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Verde urbano contro lo smog, ma in Sicilia prevale il grigio
di Rosario Battiato

Per la Coldiretti un ettaro di piante è in grado di eliminare circa 20 kg di polveri sottili in un anno. Parchi al lumicino nelle città dell’Isola, solo a Palermo si registra un incremento

Tags: Smog, Inquinamento, Verde Pubblico, Ambiente, Coldiretti, Polveri Sottili



PALERMO – Il verde urbano potrebbe avere un ruolo determinante nella lotta contro l’inquinamento atmosferico. L’appello è stato lanciato nei giorni scorsi dalla Coldiretti in riferimento al superamento dei limiti consentiti per legge di molte città, valori che sono stati messi in evidenza anche nel report Mal’Aria di Città diffuso da Legambiente alla fine di gennaio. Il punto è abbastanza evidente: gli spazi verdi non crescono a sufficienza e l’effetto combinato con i cambiamenti climatici favorisce la presenza degli inquinanti in città.

In Italia ogni abitante dispone mediamente di 31,1 m2 di verde urbano (dati Istat). Lo sottolinea la Coldiretti, spiegando che proprio questa porzione così limitata contribuisce in maniera determinante  alla presenza dello smog in città. Considerando che la pioggia e il vento non possono essere controllati, le città possono migliorare la propria aria soltanto tramite un’azione strutturale che incentivi il verde urbano. La Coldiretti ha stimato che una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.

L’ultimo report dell’Istat in materia di verde pubblico ha premiato Palermo come città più verde dell’Isola. Il capoluogo isolano, infatti, è stato segnalato tra i 12 centri nazionali (soltanto sei hanno più di 200 mila abitanti) con una incidenza di verde urbano superiore alla media ed è, inoltre, in cima alla classifica per incremento di verde con una crescita che, tra il 2011 e il 2014, ammonta a un valore compreso tra 500 e 700 mila m2. Non rendono ottime prestazioni, invece, altri comuni importanti come Catania e Agrigento che si trovano al di sotto della media per densità di tutte le tipologie di aree verdi.

I numeri cambiano quando non si prendono più in considerazione i dati in valore assoluto, ma si passa alla distribuzione del verde pro capite che vede la media nazionale ferma a 31 m2. Tra le siciliane c’è Agrigento (79,5) che riesce a fare meglio, ma tutte le altre non riescono ad avvicinarsi più di tanto.

Poi ci sono i dati record di Caltanissetta (2,7) e Trapani (5,5) che addirittura si piazzano nel blocco più basso dei comuni nazionali. Non fa tanto meglio Catania (15,8) che comunque è la migliore delle tre metropolitane. Valori lievemente migliori per le grandi del Nord: Milano (17,2) e Torino (21,7). A segnare numeri importanti, invece, sono centri medi come come Pavia (39,5) e Cuneo (54,4).
A fare il quadro più preciso ci ha pensato la Coldiretti: nel 17,2% delle città la dotazione pro capite è pari o superiore ai 50 m2 per abitante, mentre nel 16,4% non si raggiunge la soglia dei 9 m2 pro capite. Tra le migliori non c’è nessuna isolana: Matera, Trento, Potenza, Sondrio, Iglesias, Terni, Pordenone, Gorizia, Reggio Calabria e Verbania.

Per il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, “a favorire lo smog nelle città è l’effetto combinato dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della ridotta disponibilità di spazi verdi” e “le piante concorrono a combattere le polveri sottili e gli inquinanti gassosi”. Secondo Moncalvo, “è necessario introdurre misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e aree verdi da realizzare con un meccanismo simile a quello previsto per il risparmio energetico, le abitazioni, i mobili o gli elettrodomestici”.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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