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Quotidiano di Sicilia

Voto diretto per la riforma Ex Province
di Raffaella Pessina

Si fa strada l’ipotesi di un nuovo intervento sull’impianto normativo. Ma il vero vulnus è la mancata eliminazione dei costi burocratici

Tags: Ex Province, Ars, Totò Cascio, Alice Anselmo



PALERMO - Le decisioni nel merito della riforma delle ex Province saranno discusse con il governo centrale prima che la legge arrivi in Aula all’Ars. Lo ha detto l’assessore regionale alle autonomie locali Luisa Lantieri a proposito della mancata riforma ancora per aria. “C’è la disponibilità del ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa, a iniziare una riforma condivisa che conduca tra le altre cose anche al voto diretto per gli enti di area vasta”. è quanto è stato deciso nel corso di un incontro svoltosi ieri a Roma tra Lantieri e il ministro Costa. Ancora una volta le questioni siciliane dovranno passare l’esame del governo centrale e ogni step verrà monitorato puntualmente da Roma.

“Il presidente della commissione Affari istituzionali Totò Cascio - ha proseguito l’assessore Lantieri - produrrà in questi giorni un documento dettagliato sui punti principali della riforma e ne parleremo di nuovo qui a Roma la prossima settimana”. La Sicilia in quella occasione chiederà di essere esclusa dal prelievo forzoso attuato dallo Stato per il risanamento della finanza pubblica”. “La Sicilia - spiega l’assessore Lantieri - per la seconda volta nel 2017 resta fuori dal riparto dei 965 milioni di euro destinati alle ex province. Questo non può avvenire, perché la nostra regione partecipa quest’anno con una quota ancora maggiore al risanamento della finanza pubblica, eppure non abbiamo diritto ai fondi del riparto perché siamo una regione a statuto speciale. Chiederò al ministro, come già fatto in Conferenza Stato-Regione, che venga colmata questa lacuna e ristabilito un criterio equo”.

Si dice soddisfatta di quanto discusso nella riunione Alice Anselmo, presidente del gruppo Pd all’Assemblea regionale siciliana, che ha partecipato all’incontro. “È stato un incontro costruttivo - ha detto - si è aperto un dialogo importante con il governo nazionale per definire l’assetto degli enti locali in Sicilia”. “Sull’impianto normativo dei Liberi consorzi - dichiara Anselmo - anche alla luce dell’esito del referendum costituzionale, abbiamo individuato un percorso sostanzialmente condiviso. Sugli aspetti relativi agli organismi di rappresentanza delle Città Metropolitane bisognerà approfondire ulteriormente alcune questioni, ma si è creato un clima positivo, penso che presto potremo trovare una intesa sia a livello regionale che nei confronti del governo nazionale”.

Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Psi all’Ars, sottolinea che “finalmente si torna a parlare di elezione diretta per Liberi consorzi e Città metropolitane. Abbiamo avviato un confronto e non esistono steccati né dogmi rispetto alla volontà di far esprimere gli elettori, con il suffragio universale, per l’elezione degli organi delle ex province. C’è un’apertura importante che da un lato riconosce la potestà normativa della Sicilia in materia elettorale e dall’altro supera anche la disciplina introdotta dalla legge Delrio. Si tratta ora di verificare tramite gli uffici ministeriali le possibilità per varare una buona legge regionale che faccia ripartire i Liberi consorzi e le Città metropolitane avendo ben chiare le responsabilità di chi le amministra essendo scelto direttamente dagli elettori. Siamo ad un buon punto e presto potremo raggiungere l’obiettivo ponendo fine alla lunga fase commissariale”.

Speranzoso anche Totò Cascio, presidente della commissione Affari istituzionali dell’Ars: “Ci sono le condizioni per giungere ad una modifica della legge sui Liberi consorzi e le Città metropolitane trovando un accordo col ministero degli Affari regionali sull’elezione diretta dei vertici e dei consigli di questi Enti. Con il ministro Costa ieri abbiamo avviato un percorso istituzionale che potrà concludersi entro pochi giorni per verificare come la Sicilia possa introdurre il suffragio universale. Del resto il voto ponderato non rappresenta un metodo perfetto quanto alla rappresentanza diretta. Tale metodo vale per le società di capitali e non si addice agli Enti pubblici, quali sono i Liberi consorzi e le Città metropolitane. Voglio comunque precisare che sui Liberi consorzi sarà più agevole arrivare all’elezione diretta, mentre sulle Città metropolitane serve uno sforzo ulteriore per ad venire ad un accordo con lo Stato”.

Una riforma sofferta, questa delle province, il cui iter è cominciato nei primi mesi del 2015, e tra mille difficoltà, è stata approvata dall’Ars, anche se in seguito impugnata dal Consiglio dei ministri e infine è adeguata alla “Delrio”, buttando di fatto nel cestino l’autonomia regionale perchè la riforma è stata recepita al pari delle altre regioni a statuto ordinario.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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