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Palermo - Scongiurata la crisi idrica. Niente turnazioni nel capoluogo
di Gaspare Ingargiola

Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno riempito la diga di Scanzano allontanando il rischio siccità. L’intervento tampone: una condotta temporanea nell’acquedotto di Scillato

Tags: Palermo, Acqua, Vania Contrafatto



PALERMO - Sembra scongiurato il rischio della turnazione dell’acqua nelle case dei palermitani, un disagio che nel capoluogo siciliano non si presentava da una quindicina d’anni. La crisi idrica era esplosa ai primi di gennaio quando la Regione Siciliana ha comunicato all’Amap la necessità di razionare l’acqua negli invasi a causa delle scarse piogge degli ultimi mesi.

Le abbondanti precipitazioni dell’ultima settimana hanno riempito la diga di Scanzano scongiurando, almeno per ora, il pericolo della siccità. Che però non è stata causata solo dal meteo avverso ma anche da ragioni prettamente “umane”: la mancata riparazione in questi anni dell’acquedotto di Scillato, pesantemente danneggiato da due frane nel 2009 e nel 2013, e il parziale svuotamento della diga Rosamarina per ragioni di sicurezza in attesa di alcune verifiche tecniche e di eventuali interventi, con il risultato che “un bacino da 100 milioni di metri cubi attualmente ne contiene appena 35 milioni - ha spiegato Orlando -. In un momento di crisi come questo è davvero qualcosa che non è tollerabile”. Grida vendetta lo spreco di Scillato: ogni secondo 600 litri di acqua pura finiscono in mare mentre l’Amap è costretta ad attingere l’acqua da alcuni bacini regionali, come quello di Rosamarina, spendendo un milione di euro l’anno per depurarla.

Nei giorni scorsi Comune e Amap, pur non essendo proprietari degli impianti, si sono resi disponibili a realizzare un intervento tampone per recuperare almeno una parte dell’acqua di Scillato in attesa di un intervento più complessivo - non solo sulla condotta ma anche sui versanti franati - con i fondi del Patto per la Sicilia. La proposta è stata formalizzata ieri dopo una riunione tra il sindaco Leoluca Orlando, il presidente Maria Prestigiacomo e i tecnici del Comune e della municipalizzata. L’azienda di via Volturno ha pensato di realizzare una condotta temporanea in Kevlar di circa 1,8 chilometri, sul modello adottato a Messina alla fine del 2015, accollandosi per intero il costo dell’intervento: 1,3 milioni. “I lavori partiranno nelle prossime settimane - fanno sapere da Palazzo delle Aquile - e permetteranno, entro la fine di marzo, di riattivare il collegamento idrico con la città di Palermo, garantendo un’erogazione di circa 400/600 litri d’acqua al secondo, altrimenti destinati a disperdersi in mare. Un dato assolutamente considerevole, dal momento che attualmente a Palermo il totale erogato si attesta sui 2.450 litri d’acqua al secondo”.

Orlando ha salutato questa soluzione come “un motivo ulteriore perché non si prendano al momento provvedimenti di turnazione idrica, la cui attuazione - se sarà necessaria - dovrà essere fatta dando adeguata e tempestiva informazione ai cittadini”.

“Le piogge di questi ultimi giorni - ha dichiarato l’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di Pubblica utilità, Vania Contrafatto - stanno facendo registrare un lieve miglioramento dei livelli d’acqua degli invasi siciliani, il che ci rende cautamente ottimisti per il futuro”. “La Regione continuerà a monitorare la situazione e farà il punto tra 15 giorni con i gestori - ha aggiunto -. Per quanto riguarda Palermo, l’aumento di 1,5 milioni di litri d’acqua allo Scanzano consente a Rosamarina di poter rispondere alle necessità degli agricoltori. Inoltre l’Amap, su nostra richiesta, si è detta disponibile a effettuare in due mesi un intervento tampone per la riattivazione di Scillato e, nel frattempo, si accelereranno le procedure per l’approvazione del progetto che consentirà di realizzare l’intervento finanziato con le somme del Patto per la Sicilia che dovrebbe risolvere definitivamente il problema”.
“Si allontana -  ha concluso l’assessore Contrafatto - così l’ipotesi di una turnazione idrica, che speriamo di poter scongiurare del tutto in futuro”.

Oltre a questa sorta di bypass temporaneo, è in fase di lavorazione il progetto di rifacimento dell’impianto, che, come si diceva, sarà finanziato dai fondi per il Patto per la Sicilia, per una spesa di 5 milioni di euro. Nel frattempo, per ragioni non legate alla crisi idrica ma a causa di un intervento di manutenzione alla rete, un’interruzione del servizio si è verificata per l’intera giornata di ieri nei comuni di Villabate, Ficarazzi, Santa Flavia e Bagheria e nel circuito Bandita-Favara di Palermo.

Articolo pubblicato il 13 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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