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Vendemmia 2016, la Sicilia che continua a crescere
di Michele Giuliano

L’Istituto regionale del vino e dell’olio ha presentato nei giorni scorsi i risultati della sua ultima vendemmia. L’ente, attivo da 26 anni, porta avanti attività volte al miglioramento dei prodotti locali. Quest’anno il lavoro si è focalizzato sulla valorizzazione delle varietà autoctone minori, 21 quelle oggetto di osservazioni

Tags: Vendemmia, Sicilia, Vino, Olio



PALERMO - L’Irvo, Istituto regionale vino e olio, ha presentato i risultati della sua ultima vendemmia nella cantina sperimentale di microvinificazione “G. Dalmasso” dell’ente. La cantina, che conta 26 anni di attività, ha sede a Marsala, in provincia di Trapani, e porta avanti una serie di attività volte al miglioramento dei vini siciliani. “è una realtà che non solo funziona, e lo dimostrano i risultati raggiunti sino ad oggi, - commenta il direttore dell’Irvo, Vincenzo Cusumano - ma che rappresenta uno dei fulcri dell’attività dell’ente a servizio del mondo produttivo vitivinicolo siciliano”.

Quest’anno, in particolare, il lavoro è stato focalizzato sulla valorizzazione delle varietà autoctone minori. Ventuno quelle che sono state oggetto di osservazioni in campo e di trasformazione sperimentale. Rucignola, Alzano, Prunesta, Cutrera, Zu’ Matteo, Bracau, solo per fare qualche nome delle varietà utilizzate e che si trovano nel vigneto di “Verbumcaudo”, all’interno della “Banca del germoplasma della vite siciliana”, nata contestualmente ai programmi sviluppati dall’assessorato regionale all’Agricoltura. L’obiettivo è produrre un ‘Vino della Legalità’, simbolo delle potenzialità di queste terre confiscate alla mafia.

Altra sede di sperimentazione è ad Ucria, a quota 1.200 metri sul livello del mare, in zona Nebrodi. Qui sono state coltivate le uve di Catarratto e sono state le ultime ad essere vendemmiate. L’attività sperimentale di campo e di cantina dell’Istituto regionale del vino e dell’olio ha abbracciato contemporaneamente in questo periodo anche altre tematiche: dall’aggiornamento della piattaforma ampelografica regionale, con prove su varietà ottenute per incrocio, al recupero di varietà in via scomparsa, nello specifico il Moscato Cerletti. Ancora, l’ente si è concentrato sul progetto spumante dei Nebrodi (metodo classico) con microvinificazioni di uve Catarratto e Chardonnay sullo studio di modelli di gestione del vigneto, con lo scopo di migliorare la qualità delle produzioni. Ancora, l’Irvo s’è dedicata all’attività di assistenza tecnica con specifiche prove destinate ad alcune aziende vitivinicole del trapanese.

Al di fuori dell’attività sul campo, l’ente ha organizzato corsi di formazione, soprattutto di carattere pratico, rivolte agli studenti del Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Palermo. Ad inizio del nuovo anno saranno poi organizzate degustazioni tecniche per trasferire al mondo produttivo i risultati delle diverse esperienze.

L’Istituto regionale vino e olio, istituito nel 1950, è nato come ente pubblico al servizio della vitivinicoltura siciliana, preposto alla tutela, evoluzione e promozione della produzione vitivinicola siciliana. L’Ente ha sede centrale a Palermo e uffici periferici ad Alcamo, Marsala, Milazzo e Noto.  Ha due sportelli tecnici a Canicattì e Castiglione di Sicilia. È stata inaugurata a gennaio 2011 una sede di rappresentanza a Catania. Il campo di intervento dell’istituto è molto vasto e segue tutte le fasi della produzione vitivinicola: dal momento iniziale dell’impianto e della coltivazione della vite, fino a quello ultimo della promozione del prodotto finito.
 
Dal 2011 sono state attribuite all’ente, in materia di olio, competenze nel campo della valorizzazione e promozione dell’olio extravergine di oliva e dell’oliva da mensa, prodotti e confezionati in Sicilia. Ancora l’ente si occupa di certificazione, ricerca e innovazione nella filiera olivicolo-olearia.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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