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Palermo - Passante ferroviario a rischio. È ancora scontro tra Rfi e Sis
di Gaspare Ingargiola

Linea dura della controllata di Ferrovie sull’ipotesi licenziamenti lanciata nei giorni scorsi dalla società. Chiesto nuovo incontro con Delrio. Da sciogliere il contenzioso sull’importo dei lavori

Tags: Palermo, Ferrovie, Rfi, Passante Ferroviario, Sis



PALERMO - Non si è fatta attendere la reazione di Rfi al secondo annuncio di licenziamenti nel giro di pochi mesi da parte della Sis, che sta realizzando il passante ferroviario di Palermo. La notizia è stata diffusa giovedì scorso, quando il consorzio ha comunicato ai sindacati il licenziamento di 200 lavoratori su un totale di 270, licenziamenti che “non hanno rispondenza con gli attuali carichi di lavoro - hanno sottolineato Ignazio Baudo, Dino Cirivello e Francesco Piastra, rispettivamente segretari provinciali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Palermo -: l’opera per essere definita ha bisogno di questi lavoratori, sono in numero congruo rispetto allo stato di avanzamento dell’opera. Se l’azienda licenzia 200 lavoratori, significa chiudere il cantiere”. E lasciare l’opera incompleta, naturalmente, “sarebbe un disastro per la città”.

È dallo scorso autunno che tra la Sis e Rete Ferroviaria Italiana va avanti un contenzioso sull’importo dei lavori. L’azienda sostiene di aver accumulato nella gestione del cantiere un extracosto di circa 100 milioni di euro e per fare valere le proprie ragioni ha chiesto a Trenitalia di rivedere gli accordi economici e ha avviato un accertamento tecnico preventivo al Tribunale di Roma per avere riconosciuto l’importo richiesto. I giudici, però, si devono ancora pronunciare. Già a ottobre la prima soluzione prospettata dalla Sis erano stati gli esuberi e solo l’intervento a gamba tesa del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e la mediazione della Prefettura hanno evitato che la maxi opera si bloccasse. Ora il rischio incompiuta si sta presentando di nuovo e le parti sociali hanno scritto a Delrio chiedendo di essere convocate insieme agli altri attori della vicenda.
 
Intanto, però, Rfi si è già mossa inviando il giorno stesso a Sis “una diffida a procedere con azioni che possano rallentare la produzione, con l’avvertenza di essere pronta ad intraprendere tutte le iniziative necessarie a tutelare i propri interessi e della cittadinanza in caso di mancato rispetto degli accordi contrattuali”. Uno degli obiettivi primari di Rete Ferroviaria è riattivare il treno per Punta Raisi “come pianificato nel corso di tre incontri tecnici fra le parti, tra il 10 e il 23 gennaio”. Da un paio d’anni ormai per raggiungere l’aeroporto “Falcone Borsellino” i passeggeri devono accontentarsi del servizio sostitutivo con il pullman che parte da Notarbartolo, con tutti i disagi del caso, tanto che molti preferiscono prendere direttamente il bus di linea alla Stazione Centrale.

Nel primo comunicato, tuttavia, pur esprimendo “stupore per l’annuncio” e ritenendo “inaccettabili le motivazioni in relazione a presunte difficoltà di natura tecnica o finanziaria, che costituirebbero impedimento alla normale prosecuzione dei lavori”, Rfi si diceva “disponibile a confronti per una rapida individuazione di soluzioni condivise, utili a risolvere eventuali problemi che bloccano il completamento delle opere programmate nei tempi concordati”.

Ma nella seconda nota del 27 gennaio i toni della controllata di Ferrovie si fanno a dir poco bellicosi, con la concreta minaccia di adire le vie legali (che però allungherebbero inevitabilmente i tempi): l’atteggiamento del contraente viene definito ancora una volta “inaccettabile” perché il ricorso al licenziamento degli operai servirebbe solo a sottrarsi “agli impegni assunti con Rete Ferroviaria Italiana, con le istituzioni locali, con il ministro, con le organizzazioni sindacali e, soprattutto, con l’intera città. Anche in considerazione del fatto che non esistono al momento nuovi contenziosi o criticità particolari - sottolinea Rfi -, oltre a quelli per i quali l’appaltatore ha richiesto, in data 25 ottobre 2016, l’avvio di un Accertamento Tecnico Preventivo in sede giudiziale, per la cui definizione si deve attendere il pronunciamento del Tribunale di Roma”. Poi l’affondo finale: “Pertanto Rfi, oltre ad assicurare l’avvio di tutte le azioni necessarie al proseguimento degli interventi per ultimare l’opera, comunica di essere pronta a intraprendere le azioni ritenute più opportune - conclude - per tutelare, anche in sede legale, la propria immagine e gli interessi dei cittadini”.

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Il cantiere di Notarbartolo
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