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Fisco, al via la cooperative compliance
di Redazione

Prima fase di applicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate di un nuovo regime di adempimento collaborativo. L’obiettivo è quello di instaurare un rapporto di fiducia tra amministrazione e contribuente

Tags: Fisco, Cooperative Compliance, Agenzia Delle Entrate



ROMA - La cooperative compliance prende ufficialmente avvio con l`emissione dei primi provvedimenti di ammissione. La tessera numero uno è stata infatti consegnata alla Ferrero e ad altre società del gruppo le cui generalità verranno rese note attraverso l`inserimento dei contribuenti nell`elenco pubblicato sul sito istituzionale dell`Agenzia delle Entrate.

Si tratta del primo tassello d’un progetto più ampio che interesserà altri attori di rilievo nel panorama economico italiano e che mira ad assicurare certezza nell`applicazione del diritto, in particolare in materia fiscale.

Con l’effettiva entrata a regime della Cooperative compliance, il nostro sistema tributario compie un deciso passo avanti allineandosi agli orientamenti oramai prevalenti a livello internazionale. La gestione delle attività relative al nuovo regime di adempimento collaborativo, nella prima fase di applicazione, è affidata all`ufficio cooperative compliance, istituito all’interno della Direzione Centrale Accertamento. Sono attualmente al vaglio dell’Agenzia delle Entrate ulteriori istanze di ammissione presentate da primari gruppi multinazionali.

La Cooperative compliance si pone l’obiettivo di instaurare un rapporto di fiducia tra amministrazione e contribuente che miri ad aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. Tale scopo è perseguito tramite l’interlocuzione costante e preventiva con il contribuente finalizzata ad una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali.

In fase di prima applicazione l`istituto prevede l’accesso volontario riservato ai soggetti residenti e non residenti con volume d`affari o ricavi non inferiore a dieci miliardi di euro o a un miliardo di euro se hanno presentato istanza di adesione al “Progetto Pilota”, avviato dall’Agenzia nel 2013. Tali limiti dimensionali non si applicano alle imprese che intendono dare esecuzione alla risposta dell’Agenzia delle Entrate, fornita a seguito di istanza di interpello sui nuovi investimenti.

Soddisfatti i requisiti soggettivi, i contribuenti che intendono aderire al regime devono comunque dimostrare di essere in possesso di un’efficace sistema di controllo del rischio fiscale inserito nel contesto del sistema di governo aziendale e di controllo interno.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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