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Meningite, no all'allarmismo facile
di Redazione

Gli esperti: nonostante l’aumento dei casi in Toscana, i numeri non sono preoccupanti. La media italiana è in linea con gli altri Paesi. Secondo gli infettivologi la vaccinazione preventiva resta la soluzione migliore per contrastare il virus

Tags: Meningite, Vaccino



ROMA Tre persone colpite da meningite in Toscana, una persona a Terni dal 31 dicembre a oggi.
Il primo è il caso di una ventenne ricoverata al Santo Stefano di Prato la sera del 31 dicembre con diagnosi di meningite di tipo C. Le sue condizioni sono stazionarie. La ragazza, residente a Prato si era sottoposta a vaccinazione per il meningococco C lo scorso settembre.

L’Unità Funzionale di Igiene Pubblica e Nutrizione ambito territoriale di Prato del Dipartimento della Prevenzione ha effettuato un’ indagine epidemiologica per identificare le persone che negli ultimi 10 giorni hanno avuto contatti stretti con la ragazza. La maggior parte sono già state identificate e sottoposte a profilassi con antibiotico.

Due i casi di tipo B che riguardano un 83enne di Venturina ricoverato a Livorno, attualmente in prognosi riservata, e un 55enne di Impruneta ricoverato al Santa Maria Annunziata di Firenze.

Infine, un uomo sopra i 70 anni nel pomeriggio del 31 dicembre è giunto al pronto soccorso dell’ospedale di Terni con una sospetta meningite ed è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive. I sanitari assicurano che si tratta in realtà di una irritazione meningea, dovuta probabilmente a una forte forma di sinusite, senza alcun rischio di contagio diretto da persona a persona, cioè non richiede profilassi sui contatti e non è in grado di generare episodi epidemici. È in fase di completamento l’iter diagnostico, ma il paziente è vigile e collabora, ha iniziato la terapia antibiotica e le sue condizioni sono già migliorate.

Solo in Toscana sono 60 i casi di meningite C registrati negli ultimi due anni, con 13 decessi. Cui si aggiungono un decesso per meningite di ceppo B e uno per meningite pneumococcica. Ma i dati, ribadiscono gli esperti, non destano particolare allarme.
Il numero di casi di malattia meningococcica invasiva per milione di abitanti “resta in Italia comparabile se non inferiore alle medie degli altri paesi dell'Europa occidentale”, hanno più volte sottolineato gli infettivologi Simit, pur osservando come la situazione in Toscana presenti alcune peculiarità con un numero di casi significativamente superiore a quanto osservato negli anni precedenti.

Nel 2014 in Italia sono stati segnalati in tutto 163 casi di malattia invasiva da meningococco, con un'incidenza pari a 0,27 casi per 100.000 abitanti, in linea con i due anni precedenti (0,23 nel 2012 e 0,29 nel 2013). L’incremento determinato dalla situazione in Toscana non dovrebbe far superare di molto la soglia dei 3 casi per 100000 abitanti a livello nazionale. “Di meningococco - ricordano gli infettivologi - è correntemente portatore oltre il 10% dei giovani, ma il batterio causa malattia invasiva in una percentuale molto piccola di persone. Il piano vaccinale 2014-2016 offre gratuitamente la vaccinazione per i siero gruppi A, C, Y e W135 e per il siero gruppo B a tutti i bambini. La vaccinazione a scopo preventivo resta la soluzione migliore”.

Articolo pubblicato il 03 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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