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Qualità dell'aria, monitoraggio Arpa svela criticità nelle aree industriali
di Rosario Battiato

Diffuso un primo approfondimento dell’Agenzia: passo avanti verso il Piano regionale di tutela. Nel 2015 superati i limiti di azoto a Niscemi, particolato oltre la soglia a Siracusa

Tags: Arpa, Ambiente, Inquinamento



PALERMO – Ancora qualche passo nella direzione giusta. Nei giorni scorsi l’Arpa ha diffuso un primo approfondimento relativo alla qualità dell’aria nelle aree industriali in vista della pubblicazione del Piano regionale di tutela.

Il documento, pubblicato dall’Agenzia a dicembre, costituisce un primo approfondimento sulla qualità dell’aria nelle aree industriali, cioè quel comparto che accomuna i comuni che ospitano sul proprio territorio le principali attività industriali oppure quelle definite “ad elevata criticità ambientale”. Uno studio “utile nelle scelte da adottare per l’individuazione di misure di risanamento” che saranno inoltre pianificati sulla base delle “elaborazioni modellistiche di dispersione degli inquinanti in atmosfera effettuate tramite un servizio affidato alla Techne Consulting”.

In attesa c’è anche l’aggiornamento della rete siciliana di monitoraggio: l’accordo di programma stipulato tra Arpa e il dipartimento regionale Ambiente ha previsto la redazione (già avvenuta) del “Progetto Definitivo” della rete per l’indizione della gara di appalto, che è attualmente in fase di aggiudicazione e che dovrebbe permettere l’adeguamento entro il 2017.

Nel 2015 il quadro generale della rilevazione ha lanciato allarmi per il biossido di azoto: media annua superata alla stazione di Niscemi (Gori) influenzata dall’area industriale di Gela e dal traffico veicolare, e valore medio orario per Scala Greca (Siracusa) pari al massimo consentito per legge. Per il particolato, numeri importanti alla stazione Teracati di Siracusa con concentrazioni superiori al valore limite, espresso come media annua e come media su 24 ore in un numero di giornate superiore al limite. Per l’ozono superamenti del valore obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana in 6 delle 8 stazioni.

Complessivamente, stando ai dati diffusi dalla Techne, si evidenziano, esclusivamente nelle aree industriali, la prevalenza delle emissioni industriali (58%) per l’ossido di azoto a fronte di un predominio delle emissioni da trasporti stradali sull’intera regione, il ruolo importante per il pm10, l’origine quasi completamente industriali delle emissioni di ossidi di zolfo (96,1%).

Questo studio dell’Arpa dimostra che presto anche la Sicilia potrà occupare una casella mancante col nuovo piano regionale di tutela della qualità dell’aria, uno strumento di pianificazione e coordinamento delle strategie d’intervento volte a garantire il “mantenimento della qualità dell’aria ambiente in Sicilia – si legge nel report –, laddove è buona, e il suo miglioramento, nei casi in cui siano stati individuati elementi di criticità”. Lo strumento è determinante perché opera, sulla base della direttiva sulla qualità dell’aria (Direttiva 2008/50/CE) e del decreto legislativo di recepimento (D.Lgs. 155/2010), come riferimento per lo sviluppo delle differenti politiche settoriali di gestione della qualità dell’aria (trasporti, energia, attività produttive, agricoltura) e per avviare un percorso di armonizzazione delle diverse programmazioni e pianificazioni.

A predisporre il piano ci sta già pensando il commissario ad acta, cioè il direttore Arpa Francesco Licata di Baucina, che è stato nominato dall’assessore Croce tramite nota prot. 780 del 12 febbraio 2015. Il 23 febbraio del 2016 l’assessore ha confermato la nomina di commissario, ribadendo il mandato per adottare il Piano della qualità dell’aria entro l’estate scorsa. Scadenza saltata e prorogata il 17 maggio con limite al 31 dicembre scorso. Due note del commissario avevano richiesto un ulteriore spostamento al febbraio di quest’anno.

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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