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Palermo - Partecipate, la Giunta Orlando fa chiarezza su conti e servizi
di Gaspare Ingargiola

L’Amministrazione ha fatto il punto su budget, piani industriali, contratti, criticità e carenze delle aziende. La Rap incassa meno e costa di più, ma la razionalizzazione inizia a dare i suoi frutti

Tags: Palermo, Leoluca Orlando, Partecipate, Amap, Rap, Amg, Amat



PALERMO - Budget, piani industriali e contratti di servizio: nell’ultimo pacchetto di delibere la giunta Orlando ha messo un po’ d’ordine nei conti delle partecipate anche se non mancano le solite criticità fra debiti, ritardi e carenze nei servizi offerti. Vediamo la situazione azienda per azienda.

RAP. Cala la tassa dei rifiuti e quindi anche gli incassi, le spese da fare - tra compattatori guasti e cassonetti da sostituire - non mancano, ma l’azienda è ancora in utile seppur di poco, anche perché il costo del personale è stato ridotto. Questa, in sintesi, la condizione dell’azienda di igiene ambientale. Con la riduzione della Tari decisa dall’Amministrazione comunale, il costo del servizio è stato rivisto al ribasso: non più 131,9 mln ma 126,8. Anche il valore della produzione è sceso da 136,3 a 132,1 mln ma è comunque più alto rispetto al passato, quando la Rap incassava 129,8 mln. Dalla pulizia delle sedi giudiziarie arrivano 4,5 mln (taglio del 10%), dalla manutenzione delle strade 14,8, dalla raccolta dei rifiuti 106,6, dalla differenziata appena 1,8, dal servizio di disinfestazione 3,1. Il costo del personale è sceso da 95,1 a 88,5 mln (i dipendenti della Rap sono 2.074, di cui 1.341 per la raccolta e appena 140 per la manutenzione delle strade) ma in generale crescono i costi di produzione: da 124,8 sono saliti a 131,2. Insomma, la Rap incassa meno e costa di più ma la razionalizzazione delle spese sta dando i suoi frutti. Anche perché i costi di produzione non sono solo gli stipendi o le spese di gestione (mentre quelle amministrative e commerciali sono state ridotte all’osso, appena il 5%): incidono l’acquisto di nuovi mezzi e l’avvio dell’impianto di Tmb a Bellolampo e della seconda fase del porta a porta. L’utile è ridottissimo: appena 36mila euro, contro i 202mila del 2014. Con il nuovo piano industriale si punterà all’acquisto di compattatori e cassonetti e ci sarà un giro di vite sui furbetti che differenziano senza seguire le regole. E, come ha ricordato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio, Giulio Tantillo, “dopo anni non c’è ancora un piano di spazzamento delle strade”.

AMAP. Per l’azienda dell’acqua è stato un anno sulle montagne russe: l’assorbimento dei dipendenti ex Aps, l’ingresso dei nuovi soci - i Comuni del palermitano orfani di un gestore idrico -, le polemiche tra il sindaco Leoluca Orlando e la Regione, i ritardi sulle opere pubbliche e, in ultimo, la crisi idrica, cui ha contribuito la rottura della condotta di Scillato mai riparata. Il valore della produzione è di 96,4 mln, i costi di 88,9 (in aumento di 2,2 mln sull’anno precedente e di 11,1 mln sul 2014), con un utile di 1,2 mln ma anche un indebitamento di 5,4 mln. Conti tutto sommato positivi anche perché le bollette sono più salate (l’Amap ha incassato 12,6 mln in più dalle tariffe): un rincaro sul quale l’Authority non si è ancora pronunciata in via definitiva, tanto che l’azienda ha accantonato per sicurezza 6 mln. Le spese per il personale sono cresciute da 37,9 a 40,1. Previsti fino al 2018 investimenti per 46 mln: la condotta di Scillato ma anche i potabilizzatori, le reti fognarie e le opere di depurazione e disinquinamento del mare. L’azienda è in cerca di un nuovo direttore generale: stipendio da 150mila euro lordi all’anno più bonus fino a un massimo di 30mila euro lordi.

AMAT. Boccata d’ossigeno per i conti dell’azienda di trasporto pubblico, che si è accordata con il Comune per una transazione da 16,8 mln sui debiti accumulati da Palazzo delle Aquile durante l’era Cammarata (ma anche sotto Orlando) per il mancato corrispettivo per l’emissione dei biglietti per le categorie protette. Crediti che il Comune ha riconosciuto solo dopo un’aspra battaglia legale e che sono solo una parte degli oltre 80 mln vantanti dall’azienda di via Roccazzo da vari debitori, fra cui la Regione Sicilia. I primi 11,8 mln saranno versati in tre rate entro il 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio.

RESET. La novità sostanziale portata dal nuovo anno è l’aumento di tutti i lavoratori a 34 ore settimanali. Il valore di produzione è di 34 mln, i costi di 33,5, di cui 29 per il personale. L’utile netto è di 166mila euro ma i flussi di cassa in uscita sono maggiori di quelli in entrata di 390mila euro. Secondo il piano industriale il Comune verserà per il contratto di servizio della consortile 30 mln per quest’anno e 33 per il 2018.

AMG. Adeguato dopo 13 anni il contratto di servizio dell’azienda di luce e gas: il corrispettivo dell’Amministrazione viene leggermente ritoccato da 9,9 a 10,1 mln per il 2017 e 2018. Rispetto al passato, se l’Amg da un lato non deve più occuparsi delle sedi giudiziarie risparmiando poco più di 700mila euro, dall’altro lato i punti luce che gestisce sono 7.303 in più (da 39.669 a 46.972) e sono aumentati pure i semafori, da 5.200 a 6.935.

SISPI. Infine, l’azienda informatica del Comune, che registra un valore di produzione di 12,5 mln e costi per 11,8 mln con un margine operativo lordo di 1,5 mln. Molto bene il fronte della gestione online delle multe: 3,2 mln. Nel piano industriale previsti investimenti per 5,2 mln grazie all’aumento dei ricavi dalla gestione dei pass Ztl e zone blu. I vertici dell’azienda chiedono a piazza Pretoria di assumere 10 tecnici informatici e hanno emanato un bando per un direttore generale: stipendio in questo caso da 130mila euro lordi all’anno premi inclusi.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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