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Imprese, protesti e ritardi ai minimi
di Redazione

Osservatorio Cerved: tra luglio e settembre 2016 circa 10 mila società protestate (-18,2% rispetto all’anno precedente). Accumulati in media 14,1 giorni di proroga dei pagamenti (-2 dal 2015). Intervallo più lungo al Sud (20,9)

Tags: Impresa, Pmi, Cerved, Pagamenti



ROMA - Secondo l’Osservatorio Cerved sui protesti e i pagamenti, nel terzo trimestre 2016 il numero di società protestate e i ritardi nei pagamenti delle imprese italiane hanno toccato un minimo. Tra luglio e settembre 2016 sono infatti state protestate 10,4 mila società, il 18,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015, il 55% in meno rispetto ai massimi del 2013 e il livello più  basso dal 2008. Anche i tempi di pagamento hanno segnato un netto miglioramento nel trimestre: secondo i dati di Payline - il database di Cerved che monitora le esperienze di pagamento di 3 milioni di imprese - in media le aziende hanno pagato in 73,6 giorni, accumulando 14,1 giorni di ritardo rispetto alle scadenze, 2 in meno rispetto all’anno precedente e il minimo da inizio 2012. Nel terzo trimestre 2016 è proseguito e si è rafforzato il calo del numero dei protesti. Sono state protestate 10,4 mila società, in diminuzione del 18,2% rispetto allo stesso periodo del 2015, raggiungendo così i livelli minimi dall’inizio del periodo monitorato.

Rispetto al picco massimo raggiunto nel 2013, il numero di imprese protestate si è più che dimezzato (-55%). Il calo dei protesti è diffuso a tutti i settori dell’economia con tassi a doppia cifra: la diminuzione risulta più marcata nelle costruzioni (-20,4%) che tuttavia rimangono il settore in cui l’incidenza del fenomeno è piu’ alta. In diminuzione anche le imprese protestate nell’industria (-17,5% rispetto allo stesso periodo del 2015) e nei servizi (-16%).

Le imprese italiane, nel terzo trimestre 2016, hanno confermato i miglioramenti nelle abitudini di pagamento nei confronti dei loro fornitori: le fatture sono state saldate in media in 73,6 giorni, 2,4 meno dello stesso periodo del 2015. Il miglioramento dipende soprattutto dai minori ritardi accumulati dalle imprese, che si sono attestati a 14,1 giorni, 2 giorni in meno dell’anno precedente e il minimo dall’inizio del periodo osservato. La maggiore rapidità nei pagamenti è associata a un maggior numero di imprese virtuose. Cresce infatti, nel terzo trimestre 2016, al 47% la percentuale di imprese puntuali (45,7% nell’anno precedente) e tocca il minimo la quota di società che accumulano ritardi di oltre due mesi, situazioni che possono sfociare in mancati pagamenti o veri e propri default (6,3%, in calo dal 6,6% dell’anno precedente). I tempi di liquidazione delle fatture si riducono in tutte le fasce dimensionali, ma la percentuale di imprese puntuali rimane molto maggiore tra le società più piccole: rispettano le scadenze il 47,5% delle microimprese rispetto al 39,5% delle Pmi e a solo il 10,3% delle grandi società.

La presenza di imprese in grave ritardo si riduce in tutte le fasce, con una quota piu’ bassa tra le Pmi (4,3%, contro il 5,8% delle grandi e il 6,4% delle microimprese). Analizzando i dati per settore, le costruzioni registrano i miglioramenti piu’ evidenti - un segno di rinnovata fiducia in un settore che negli anni precedenti aveva visto una forte riduzione dei crediti commerciali. I dati a livello regionale mostrano che le imprese sono state più veloci nei pagamenti in tutte le aree della Penisola, con il Nord Est a guidare il trend: le imprese dell’area hanno liquidato le loro fatture in 70,5 giorni, 3 giorni in meno dell’anno precedente. Nel Mezzogiorno i ritardi, pur in calo di 3,5 giorni su base annua, rimangono i più alti della Penisola (20,9 giorni).

Articolo pubblicato il 31 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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