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Piano rifiuti fermo al palo, M5S: "Rimpallo inutile tra assessorati"
di Redazione

L'assessorato regionale Energia accusa l'assessorato Ambiente, e viceversa. Foti, deputato regionale: “Sicilia nelle mani di sedicenti imprenditori”

Tags: Rifiuti, Sicilia, Piano Rifiuti, Regione Siciliana, M5s, Angela Foti



PALERMO - “L’assessorato Energia sostiene di essere in attesa che l’assessorato Ambiente espleti la valutazione ambientale sul piano rifiuti, ma quest’ultimo afferma di non aver mai ricevuto nulla. Il sospetto è che il piano sia stato trasmesso “per convenienza” al Ministero dell’ambiente a Roma”.

I deputati all’Ars del Movimento 5 Stelle commentano la paralisi sulla questione rifiuti in Sicilia.
“La spiegazione fornita dai competenti uffici regionali – dicono i Cinquestelle - sarebbe che il piano da sottoporre a valutazione ambientale altro non è che un “aggiornamento” del piano rifiuti del vecchio governo Lombardo, redatto durante il precedente commissariamento. Peccato che fino a ieri, assessore e governatore siciliano abbiano affermato che il piano rifiuti da loro partorito è da intendersi diverso e nuovo rispetto a quello di Lombardo”.

“Probabilmente, - interviene l’ex presidente della commissione Ambiente, il parlamentare Giampiero Trizzino - l’invio a Roma nasce dal timore del governo regionale di assumersi la responsabilità della costruzione degli inceneritori. Si preferisce passare la palla al Ministero, in modo da poter sostenere che la decisione arriva dall’alto”.

Si aggiunga, tra l’altro, che il piano stralcio sugli impianti ancora non ha ottenuto il vaglio della commissione Ambiente dell’Ars e pertanto allo stato attuale non ha alcuna validità.

“La Sicilia, in assenza di un piano, - conclude la Cinquestelle Angela Foti - resta in balia di sedicenti imprenditori che propongono ai comuni la costruzione di inceneritori, vedi il caso di Motta Sant’Anastasia, dove il sindaco ha addirittura sottoposto al consiglio comunale una proposta di delibera con la quale approvare una variante urbanistica per consentire ad una società svizzera la costruzione di un impianto di incenerimento. In questa condizione, si aprono scenari da ‘far waste’”.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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