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Quotidiano di Sicilia

Finanziaria all'Ars: corsa contro il tempo
di Raffaella Pessina

Oggi i deputati regionali esamineranno il Piano di azione e coesione. Il documento dovrebbe essere incardinato il 14 febbraio

Tags: Ars, Finanziaria, Bilancio



PALERMO - L’Aula torna a riunirsi oggi pomeriggio per dare un parere sul programma del Piano di azione e coesione che nel frattempo la commissione Bilancio avrà esitato. Si tratta di un passaggio tecnico che il governo ritiene necessario prima di passare all’esame della Finanziaria. Il mese di febbraio infatti sarà dedicato proprio all’esame della Finanziaria, arricchita dalle aggiunte che il governo ha provveduto a trasmettere all’Ars.

Il documento dovrebbe essere incardinato il prossimo 14 febbraio perché prima si dovrà completare il suo esame in tutte le commissioni legislative competenti.

Ma vediamo nel dettaglio quali le aggiunte che il governo vuole apportare: alle disposizioni in materia di Autonomie locali, viene riscritto l’articolo 2 e modificati i trasferimenti da Regione a Comuni (“Per il triennio 2017/2019 la Regione assicura ai Comuni il trasferimento di risorse di parte corrente pari a 340.000 migliaia di euro per l’anno 2017, e a 212.150 migliaia di euro annui per ciascuno degli  anni 2018 e 2019”). Poi vengono aggiunti otto milioni di euro per interventi urgenti in materia di Protezione civile.
In poche parole, vengono apportate modifiche e aggiunte in tutte le sezioni. In particolare, per l’anno 2017 viene quasi raddoppiato, da 268 mila a 500 mila euro, il contributo per le Orestiadi di Gibellina, e dai 200 mila euro alla associazione Fiumara d’Arte per la promozione e valorizzazione del percorso turistico che si trova nel comune di Tusa. Viene aumentato di 200mila euro, da due milioni passa a due milioni 200 mila euro il contributo a favore dell’Istituto incremento ippico di Catania. Lo stesso contributo però ricompare in una tabella successiva dove l’incremento viene nuovamente decurtato.

Inoltre, somme che dovevano essere utilizzate per il capitolo disavanzi sanità vengono invece dirottate per finanziamenti ai Comuni e ai Liberi consorzi per circa 152 milioni di euro. E ancora una lunga tabella di finanziamenti e contributi viene rimodulata al ribasso per gli anni 2017/18 e 2019.

La tabella G allegata alle variazioni, comprende stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione annua è demandata alla legge Finanziaria. Il totale degli stanziamenti rideterminati è pari a euro 168.479.000,00 per il 2017. Diverse riscritture riguardano inoltre la protezione dei dipendenti delle società partecipate in liquidazione da far transitare nella Resais o da garantire per non creare altra disoccupazione. Di queste riscritture nei giorni scorsi si è molto parlato, soprattutto perchè il documento, di 27 pagine, tocca e modifica quasi tutti i campi, dall’agricoltura ai beni culturali, dalle attività produttive ai servizi energetici e così via.

Come detto, molti deputati si sono espressi in Aula e non, ravvisando la necessità di far ritransitare la Finanziaria, aggiornata da queste nuove norme, nelle commissioni di competenza, per portare un documento unitariamente condiviso a Sala D’Ercole, per poterlo approvare in tempi brevi e porre fine quindi all’esercizio provvisorio, la cui scadenza è prevista per la fine del mese di febbraio. Il problema sarà sempre il solito: dare la possibilità ai deputati di conoscere e studiare il nuovo documento per capire cosa la Sicilia sta andando ad approvare.

Intanto, in commissione Affari Istituzionali è stato approvato un emendamento alla Finanziaria a firma Nello Musumeci  e Mimmo Turano (Centristi per la Sicilia) che punta a ricostituire l’Ufficio stampa della presidenza della Regione.
Anche Rosario Crocetta nelle sue modifiche alla Finanziaria ha approvato in Giunta la ricostituzione della struttura. Sarà la Commissione Bilancio a stabilire se c’è o meno la copertura finanziaria.
Il testo di Crocetta indica anche la spesa prevista: 350 mila euro quest’anno e 650 mila nel 2018. Una somma che potrebbe essere sufficiente per circa otto assunzioni.

Il testo dell’articolo di Musumeci e Turano invece stabilisce che i giornalisti dovranno essere iscritti all’albo da almeno dieci anni. Mentre una riserva del 50% è assegnata a quanti “alla data di entrata in vigore della legge abbiano maturato almeno cinque anni di servizio alle dipendenze dell’Ufficio stampa della presidenza della Regione”. Verranno assunti tramite concorso. I criteri per la selezione, i profili professionali e l’inquadramento economico verranno determinati con un decreto dell’assessore alla Funzione Pubblica e con delibera della giunta “previa contrattazione collettiva con la Federazione nazionale della stampa”.

L’ultimo comma punta ad abrogare tutte le leggi precedenti sulla materia, soprattutto quelle che prevedevano la chiamata diretta.

Articolo pubblicato il 31 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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