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Quotidiano di Sicilia

Trasporto pubblico, tra bus vecchi e molte auto
di Rosario Battiato

Il piano del governo prevede 4 miliardi di investimenti, fino a 7 col cofinanziamento. Parco mezzi isolano tra i più vecchi d’Italia; record di mezzi privati inquinanti

Tags: Trasporti, Sicilia



PALERMO – Accorciare la distanza che separa Italia ed Europa in merito alla qualità dei mezzi pubblici di trasporto. Si può riassumere in questo modo il piano di investimenti da quattro miliardi previsto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, che è stato al centro dell’intervento di Graziano Delrio al convegno organizzato dall’Associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico locale (Asstra) “Trasporti Pubblici: investire per il futuro”.

Il piano del ministero vale 4 miliardi complessivi, anche se può arrivare fino a 7 col cofinanziamento. Al centro del progetto c’è il rinnovo del parco mezzi che attualmente vede oltre 8mila autobus euro 0 o 1 nelle grandi città e che, con le nuove risorse, potrebbe permettere di togliere dalla circolazione 6.500 autobus vecchi nei primi 16/18 mesi e sostituire 2mila autobus l’anno nei prossimi anni.
“Sulla mobilità urbana abbiamo un problema enorme – ha spiegato il ministro Delrio –, il problema della mobilità sostenibile con le città soffocate dal traffico con costi interni ed esterni enormi. A Roma ci sono 65 auto ogni 100 abitante, quando ce ne sono 30 a Berlino, 29 a Parigi”. Cosa dire allora di Catania, che risulta tra le dieci città più affollate d’Italia con quasi 65 auto per 100 abitanti, praticamente il doppio dei principali centri urbani europei. Anche Ragusa e Siracusa non possono certo considerarsi dei modelli di sostenibilità. Da considerare, inoltre, che non si tratta di auto di ultima generazione. Il capoluogo etneo è la città italiana con la più elevata quota di automobili Euro 0 sul totale, così come confermato dai dati Aci che censiscono a Catania un quinto delle autovetture (21,6%) con lo standard emissivo peggiore.

Anche per queste ragioni il ministro vuole “rinnovare il parco autobus e il parco materiale rotabile del trasporto su ferro regionale, lo dobbiamo ai milioni di cittadini che, purtroppo, per tanti anni hanno dovuto subire disagi per la vetustà del nostro parco rotabile, quindi questi investimenti sono confermati”.

Niente di più vero. L’età media degli 40mila bus italiani di trasporto pubblico, utilizzati quotidianamente da circa 15 milioni di persone, è di 12 anni a fronte di una media europea di 7 anni (in Germania 6,9). Se l’Italia è lontana dall’Europa, la Sicilia è lontana dall’Italia. I dati forniti dall’Asstra confermano che l’età media isolana è pari a 14,92 anni. Soltanto la Basilicata (quasi 16 anni) e la Campania (oltre i 15) riescono a fare peggio. Le regioni “europee”, invece, sono la Valle d’Aosta e il Friuli-Venezia Giulia con medie vicine, se non migliori, di quelle comunitarie.

Il piano del governo è ancora più ampio, perché in questa azione rientrano pure gli incentivi Marebonus e Ferrobonus. Per le ferrovie, andando in dettaglio, sono previsti ulteriori interventi con 2 miliardi Fs per le ferrovie regionali per le reti non Av che si aggiungono ai 9 più 9 dei contratti di programma 2015 e 2016.

Sul fronte del decreto Madia sul tpl, dopo il difetto procedurale sottolineato dalla Corte Costituzionale, si prevede “qualche piccola modifica nel nuovo decreto che abbiamo intenzione di presentare”.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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