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Roma, la sindaca Raggi presenta la manovra anti-casta
di Redazione

La sindaca ci riprova. Da lunedì, Oref permettendo, partirà la maratona d’Aula

Tags: Roma, Virginia Raggi, Casta



ROMA - Una maxi-emendamento da 164 milioni di euro, che individua nuovi spazi di finanza nel Bilancio capitolino da 60 milioni di euro con nuove sforbiciate, a partire dalle stesse disponibilità della sindaca Raggi. Una manovra strutturale per entrate maggiori e più certe per rispondere ai rilievi dell’Oref e che mostra, nel Documento unico di programmazione, quali sono le priorità per la Giunta M5S, dipartimento per dipartimento, Municipio per Municipio. La Giunta Raggi ha dato ieri l’ok al maxi-emendamento e al Dup affidandoli, da un lato, a un nuovo esame dei revisori, dall’altro alla Commissione capitolina Bilancio. “Entrambi pareri non vincolanti”, hanno spiegato dallo staff dell’assessore capitolino al Bilancio Andrea Mazzillo ai commissari, ma che si spera arrivino entro lunedì perché il 23 pomeriggio, come previsto dalla tabella di marcia indicata dalla maggioranza M5S, se ne cominci l’esame in Aula Giulio Cesare.

Entro il 31 gennaio, infatti, si vuole arrivare ad approvare i provvedimenti per evitare un febbraio in esercizio provvisorio, che blocca le spese ai livelli dell’anno precedente, cioè della “magra” gestione commissariale, e per beneficiare di ulteriori 15 milioni di spazi che il bilancio capitolino guadagnerebbe rispettando la scadenza, nel sottile gioco degli interessi e dei debiti. “La commissione Bilancio ha ricevuto i documenti alle 15.20 e la seduta cominciava alle 15.30”, hanno protestato le opposizioni, ottenendo due convocazioni aggiuntive per esaminare le circa 700 pagine con la strategia economica di Raggi.

La scure della Giunta si abbatte per prima su “quella che qualcuno definirebbe la ‘casta’”, dice Mazzillo, cioè tagliando 4,5 milioni di euro tradizionalmente affidate alla discrezione del primo cittadino della Capitale per spese urgenti e impreviste, e ridestinandoli ai cittadini. “Insomma è vero, la commissariate la Raggi”, è la battuta dei consiglieri Pd in Commissione Bilancio. Sui 16mila euro destinati in Bilancio al suo eventuale Tfr “sono fondi dovuti”, si precisa dallo staff dell’assessore al Bilancio, “altrimenti qualora dovessero essere erogati diventerebbero nuovi debiti fuori bilancio per Roma”. E arriva sempre in commissione un’altra battuta dalle opposizioni: “e la caricate sul 2017? sembra che le vogliate tirare la sfiga”.

Nel passaggio tra la vecchia e la nuova manovra, poi, sono saltati fuori anche 65 milioni di entrate impreviste: 61 milioni circa da dividendi Acea, e 5 “che il municipio I (a guida Pd) e il municipio II (a guida M5S) si erano dimenticati di segnalarci”, sottolineano dall’assessorato al Bilancio. Dal Palazzo Senatorio Mazzillo sottolinea che tra la vecchia versione del previsionale 2017-2019 e questa sono stati destinati 8 milioni in più per un totale di 60, che copriranno ulteriori prestazioni per minori stranieri non accompagnati, persone Down, anziani e senza fissa dimora. Ai 350 milioni già previsti nel triennio per la mobilità se ne aggiungono in questa fase altri 80. In tutto si finanziano 297 milioni per la metro C, 87 milioni alla mobilità sostenibile e al piano ciclabilità tra i quali 8,3 milioni per il Grab coperti da fondi statali; 24,3 milioni per la metro B e il deposito Magliana; 15,3 milioni per i corridoi Eur-Tor de Cenci ed Eur Tor Pagnotta”. Tra le previsioni non c’è la famigerata “funivia”, perché anche se l’assessorato alla mobilità ci sta lavorando, assicura l’assessora competente Linda Meleo, “ancora non c’è un progetto specifico”.

Sulle opere, in generale, la maggior parte delle spese riguarda programmi già avviati dalle Giunte precedenti, cioè fondi vincolati. Di “nuovi debiti” la Giunta Raggi ne fa solo se indispensabili, spiegano dallo staff di Mazzillo.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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