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Palermo - Elezioni amministrative 2017, si delineano alleanze e candidati
di Gaspare Ingargiola

Dopo il no definitivo di Ferrandelli, Forza Italia potrebbe optare per Gaetano Armao o Roberto Lagalla. “Compromesso” Pd-Orlando: un listone di coalizione di centrosinistra, senza simbolo

Tags: Palermo, Leoluca Orlando, Elezioni, M5s, Fabrizio Ferrandelli



PALERMO - Si va delineando la situazione nell’alveo del centrodestra e del centrosinistra in vista delle amministrative di Palermo. Il candidato indipendente Fabrizio Ferrandelli ha respinto per l’ultima volta il corteggiamento di parte della destra: insanabili le divergenze sul simbolo. “Non sono stato, non sono e non sarò il candidato di Miccichè. Pensavo di essere stato sufficientemente chiaro - ha detto il leader dei Coraggiosi -, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Sono stanco di essere oggetto, mio malgrado, di dibattiti su questioni interne ai partiti: non sono questi i temi che possono risollevare Palermo. Ribadisco, ove ce ne fosse ancora bisogno, che i miei alleati sono esclusivamente le cittadine e i cittadini di questa città. Nessun altro”. Incassato il niet dell’ex deputato regionale dem, i nomi nuovi dalle parti di Forza Italia sembrano essere quelli dell’ex assessore regionale Gaetano Armao e dell’ex rettore Roberto Lagalla “ma non c’è fretta - ha assicurato il coordinatore regionale azzurro Gianfranco Miccichè -. Mancano ancora cinque mesi alle elezioni. Stiamo facendo tutte le valutazioni del caso e alla fine prenderemo una decisione con calma”, anche perché Miccichè è convinto che a giugno “si voterà anche per le politiche”.

Se non ha ancora un nome, il partito di Berlusconi sembra aver rinsaldato un’alleanza dopo il vertice dell’1 febbraio con Saverio Romano, capogruppo di Ala alla Camera e leader in Sicilia del Pid-Cantiere Popolare. Un incontro utile a chiarire le incomprensioni sorte proprio sul sostegno a Ferrandelli, che Romano ha incoraggiato fino alla fine e che Miccichè invece non vedeva di buon occhio se ciò comportava la rinuncia al simbolo. “Le gravi emergenze delle Amministrazioni locali in Sicilia, governate ormai da troppi anni dal centrosinistra di Crocetta, si affrontano e risolvono solo con una proposta politica di buon governo - si legge in una nota congiunta al termine del colloquio -. Lo sfacelo è solo pari alla disperazione dei siciliani, vessati dalle tasse comunali e privati di ogni speranza. L’assenza di una visione strategica per affrontare e risolvere il dissesto economico di gran parte dei comuni siciliani così come la mancata erogazione dei servizi essenziali, degni di una società civile (rifiuti, acqua, mobilità), ci chiama alla condivisione di programmi e progetti da offrire all’apprezzamento del corpo elettorale. A tal fine - hanno sottolineato i due -, nei prossimi giorni sarà insediata una commissione congiunta chiamata ad elaborare il testo che Forza Italia e Cantiere Popolare presenteranno insieme alle elezioni, da Palermo al più piccolo dei comuni. In ognuno di questi ultimi, visto il sistema elettorale maggioritario, inviteremo i nostri amici aderenti alle nostre forze politiche a formare una sola lista con candidature condivise. Auspichiamo - hanno concluso - che il lavoro sin qui fatto non vada disperso anche attraverso il senso di responsabilità dei nostri tradizionali alleati così come dei nuovi possibili compagni di viaggio. Solo una candidatura largamente condivisa e responsabile può battere i populisti anche a Palermo”.

CENTROSINISTRA. Alla fine il Pd ha ceduto ma ha strappato al sindaco uscente Leoluca Orlando un compromesso: non presenterà una sua lista ma proporrà un listone di coalizione di centrosinistra, ovviamente senza simboli. Un modo per i dem di uscire dal pantano in cui li aveva imprigionati l’aut aut del Professore, che in nessun modo - al pari di Ferrandelli - vuole vedere il proprio nome accostato a un segno di riconoscimento dei partiti. Resta da vedere cosa ne pensano gli alleati del Pd a livello regionale, come il Ncd, i cui rapporti con Orlando non sono esattamente idilliaci. Il primo cittadino è uscito rafforzato, almeno in termini di prestigio, dal riconoscimento per il capoluogo siciliano di Capitale italiana della cultura 2018 ma, superato lo scoglio Ztl grazie al benestare dei giudici, sul tavolo sono rimaste questioni decisive in chiave elettorale come i conti delle partecipate e i rapporti con i sindacati, che in questi giorni hanno manifestato (soprattutto Reset, Rap e Amat) più di un malumore per i ritardi degli stipendi. A complicare le cose - proprio in vista di un confronto con gli alleati a livello regionale - ci si è messa la fuga in avanti del governatore Rosario Crocetta che ha deciso di ricandidarsi presentando nome (#ripartesicilia) e simbolo di un nuovo movimento che “supera” il Megafono ma che è già riuscito a mandare su tutte le furie il principale partito di maggioranza all’Ars. L’appoggio a Orlando da parte della sinistra è invece ormai assodato: dopo Sinistra Comune e Si, in questi giorni anche Possibile di Civati si è avvicinata al sindaco uscente: “Chiediamo un confronto programmatico al sindaco Orlando e apriamo un dialogo con le altre forze della Sinistra palermitana - ha annunciato il portavoce del comitato ‘Palermo prima Possibile’, Pietro Salemi -. Ad ogni modo, nessun cammino potrà essere intrapreso nell’ambito delle candidature di Forello e Ferrandelli: il primo per assenza di tradizione politica, il secondo per eccesso di tradizioni politiche con noi incompatibili”.

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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