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Occupazione, ancora notte fonda. In Sicilia solo passi da gambero
di Michele Giuliano

Inps: assunzioni calate nei primi 10 mesi del 2016 di oltre il 5%: colpiti i posti a tempo indeterminato. I sindacati: Fallimento del jobs act e preoccupazione anche per la vertenza Poste

Tags: Occupazione, Jobs Act, Sicilia, Lavoro, Inps



PALERMO - Il mondo del lavoro siciliano non sembra aver beneficiato per nulla di tutti quelli che dovevano essere i miglioramenti tanto pubblicizzati, introdotti dal Job Act. L’aumento delle assunzioni, il miglioramento delle condizioni di lavoro a livello contrattuale, l’inserimento di un maggior numero di giovani in settori ormai troppo “anziani”, maggiori coperture tramite ammortizzatori sociali nei momenti difficili.

Nulla di tutto questo sembra essere giunto a destinazione sul suolo isolano. Il rapporto Inps sui primi 10 mesi dell’anno appena concluso rileva oltre 30 mila assunzioni a tempo indeterminato in meno in Sicilia, il 27 per cento in meno rispetto ai primi 10 mesi del 2015, a fronte di 16 mila assunzioni precarie in più, e di un incremento annuo dei voucher di circa un milione.

Per la Cgil, questi dati, raccolti dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps, dopo quelli dell’Istat sul terzo trimestre che attestano un saldo occupazionale negativo, sono l’ulteriore conferma del fallimento delle politiche economiche del governo Renzi e del Jobs Act. “è chiaro - osserva il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro - che il lavoro diventa sempre più povero, terziarizzato e parcellizzato col venire meno dell’apparato produttivo. Per quanto riguarda i voucher, al netto della tracciabilità introdotta, si tratta comunque di una distorsione nel mercato del lavoro che produce effetti negativi sulla condizione delle persone ed evasione contributiva”. I dati raccolti parlano chiaro, e purtroppo disegnano un quadro sconfortante e che nulla di buono lascia presagire per il futuro a breve o a lunga scadenza.

Nell’Isola crescono le assunzioni a tempo determinato: a ottobre di quest’anno ne risultano 9.830 in più rispetto al 2015. Ancora, l’apprendistato, risulta quasi raddoppiato, con oltre 10.638 contratti. In crescita anche le assunzioni stagionali: sono state 318 in più nel 2016. Infine, l’Istituto attesta nell’Isola un calo del 18 per cento delle trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato di contratti a termine o apprendistato, mentre le assunzioni a tempo indeterminato instaurate con l’esonero contribuito previsto dalla legge di stabilità del 2015 risultano pari a 32.066. E altri problemi per numerose famiglie sembrano essere in arrivo nel 2017. I sindacati, infatti, lanciano l’allarme per l’emergenza Poste italiane.

Oltre 800 posti di lavoro potrebbero saltare entro un anno, un risultato fallimentare che verrebbe fuori dalla riorganizzazione varata nel 2015. Il progetto di Poste Italiane, scrivono i sindacati, “prevede che il servizio sia espletato a giorni alterni. In questo settore operano 4.500 persone. A riorganizzazione completata, entro il 2017, dovrebbero restarne 3.700”. Ottocento persone, e relative famiglie, che perderebbero una importante fonte di sostentamento. L’accordo con i sindacati si è retto sulla garanzia di ricollocazione del personale in eccedenza. Ma ciò, in realtà, non sembra andrà in porto. “L’azienda - afferma il segretario regionale della Cisl Slp Giuseppe Lanzafame - assicurò che il piano prevedeva anche nuove acquisizioni di mercato e un rilancio, in particolare sul fronte dei pacchi ma in assenza di programmazione, registriamo solo confusione e il disagio dei lavoratori”.

Secondo Cisl Sicilia, “l’azienda deve prendere atto che il modello di recapito adottato è sbagliato e va superato, anche perché da mesi in Sicilia le proteste si susseguono”.

Caos e tensioni che si ripercuotono anche sulla qualità del servizio. “Una bella promozione di immagine, non c’è che dire” conclude il sindacato.

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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