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Palermo - Elezioni Comunali, proseguono le manovre. Centrodestra e Pd senza candidato
di Gaspare Ingargiola

Greco si ritira e Miccichè vira su Ferrandelli. Il Partito democratico spera nel sì di Orlando. Guai anche per il M5s dopo le accuse mosse dalla magistratura a Ugo Forello

Tags: Palermo, Leoluca Orlando, Ugo Forello, Elezioni, M5s, Fabrizio Ferrandelli



PALERMO - Proseguono le grandi manovre in vista delle amministrative di Palermo. Vediamo come.

CENTRODESTRA. Ribaltone nel centrodestra: dopo le resistenze di Ala e dei cuffariani, Francesco Greco si ritira dalla corsa e Forza Italia vira sul candidato indipendente Fabrizio Ferrandelli ma gli alleati prendono le distanze dalla decisione del commissario azzurro Gianfranco Miccichè. Di sicuro il candidato sindaco non sarà più il presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo. L’Ufficio di Presidenza ha chiesto formalmente a Greco di fare un passo indietro perché “questo è un periodo particolarmente delicato per l’avvocatura” e “la sua presenza è indispensabile” e Greco ha ritirato la propria disponibilità. Una decisione che risolve le titubanze in seno al centrodestra, dove in tanti non erano affatto convinti del suo nome. A quel punto Miccichè ha annunciato che “dopo il ritiro di Greco, al quale rinnovo la mia incondizionata stima, avendo già da tempo valutato l’ipotesi di un ampliamento della coalizione dei moderati, sono disposto a prendere in considerazione l’appoggio alla candidatura di Fabrizio Ferrandelli, sempre che non emergano fatti di rilevanza penale, tali da superare il nostro fermo e convinto garantismo”.
L’ex deputato regionale è coinvolto in un’indagine su un presunto voto di scambio politico-mafioso dopo le dichiarazioni di due pentiti. Dalle parti di Noi con Salvini, però, non hanno preso bene le parole di Micciché: “Per noi la candidatura di Greco era l’unica credibile - ha detto Alessandro Pagano, coordinatore per la Sicilia occidentale -. Dispiace molto il suo ritiro. Va subito detto che noi sosterremo solo candidati sindaci che rispecchiano i nostri ideali e, con il massimo rispetto, Ferrandelli non ha chiaramente questo profilo”. Per Pagano “le fughe in avanti di Miccichè sono la prova concreta che il suo partito non è rispettoso degli equilibri della coalizione: il commissario regionale di Fi, così facendo, si assume la responsabilità di farla saltare”.

CENTROSINISTRA. Il Pd da una parte e la sinistra dall’altra continuano a tirare per la giacchetta Leoluca Orlando: la creazione di un campo largo del centrosinistra al momento sembra una strada impraticabile. Se ne saprà di più probabilmente alla convention del sindaco uscente fissata per domenica al Teatro Golden. La sinistra alternativa, che vede il partito di Matteo Renzi come il fumo negli occhi, si presenterà alle amministrative con il progetto “Sinistra Comune”. Al primo incontro hanno partecipato il deputato nazionale di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto, l’assessore Giusto Catania e il segretario provinciale di Rifondazione comunista Vincenzo Fumetta. A sostegno di Orlando ma senza il Pd. “Dopo cinque anni di insulti, ricorsi al Tar e richieste di dimissioni improvvisamente si convertono sulla via di Damasco: dovranno spiegarlo agli elettori”, ha tuonato Catania. “Il problema non è il simbolo ma i programmi. Esprimiamo un giudizio positivo sull’esperienza amministrativa di Orlando - ha detto Palazzotto -. Non ci interessa costruire coalizioni o alleanze sulla base di alchimie politiche, lo vogliamo fare sulla base dell’idea di quella che sarà la città del futuro”. Anche il Pd fa le sue mosse. Lunedì si è tenuto un vertice di maggioranza tra il segretario regionale Fausto Raciti e gli alleati di Ncd, Sicilia Futura e gli ex Udc guidati da Gianpiero D’Alia. Ci sarebbe la disponibilità a discutere con Renzi a Roma le condizioni poste dal Professore (niente simbolo del Pd e nessun confronto con la sezione palermitana del partito) ma la base dem non ci sta: circa 200 iscritti hanno inviato una lettera all’ex premier per rivendicare “la necessità che il Pd si presenti con il proprio simbolo senza abdicare ad un ‘civismo senza anima’ in nome dell’unità del centrosinistra”. Una presa di posizione forte, salutata con favore anche dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, candidato alla segreteria del partito.

M5S. Pure il M5S ha i suoi grattacapi. Anche il candidato pentastellato Ugo Forello sarebbe finito nel mirino dei magistrati nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false. Senza contare che è sorto un guaio con le quote rosa. Dopo alcune defezioni in lista sono rimaste appena 9 donne su un totale di 27 candidati, il minimo previsto dalla legge. I Cinque Stelle hanno deciso allora di riaprire le candidature femminili per arrivare ad una lista di almeno 40 elementi ma molti attivisti hanno storto il naso: “Non è mai capitato che in assenza di donne, oltre quelle presentatesi spontaneamente come tutti per le comunarie, il M5S abbia avviato nuove raccolte di candidatura per rinfoltire la lista - ha polemizzato su Facebook la deputata Loredana Lupo -. Vorrei che fosse chiaro che il M5S ha proprio, tra i suoi intramontabili punti di forza, la spontaneità e la partecipazione attiva genuina dei cittadini e questo processo non va artatamente modificato o pilotato, altrimenti tradiremmo noi stessi”.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Leoluca Orlando
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Ugo Fiorello
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Fabrizio Ferrandelli
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