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Quotidiano di Sicilia

Decreto biometano, ultimi giorni per la consultazione pubblica
di Rosario Battiato

Gli esperti chiedono l’inserimento del metano prodotto da processi biologici nei settori agricoli. Le ragioni dell’economia circolare per la produzione del vino a zero emissioni

Tags: Biometano



PALERMO - Ci sarà tempo fino a venerdì della prossima settimana per presentare le osservazioni alla bozza di decreto interministeriale per l’utilizzo del biometano e dei biocarburanti compresi quelli avanzati. Il ministero dello Sviluppo economico l’ha posto in consultazione pubblica fino al 13 gennaio per avere un confronto preliminare con tutti i soggetti interessati. E proprio dalla Sicilia sono in procinto di partire delle osservazioni in merito all’art. 1 del provvedimento per chiedere che, nell’ambito del metano incentivato, venga aggiunto anche anche il “metano prodotto tramite processi di metanazione dell’idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili e della C02 prodotta da processi biologici nei settori agricoli come ad esempio quelli fermentativi”.

A firmare queste richieste sono due autori di particolare importanza per il settore: Mario Ragusa, enologo, ricercatore ed esperto nel settore della sostenibilità ambientale, e Vincenzo D’Alberti, dottore di ricerca in Energetica ed esperto presso il Comitato economico e sociale europeo. Il documento con le osservazioni, che è stato inviato dai ricercatori al QdS, ribadisce il principio generale dell’economia circolare da applicare al mondo agricolo. “In agricoltura – riportiamo dal documento – si producono ingenti quantità di CO2 da processi di fermentazione come ad esempio quello vitivinicolo”. Proprio l’utilizzo di questa anidride carbonica per produrre metano sintetico per autotrazione “potrebbe rappresentare un esempio concreto di applicazione dell’economia circolare”.

Il tema era stato già oggetto di una audizione pubblica del Comitato economico e sociale europeo nel gennaio dello scorso anno, che aveva ospitato proprio la presentazione del “ processo di cattura e stoccaggio della CO2 ottenuta dalla fermentazione dei mosti (settore vinicolo) al fine di produrre metano da impiegare nella coltivazione dei vigneti su trattrici opportunamente modificate”. Lo sfruttamento di questa CO2 permetterebbe una riqualificazione energetica dell’azienda e portare alla produzione di vino ad emissioni zero.

Attualmente l’art.1 del decreto definisce il biometano come “il combustibile ottenuto da biogas che a seguito di opportuni trattamenti chimico-fisici, soddisfa le caratteristiche fissate dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico”. Il biometano, sempre secondo l’art. 1 del provvedimento, include anche “il combustibile prodotto tramite processi di metanazione dell’idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili e della CO2 rimossa nei processi di purificazione del biogas destinati alla produzione di biometano”.

Suggerimenti per una consultazione che dovrà servire per garantire il successo del decreto in vista della predisposizione degli strumenti necessari per il raggiungimento degli obiettivi Ue per il 2020 : 10% di fonti rinnovabili nei consumi energetici nel settore dei trasporti, di cui almeno lo 0,5% attraverso l’uso dei biocarburanti avanzati. In questo comparto l’Italia ha bisogno di muoversi, soprattuto se consideriamo quanto riportato dal Gse nell’ultimo aggiornamento in relazione al monitoraggio degli obiettivi nazionali e regionali in riferimento al 2014. Nel report si legge che per il settore trasporti mostra è stato calcolato per il 2014 un valore non adeguato (4,5%) che risulta “inferiore alle previsioni Pan (Piano d’azione nazionale per le energie rinnovabili, ndr) per lo stesso anno (6,0%)”.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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