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Incentivi alle pmi, in Sicilia risorse non usate
di Rosario Battiato

Il dato emerge dal settimo rapporto Sba (Small business act) realizzato dalla direzione generale per la Politica industriale del Mise.

Tags: Pmi, Impresa, Agevolazioni



PALERMO – Una rassegna dettagliata sulle politiche di rilancio delle pmi. Tutti i numeri arrivano dal settimo rapporto Sba (small business act) realizzato dalla direzione generale per la Politica industriale, la competitività e le pmi del ministero dello Sviluppo economico che è stato pubblicato nei giorni scorsi. Non bene il focus sulla Sicilia in relazione agli incentivi per la produzione delle rinnovabili per le pmi: gran parte delle risorse non sono state assegnate.

Il Rapporto si snoda per oltre un centinaio di pagine e offre una panoramica completa delle principali misure adottate dal governo per favorire il rilancio degli investimenti privati negli ultimi anni. Tra il 2015 e il 2016 “si è assicurata la continuità di varie misure adottate negli anni precedenti riguardanti l’accesso al mercato dei capitali e il sostegno degli investimenti”. Un elenco dettagliato delle misure è presente nel report: si tratta di almeno 15 provvedimenti differenti tra credito d’imposta per beni strumentali, sgravi contributivi, riduzione aliquota ires del 3%, detassazione e premi produttività ai dipendenti, esenzione imu per imprese agricole, proroga detrazioni efficientamento energetico e via dicendo.

Per startup e pmi innovative c’è un’intera sezione. La Sicilia ospita il 4,7% delle startup innovative e il 3,5% delle pmi innovative d’Italia (Infocamere giugno 2016). Resta inferiore alla media nazionale la capacità di accesso al Fondo centrale di garanzia a favore delle startup e delle pmi innovative che nell’Isola si ferma all’86 (indice italiano pari a 100). Le tre migliori sono Trentino Aldo Adige (178), Friuli Venezia Giulia (167) e Veneto (130).

Uno degli allegati presenta un approfondimento regionale con le misure adottate a favore dei contratti di rete. “Il contributo delle Regioni al rapporto annuale dello small business act si ispira per questa edizione al crescente interesse dei policy makers a predisporre misure volte ad agevolare la creazione e lo sviluppo di forme di aggregazione tra aziende, con un focus specifico sulla ‘rete’ come strumento di sviluppo e competitività delle imprese e di valorizzazione dei territori”. Per quanto riguarda la Regione siciliana, l’approfondimento del report ha riguardato le risorse investite per “interventi per la costituzione di filiere produttive di ambito regionale nel campo delle fonti rinnovabili anche attraverso progetti pilota a carattere innovativo da attuare in sinergia con l’azione di incentivazione alla trasformazione e commercializzazione sulle colture energetiche no food”. Le beneficiarie dell’intervento sono pmi presenti sul suolo regionale in forma singola o associata, quali consorzi, società consortili, reti di imprese, raggruppamenti anche temporanei. I progetti in esame possono riguardare “la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di unità produttive esistenti, la diversificazione della produzione di un’unità produttiva in nuovi prodotti aggiuntivi, il cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva esistente”.
 
L’agevolazione è stata concessa come contributo in conto impianti e contributi in conto interessi ed è rientrata nell’ambito della programmazione dei fondi strutturali 2007 -2013. In questo senso la Regione ha stanziato oltre 320 milioni di euro “per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili”. Tuttavia il bilancio non è stato positivo: il report del Mise riporta infatti che “gran parte delle risorse tuttavia non sono state assegnate”. Delle 13 domande presentate, infatti, soltanto 1 progetto ha passato l’istruttoria. Quest’ultimo prevede un importo di 26 milioni di euro di investimenti a fronte di 12 milioni di euro di agevolazioni concesse.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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