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Quotidiano di Sicilia

Università: è corsa a due Confronto tra Basile e Foti
di Desirée Miranda

I programmi e le priorità dei candidati Rettore

Tags: Rettore, Unict, Università, Catania, Francesco Basile, Enrico Foti



CATANIA - Si avvicina la data delle elezioni per il nuovo rettore dell’Università degli Studi di Catania e proprio durante la campagna elettorale, uno dei tre candidati rinuncia alla sua corsa in favore di un altro. Stiamo parlando di Filippo Drago, ordinario di Farmacologia che lascia in favore di Francesco Basile.

La comunicazione all’Ateneo avviene con una lettera congiunta che ribadisce la loro voglia di continuità con il precedente rettore Giacomo Pignataro. La lettera è infatti prima di tutto una difesa dell’operato del professore Pignataro e poi il sancire di un accordo, alla luce della comunità di intenti dei programmi elettorali di entrambi e al fine di evitare lungaggini che paralizzerebbero ancora per molto l’Ateneo, attualmente sprovvisto di organi di governo.

Situazione che, sottolineano i due, è “da imputare non al rettore Pignataro, semmai all’amministrazione precedente ed alle scelte sbagliate da essa compiute. In particolare la gravissima decisione di avere adottato uno statuto illegittimo e di avere avviato su questo punto un vero braccio di ferro, anche giudiziario, con il Ministero”.

Sarà dunque il docente di Chirurgia generale a giocarsi la poltrona con Enrico Foti, ordinario di Ingegneria ldraulica.
Proprio quest’ultimo, che da sempre boccia l’amministrazione Pignataro e si pone in assoluta discontinuità, ha inviato una lettera alla comunità accademica in cui riconosce la semplificazione della campagna elettorale con due candidati chiaramente contrapposti e nell’affermare: “Siamo dunque alla svolta decisiva di una campagna elettorale, per me più che esaltante”, e nel definire l’accordo Drago-Basile “di piccolo cabotaggio” chiede il voto ponendosi come figura di rinnovamento dell’Ateneo, “del tutto slegata da quelle vecchie logiche e da vecchi establishment”.
 

 
FRANCESCO BASILE

Continuità e discontinuità con l’amministrazione Pignataro.
“Ho sempre dichiarato continuità soprattutto su alcune linee guida fondamentali alle quali ho collaborato. Parlo del metodo di governo e della condivisione delle linee strategiche dell’Ateneo; della distinzione tra operato dei docenti e dell’apparato amministrativo e del ritorno nei dipartimenti del personale tecnico amministrativo oltre che all’utilizzo dei punti organico. Non credo che serva discontinuità perché è stata un’amministrazione molto seria, concreta e apprezzata”.
Punti vincenti del programma.
“Maggiore facilità d’accesso ai fondi di ricerca sia nazionali che europei. Dare rilievo alla terza missione dell’università: integrazione con il territorio e valorizzazione delle peculiarità universitarie nell’ambito delle aziende e degli enti istituzionali dove i nostri giovani possono trovare lavoro. Migliorare l’equilibrio tra i dipartimenti del nostro ateneo”.
Azioni urgenti primi 100 giorni.
“Dopo questo periodo di stasi bisogna andare avanti con la programmazione triennale 2016/2018 per la suddivisione dei punti organico che prevede progressioni di carriera, reclutamento di nuovi ricercatori, stabilizzazione del personale tecnico amministrativo e dei precari. Completare il piano triennale della ricerca, istituire Osservatori sia per la ricerca che la didattica e la terza missione perché ogni settore possa essere messo in grado di esprimersi al meglio. Migliorare l’offerta formativa per essere più rispondente al fabbisogno del territorio”.
Perché votarlo.
Garantisco massimo impegno sia nello svolgimento delle funzioni che nel dare all’ateneo serenità che ultimamente è venuta a mancare e stabilità. Cercherò di venire in contro a tutte le esigenze della comunità accademica. Vorrei inoltre infondere un po’ di ottimismo, perché il nostro ateneo è composto da tanti ricercatori e docenti di altissimo livello.
 


ENRICO FOTI
 
Continuità e discontinuità con l’amministrazione Pignataro.
“Continuità e discontinuità sono un po’ slogan. È chiaro che molte cose devono essere salvaguardate, ma la discontinuità deve essere nel metodo, soprattutto nell’approccio politico. Occorre riportare la centralità dello studente e soprattutto cercare di valorizzare il personale tecnico amministrativo sulla base del merito e della competenza”.
Punti vincenti del programma.
“Il mio programma parte dal presupposto che l’Università debba rispondere alle esigenze del territorio in cui si inserisce e si trova e per questo occorre riportare al centro gli studenti offrendo percorsi effettivamente professionalizzanti. In un momento di un calo generale degli iscritti abbiamo dei corsi appetibili ma non riusciamo a soddisfare la domanda e ciò significa anche che non facciamo un buon lavoro nel momento dell’orientamento per l’iscrizione e questo porta a un levato numero di abbandoni dopo il primo anno. Altissimo inoltre il numero di fuori corso per i quali praticamente non offriamo servizi”.
Azioni urgenti primi 100 giorni.
“Mettere in moto la macchina ratificando tutte le decisioni già assunte dalla passata amministrazione per dare effettiva continuità amministrativa, ma soprattutto per dare serenità al sistema, ai colleghi e al personale tecnico amministrativo, perché credo che l’interruzione anticipata del rettore per via giudiziaria sia un fatto traumatico”.
Perché votarlo.
“Il mio messaggio è molto semplice: per andare avanti bisogna guardare avanti e non avare la testa girata altrove e cercare di avere contezza dei problemi senza avere paura nell’affrontarli. La battaglia politica è tra una continuità e una diversità di approccio, di rinnovamento vero che io rappresento anche per la mia storia personale”.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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