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Quotidiano di Sicilia

Natale all'insegna della sobrietà. Consumi in leggera contrazione
di Michele Giuliano

In attesa dei dati ufficiali, Codacons stima una riduzione delle spese festive del 2 per cento. Solo per il cibo gli italiani continuano a spendere; risparmi nel settore abbigliamento

Tags: Natale, Spesa, Codacons



PALERMO - Nonostante i prezzi ritoccati al ribasso un po’ per tutti i prodotti tipici natalizi, e non solo per quanto concerne gli alimentari, comunque questo periodo natalizio non è riuscito a far risalire i consumi. In Sicilia, così come nel resto d’Italia, la spesa delle famiglie non è decollata.

Il ribasso o la stabilità dei prezzi rispetto allo scorso anno, secondo il Codacons, non è riuscito a dare quella sterzata ai consumi. In attesa dei dati ufficiali l’organizzazione di categoria azzarda una stima e parla di una contrazione della spesa del 2 per cento. Anche se gli italiani non hanno badato a spese per la gola, per pranzo e cenone di Natale, ai quali sarebbero stati destinati quasi 3 miliardi di euro.

I prezzi dei prodotti tipici quest’anno sono sostanzialmente stabili rispetto all’anno passato, dice il Codacons: è costato di meno mangiare il panettone e allestire in casa l’albero di Natale, vero o sintetico che sia. A seconda delle marche, infatti, per il dolce tipico del Natale si è speso fino al 2,3 per cento in meno rispetto al 2015. L’invasione di alberi sintetici di tutte le forme, altezze e tipologie, porta anche in questo settore risparmi (-2,9 per cento), più contenuti per l’albero vero (-2,17 per cento) che però è stato acquistato solo dal 35 per cento delle famiglie. Stabili invece i listini per palline, luci e decorazioni varie.

“In linea generale – spiega il Codacons – i prezzi al dettaglio dei beni tipici del Natale non appaiono ad oggi caratterizzati da particolari rincari rispetto allo scorso anno, ma questo non basterà a salvare i consumi natalizi, che complessivamente subiranno una leggera flessione fino al -2 per cento. Discorso a parte per gli alimentari: per il pranzo e il cenone di Natale gli italiani non hanno badato a spese”.

Stime comunque confermate un pò da tutte le altre organizzazioni di categoria. Ad esempio Confesercenti ha avuto modo di constare che per l’acquisto di regali ci si è limitati a fare cose utili a cui magari si era rinunciato durante l’anno. Abbigliamento prima di tutto (vestiti, calzature e accessori sono i primi a “saltare” quando ci sono risparmi da fare) e poi libri e prodotti enogastronomici di qualità.
 L’indagine di Confesercenti ha cercato di costruire la lista dei regali preferiti dagli italiani: dopo abbigliamento, libri, cibo e vini, la classifica prosegue al quarto posto con i prodotti tecnologici, auspicio del 29 per cento. Seguono, in quinta posizione e un po’ a sorpresa, i buoni acquisto prepagati, graditi al 27 per cento dei rispondenti. Sono soprattutto regali utili e regali che rimandano ai risparmi fatti durante l’anno,  come evidenzia la preferenza accordata all’abbigliamento.

“Il 72 per cento degli italiani – dice Confesercenti – ammette di aver praticato qualche taglio alle spese negli ultimi dodici mesi. Un dato ancora elevato, ma in miglioramento rispetto allo scorso anno, quando a rivedere al ribasso gli acquisti era stato l’87 per cento”.
Che poi non sarebbe stato un periodo da “spendi e spandi” lo aveva preannunciato anche Confcommercio che in una recente indagine aveva evidenziato che una parte del reddito dei consumatori sarebbe stato usato per le spese destinate alla casa, per gli alimentari, per qualche vacanza e per rimettere in sesto il bilancio familiare. Ai regali in senso stretto sarà destinata una spesa procapite di 164 euro (un paio di euro in meno rispetto allo scorso anno). A pesare è una crescita ancora debole e l’assenza di una direzione precisa per il futuro del paese.

Articolo pubblicato il 05 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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