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Finanziaria, cantiere ancora aperto
di Raffaella Pessina

Fissato a lunedì alle 12 il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti. Forti le perplessità “bipartisan” sulla manovra

Tags: Ars, Bilancio, Finanziaria



PALERMO - Seduta quasi deserta all’Ars ieri pomeriggio. All’ordine del giorno la approvazione del Piano di azione e coesione. Ma ieri è stato protagonista della giornata politica il presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo (Ncd), che non solo ha polemizzato con la capogruppo del Pd Alice Anselmo (di cui riferiamo in altro articolo), ma si è espresso negativamente sulla Finanziaria da approvare entro la fine del mese di febbraio. “È stato tolto ai poveri per dare ai ricchi - è il giudizio di Vinciullo - Il governo ha riscritto la Finanziaria che era stata depositata prima di Natale e il nuovo testo stravolge tutto. Noi avevamo chiesto fondi per le donne vittime di violenza e non ci sono, fondi per le ex Province e non ci sono, fondi per gli oratori e per il bonus bebè e non ci sono. Di contro il governo nella manovra s’è inventato manifestazioni e iniziative di vario tipo”.

A proposito di manovra finanziaria, proprio il partito di Vinciullo, il Nuovo Centrodestra, ha presentato un emendamento per aiutare le imprese e che prevede la riduzione dell’aliquota Irap del 10-20% per aiutare il sistema delle imprese in Sicilia. “è una misura concreta - spiega il capogruppo Ncd all’Ars, Nino D’Asero - L’Irap vale circa 76 milioni di euro, dunque col nostro emendamento le imprese avranno un risparmio tra i 7 e i 15 milioni di euro. Stiamo lavorando ovviamente alle coperture”.
 
Forza Italia invece parte all’attacco del presidente Crocetta e delle riforme mancate. “Una rivoluzione annunciata e mancata al cento per cento, quella di Crocetta e del Partito democratico. Anche sul fronte della spending review, il fallimento è stato totale, con voragini e debiti fuori bilancio frutto di una amministrazione del tutto incapace. La vicenda affitti è solo l’ultimo dei ridicoli pasticci di Crocetta e della sua maggioranza - prosegue Falcone - un disastro su tutta la linea, che rimarrà tale sino a quando i siciliani non torneranno alle urne per mandare a casa il peggiore governo di sempre, un’amministrazione che nulla ha fatto per risolvere le emergenze collettive che affliggono l’Isola”.

Come è noto, Crocetta ha deciso da tempo di ripresentare la propria candidatura anche se non è detto che otterrà l’appoggio di tutto il suo partito. Anche per questo nel corso della riunione di gruppo di martedì scorso all’Ars il presidente ha voluto siglare una tregua armata con l’aiuto del segretario regionale Fausto Raciti, assicurando ai deputati che accetterà modifiche alla Finanziaria. Anche se restano da discutere i cambiamenti che verranno inserite al testo presentato dal governo. I deputati, comunque, spingeranno sulla norma che prevede l’esenzione totale dal ticket per le fasce più deboli. Caldeggiate anche le norme per aumentare i fondi ai Comuni e le garanzie per gli ex sportellisti e i precari Asu. Se non si troveranno gli accordi sulla Finanziaria, difficilmente la stessa verrà approvata entro la fine di febbraio e si dovrà prolungare l’esercizio provvisorio.

Si deciderà invece sabato prossimo in casa dei Centristi se appoggiare o meno la candidatura di Crocetta. Questa decisione verrà analizzata a Roma nel corso della prima assemblea nazionale dei Centristi per l’Italia, il movimento di Pierferdinando Casini che fa capo in Sicilia a Giampiero D’Alia e riunisce gli ex Udc che hanno abbandonato il partito di Lorenzo Cesa. Il nodo da sciogliere è se appoggiare una coalizione con a capo il Partito democratico; ipotesi sgradita a D’Alia che ha fretta di radunare i suoi per trovare un’alternativa a un assetto come quello attuale che, aveva sostenuto giorni fa, “serve solo a fare vincere il Movimento Cinquestelle”.

Anche il Centrodestra è in fermento per individuare il prossimo candidato alla poltrona di presidente della Regione. è stata rinviata a lunedì prossimo la riunione dei vertici del centrodestra siciliano, per decidere qual è il migliore sistema per designare il candidato dello schieramento alla presidenza della Regione. Ci sarebbe chi vorrebbe optare per una candidatura condivisa da tutti e chi, invece, a favore delle primarie. Nello Musumeci, sconfitto quattro anni fa da Rosario Crocetta e leader di una parte dell’opposizione all’Ars, è pronto ad affrontare le primarie per ottenere il favore di tutta la coalizione. E il suo movimento “Diventerà bellissima” ha rivolto un appello agli altri partiti della propria coalizione a convergere sull’opzione delle primarie.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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