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Abruzzo, valanga su hotel. L'emergenza continua
di Patrizia Penna

La struttura di Rigopiano sepolta sotto una slavina di neve e detriti. Jean-Claude Juncker ha annunciato la disponibilità europea a fare “tutto il possibile per offrire il nostro aiuto in questo momento difficile”

Tags: Abruzzo, Rigopiano, Valanga, Terremoto



ROMA - “Il Centro di Emergenza dell’Unione europea fornirà mappe satellitari per le aree colpite dal terremoto dopo richiesta italiana”: E' quanto ha scritto su Twitter il Commissario Ue per gli Aiuti umanitari e la gestione delle emergenza, Christos Stylianides, sottolineando che “l’Ue è solidale con l’Italia”.

Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha annunciato la disponibilità europea a fare “tutto il possibile per offrire il nostro aiuto in questo momento difficile”, sottolineando che “l’Ue non lascerà sola l’Italia a fronteggiare questa tragedia ed è pronta a mobilitare tutti gli strumenti a sua disposizione”.
Anche Antonio Tajani, neo-presidente dell’Europarlamento, ha auspicato “che la Commissione europea possa accelerare i tempi per erogare i fondi di solidarietà, con il nostro sostegno”.

E' una mobilitazione unanime quella a cui l’Italia sta assistendo in queste ore così tragiche. Messaggi di solidarietà da tutto il mondo che però non rendono meno drammatica la situazione che il Centro Italia sta vivendo, stretto com’è nella morsa della neve, del maltempo e delle numerose scosse di terremoto che riportano alla memoria il tragico 24 agosto.

La giornata di ieri ha visto Soccorso Alpino, Vigili del fuoco, ma anche Fiamme Gialle e volontari, impegnati nelle difficili operazioni di soccorso e di recupero dei superstiti e dei corpi delle vittime letteralmente sepolti sotto la slavina di neve e detriti che ha distrutto l’hotel “Rigopiano” in Abruzzo.

“Queste sono valanghe particolari - ha spiegato Walter Milan del Soccorso alpino e speleologico -  perché avendo investito un edificio possono crearsi delle sacche d’aria anche corpose, per cui noi lavoriamo come se fossimo, diciamo, a lavoro dal primo minuto. Stiamo lavorando in maniera molto metodica e organizzata. Abbiamo suddiviso la zona di intervento in micro aree e tutte queste micro aree vengono analizzate, censite, sondate dalle squadre dei nostri tecnici del soccorso alpino”.
Nel momento in cui scriviamo, il bilancio è di due morti e due feriti.

La forza d’urto della valanga, lunga più di trecento metri, non solo ha distrutto intermanente l’albergo e trascinato per diverse centinaia di metri intere parti della struttura, tra cui letti e materassi, ma ha anche raso al suolo un intero bosco nei pendii immediatamente superiori prima di investire “Rigopiano”.

“La neve - ha spiegato Milan -, trascinandosi verso valle porta con sé legname, alberi, a volte pietre, quindi acquisisce una forza ancora maggiore. Basti pensare comunque, per dare un`idea, che un metro cubo di neve può arrivare a pesare una tonnellata circa. Per cui immaginate un fronte lungo 300 metri che capacità distruttiva può avere”.

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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