progetto di un gasdotto che dovrebbe permettere il trasporto del metano dalla Sicilia verso l’Isola dei cavalieri. Il piano avrà ancora un anno di studi e approfondimenti, ma gode dell’appoggio comunitario e quindi sembrerebbe muoversi lungo la giusta via. La conduttura sfrutterebbe il metano dei giacimenti stimati nel Canale di Sicilia e troverebbe il suo riferimento, dalla parte siciliana, a Gela.

Non è una novità assoluta. Già lo scorso ottobre il governo di La Valletta aveva comunicato l’avvio di test geologici e carotaggio dei fondali marini nei pressi di Delimara, passaggio obbligato per definire il percorso del gasdotto da 155 km per una capacità giornaliera di 11 mmc/g. L’infrastruttura energetica dovrà essere “reverse flow”, ossia dovrà garantire la bidirezionalità dei flussi del gas, cioè da Sicilia verso Malta e viceversa, in quanto rientra tra i Progetti di interesse comune (Pic) dell’Ue.

La prima presentazione del progetto risale al 14 ottobre del 2013, da quella data fa parte dell’elenco Pic in quanto risponde alle caratteristiche minime richieste da Bruxelles, cioè un progetto in grado di offrire significativi miglioramenti ad almeno due Stati membri. In particolare è l’articolo 4 del regolamento europeo n.347/2013 a definirne i confini: un progetto che contribuisce “all’integrazione del mercati dell’energia elettrica e ad una maggiore concorrenza nel perimetro dell’Unione, migliorando la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e contribuendo all’incremento di produzione dell’energia elettrica da Fonti energetiche rinnovabili (Fer) e alla riduzione delle emissioni di CO2”.

Intanto a Delimare fervono i lavori – lo ha scritto alla fine di novembre Roberto Antonini sul quotidiano La Stampa –, dal momento che, nell’ottica di una gestione più sostenibile del sistema energetico, nel 2015 è partito il decommissioning dei gruppi a olio della centrale. Sarà proprio la centrale di Delimara a ricevere il gas e a trasformarlo successivamente in energia elettrica.

Il lavoro di studio per il nuovo gasdotto dovrebbe chiudersi entro un anno, il tempo necessario per definire il progetto di base e la documentazione necessaria per avviare la richiesta dei permessi in vista della reale costruzione (lo studio è cofinanziato da Bruxelles). L’obiettivo di lungo periodo è di rendere Malta libera dal petrolio per la produzione di energia elettrica.

Sicilia e Malta sempre più vicine. Le due Isole sono già legate dall’aprile 2015, tramite Ragusa, con l’elettrodotto che esporta l’energia rinnovabile prodotta in Italia. Un altro tassello nel quadro della politica energetica maltese che punta al raggiungimento degli obiettivi Ue del 2020 tramite la costante riduzione dell’energia prodotta dalla centrale termoelettrica di Marsa e l’importazione di energia rinnovabile dalla vicina Sicilia. L’Isola, da quest’anno, gode anche dell’elettrodotto che la collega con resto d’Italia, il Sorgente-Rizziconi inaugurato nel maggio dello scorso anno, e che le permetterà di gestire al meglio la produzione rinnovabile non programmabile.

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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