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Quotidiano di Sicilia

Banda larga e digital divide, Italia lontana dall'Ue
di Stiben Mesa Paniagua

Gli sforzi compiuti dal nostro Governo

Tags: Banda Larga, Digital Divide, Internet, Web



Per anni il Governo italiano ha ricevuto numerose critiche per la mancanza di lungimiranza quando prendeva decisioni che riguardavano il mondo di internet, delle tecnologie di rete e del problema del digital divide.

Non c’è mai stata la volontà di risolvere veramente la situazione e ciò ha portato alla situazione odierna: l’Italia è al 25° posto su 28 per quanto riguarda la diffusione della banda larga rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea.
Ma da qualche tempo la musica sembra cambiata e con il Decreto fibra ottica e il nuovo piano per l’ultrabroadband, se vengono rispettate le disposizioni, il nostro Paese farà un bel balzo in avanti in quella classifica.

Il termine “ultrabroadband” indica la tecnologia di rete che permette agli utenti di navigare a una velocità in download di almento 30Mbit/s ed è quella che si vuole portare in tutto il paese con questa iniziativa governativa.
Abbiamo quindi chiesto agli esperti di telefonia del comparatore online SuperMoney, l’unico servizio di confronto tariffe telefoniche accreditato dall’Agcom per la veridicità dei suoi risultati, quali sono e cosa comportano queste nuove decisioni.
Gli sforzi del Governo per la banda larga e contro il digital divide sono stati diversi.

Un paio di mesi fa, per esempio, sulla Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il cosiddetto Decreto fibra ottica (Dlgs 33/2016), che prevede procedure più snelle e sgravi fiscali per chi effettuava lavori di cablaggio per conto delle compagnie telefoniche.
Anche il Decreto Salva Italia, di qualche tempo prima, inseriva incentivi volti ad aumentare gli investimenti nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato” grazie a un credito di imposta sul 30% del costo di investimento.

In più, ci sono stati anche il Piano nazionale Banda ultralarga e il Piano Crescita Digitale, voluti dal Governo e finanziati dall’Unione Europea, per raggiungere più territorio con l’ADSL e la fibra ottica, anche nelle zone più remote e impervie.
Dagli stessi principi viene ispirata l’ultima iniziativa governativa: il piano per l’ultrabroadband. Dalla collaborazione con Enel, Wind e Vodafone, nasce il progetto Open Fiber che conta di coprire tutto il territorio nazionale entro il 2020. Ma non solo: Telecom e Fastweb non stanno a guardare e hanno in atto i propri progetti per cercare di risolvere gli stessi problemi.

Orazio Messina
(Continua)

Articolo pubblicato il 31 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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