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Rifiuti, in Sicilia sistema "distorto"
di Rosario Battiato

Anac: due mesi alla Regione per superare le criticità. Il Piano di sei valorizzatori imbrigliato tra le maglie della burocrazia. Nel resto d’Italia sono operativi 41 impianti energetici, ma l’Isola resta a zero

Tags: Rifiuti, Sicilia, Piano Rifiuti, Regione Siciliana, Anac



PALERMO – A confermare la staticità del settore dei rifiuti isolano, appena agitato da alcuni provvedimenti regionali che comunque non hanno invertito il periodo di “transizione”, ci sono gli ultimi dati dell’Ispra per il settore della valorizzazione energetica in relazione al periodo compreso tra il 2005 e il 2015.
In questo decennio il recupero elettrico ottenuto dagli impianti nazionali è passato da 2,6 a 4,3 milioni di MWh, contribuendo, inoltre, a chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti in realtà con sistemi che producono valori di rd superiori al 50%.
In Sicilia si parla di questi impianti da oltre un decennio. Quelli del piano rifiuti del 2002 sono stati giustamente accantonati, perché viziati da una progettazione inadeguata per le esigenze regionali, da interessi criminosi e da un sistema impreparato, ma adesso, su precisa richiesta di Roma, si è di fronte all’inevitabile: la Regione deve potenziare la rd (ferma a poco più del 10%) e puntare sugli impianti.
Per fare tutto questo bisognerà superare lo scoglio del piano rifiuti, ancora bloccato in Regione.
 
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Articolo pubblicato il 18 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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