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Speciale Sant'Agata 2017 - Il programma della Festa e delle processioni dal 3 al 5 febbraio
di Redazione

Alle 6 del mattino di sabato 4 la messa dell’Aurora in Cattedrale, in cui migliaia di fedeli riabbracciano la Santuzza. Tra i momenti clou: la salita dei Cappuccini, l’arrivo al Fortino, al Borgo e la salita di Sangiuliano

Tags: Sant'agata, Catania



Si ringrazia:
Credito Siciliano, FCE,Roberto Abate, La terrazza del barone
 

 
 
CATANIA - Entrano oggi nel vivo le celebrazioni in onore di Sant’Agata, patrona di Catania. La Festa, considerata la terza nel mondo per partecipazione popolare dopo la Settimana Santa di Siviglia e al Corpus Domini di Cuzco, in Perù, accoglie ogni anno pellegrini, turisti e curiosi provenienti da tutta la Sicilia e non solo.
Sono molteplici gli appuntamenti previsti dal 3 al 5 di febbraio, per una festa che si è “accesa” già il 7 gennaio e che proseguirà sino al 12 febbraio. Ecco i principali:

VENERDI' 3 FEBBRAIO
Ore 7,30 e 10 – Nella Basilica Cattedrale SS. Messe.
Ore 12 – Processione per l’offerta della cera dalla Chiesa di S. Agata alla Fornace alla Basilica Cattedrale. Parteciperanno S. E. mons. Arcivescovo, i Capitoli delle Basiliche Cattedrale e Collegiata, il Clero, gli alunni del Seminario Arcivescovile, il Prefetto, il Sindaco con la giunta, il Presidente del Consiglio Comunale con i Consiglieri, il Magnifico Rettore, gli Ordini Equestri Pontifici, il Sovrano Militare Ordine di Malta, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, le Autorità militari nonché i Gonfaloni della Città, della Città metropolitana e dell’Ateneo seguiti dalle storiche berline del Senato e dai Cerei.

SABATO 4 FEBBRAIO
Ore 5 – Nella Basilica Cattedrale recita del Rosario ed esposizione delle Sacre Reliquie.
Ore 6 – “Messa dell’Aurora” celebrata da S. E. mons. Arcivescovo. Al termine l’Arcivescovo benedirà le Corone del Rosario per la preghiera guidata dagli “Amici del Rosario”.
Ore 7 – In piazza Duomo riflessioni di mons. Barbaro Scionti, delegato arcivescovile della Basilica Cattedrale, che insieme ai “devoti” darà inizio alla processione delle Sacre Reliquie di S. Agata da Porta Uzeda. Davanti all’Icona della Madonna della Lettera S. E.mons. Arcivescovo offrirà alla Santa Patrona il tradizionale cero.
La processione dopo essere passata, tra le altre, per le vie Umberto, Grotte Bianche, piazza Carlo Alberto, vivrà uno dei momenti più sentiti, lungo la salita dei Cappuccini e piazza S. Domenico, da dove le Sacre Reliquie raggiungeranno la Chiesa di S. Agata la Vetere. La processione prosegue per le vie Plebiscito, Vittorio Emanuele, piazza Risorgimento, via Aurora, Palermo, piazza Palestro, via Garibaldi, Plebiscito, Dusmet e rientro in Duomo da Porta Uzeda.

DOMENICA 5 FEBBRAIO – Solennità di S. Agata
Ore 7,30 e 08,30 – SS. Messe nella Chiesa di S. Agata alla Badia.
Ore 10 – Le Autorità con i Gonfaloni della Città, della Provincia e dell’Università da Palazzo degli Elefanti si recheranno in Cattedrale dove alle ore 10,15 si terrà il Solenne Pontificale.
Ore 16 – S. Messa presieduta da S. E. R. mons. Giovanni Accolla, Arcivescovo metropolita di Messina.
Ore 17 – Processione delle Sacre Reliquie per via Etnea; piazza Stesicoro; via Caronda, piazza Cavour; in detta piazza omaggio floreale dell’Associazione S. Agata al Borgo. Indi si proseguirà per via Etnea, Sangiuliano, Crociferi; dinanzi alla Chiesa di S. Benedetto omaggio floreale delle Monache, si prosegue per piazza S. Francesco d’Assisi, via della Lettera, Garibaldi, piazza Duomo.
Al rientro in Cattedrale, celebrazione di benedizione e di ringraziamento.

Le origini della venerazione di sant'Agata risalgono al 252, anno successivo a quello del martirio. Il popolo nutrì subito una grande devozione per la giovane martire.
Diversa è invece l'origine dei festeggiamenti.
Come accade in buona parte delle feste sacre, è assai probabile che la venerazione per la giovane catanese divenuta santa abbia dato vita a dei festeggiamenti che hanno occupato il posto di una festa preesistente, si pensa quella della dea egiziana Iside. Pare, infatti, che durante l’età pagana, si celebrasse una festa in cui una statua di donna con al seno un bambino veniva trasportata trionfalmente in giro per la città. Niente di strano che i futuri festeggiamenti in onore di Sant’Agata prendessero il posto di quella festa antica, prolungandone i fasti e riprendendone alcuni elementi.

La prima occasione ufficiale per festeggiare Sant’Agata si presentò quando ritornarono a Catania le spoglie della Santa che erano state trafugate. Era il 17 agosto 1126 e durante la notte i cittadini si riversarono nelle strade della città per ringraziare Dio di aver fatto tornare, dopo 86 anni, le spoglie della amata martire Agata. Una data questa che ancora oggi viene ricordata con una processione più piccola dello scrigno e del busto reliquiario per le vie del centro.
 

 
Oggi il via con la tradizionale sfilata della Carrozza del Senato
 
CATANIA - Fede, solidarietà e sicurezza. Sarà all’insegna di questi tre concetti la Festa di sant’Agata che prende il via oggi, con la tradizionale sfilata della Carrozza del Senato e delle autorità, per poi proseguire stasera con i fuochi d’artificio di piazza Duomo, giorno 4 con la Messa dell’Aurora e il giro esterno e culminare, giorno 5, con la processione delle reliquie nel cosiddetto giro interno. È su questo che si sono concentrate le parole di monsignor Barbaro Scionti, vicario episcopale per la Festa di sant’Agata, e di monsignor Gaetano Zito, vicario episcopale per la Cultura, che hanno illustrato le modalità di svolgimento della tre giorni, evidenziando come la Curia stia lavorando ormai da anni per riportare il Vangelo all’interno delle celebrazioni in onore di sant’Agata. “Sono stati fatti dei passi importanti per dare sempre più tono religioso ed ecclesiale alla Festa – ha detto monsignor Zito. Questo non significa eliminare i tratti più popolari dell’evento, anch’essi importanti – ha aggiunto - ma restituire il valore di festa cristiana alla ricorrenza”.
Amore di popolo, dunque, ma con spirito cristiano. “La nostra religiosità popolare ha una dimensione di carattere antropologico – ha aggiunto – che esprime la relazione comunitaria con la Santa. Questa tradizione ha bisogno di essere rispettata e di essere riempita di vangelo. E questo che stiamo facendo da dieci anni”.
Quest’anno, poi, la festa sarà dedicata alle popolazioni terremotate; in particolare all’Arcidiocesi di Fermo, indicata dalla Caritas nazionale. “Abbiamo comunicato alla direzione della Caritas – ha affermato monsignor Scionti – che volevamo donare qualcosa alle popolazioni terremotate, alle quali saranno destinati gli aiuti che raccoglieremo durante colletta del Pontificale e con la missione Sant'Agata”.
Infine, un accenno alla sicurezza dei fedeli, grazie all’impegno delle forze dell’ordine: per entrare in cattedrale bisognerà passare dal metal detector. Una precauzione, già presa lo scorso anno, per evitare problemi e fare in modo che la festa scorra nel migliore dei modi.
“Facciamo appello affinché le indicazioni sulla sicurezza siano accolte” – ha caldeggiato monsignor Barbaro Scionti. “Ringraziamo le forze dell’ordine per quanto stanno facendo” - ha aggiunto, prima di dare l’augurio ai fedeli, sottolineando come “l’incontro con la santa sia pregno di amore, devozione, sacralità”.

Melania Tanteri

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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