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Catania - Amt, si rischia il caos societario. Sindacati sul piede di guerra
di Melania Tanteri

Periodo nero tra le violenze sui bus e le dimissioni di Puccio La Rosa

Tags: Catania, Puccio La Rosa, Amt, Trasporti



CATANIA - Ancora riflettori accesi sull’Azienda di trasporto pubblico che serve la città di Catania. Nell’ultima settimana, due episodi hanno riportato l’attenzione sull’Amt: da un lato le dimissioni del presidente Puccio La Rosa, appena nominato qualche mese fa, che ha lasciato l’incarico e che, a partire da oggi, non guiderà più la società e, dall’altro, l’aumento degli episodi di violenza nei confronti di autisti e verificatori. Insomma, un clima non certo idilliaco che ha portato i sindacati autonomi, Fast Confsal e FaisaCisal, i più rappresentativi in termini di iscritti, a scendere di nuovo in piazza per protestare. Lo hanno fatto martedì scorso di fronte la Prefettura, per chiedere maggiori tutele del personale, “vittima” dell’esasperazione, secondo i sindacalisti, che ha scatenato l’inefficienza del trasporto pubblico.

“Il fenomeno delle aggressioni può essere distinto in due grandi filoni – scrive Giovanni Lo Schiavo, rappresentante regionale della Fast – Confsal: il primo da ascrivere alla devianza e al disagio sociale che spesso sfocia in vera e propria microcriminalità. Il secondo, fa riferimento alla pessima qualità del servizio reso ai cittadini, alle carenze nell’organizzazione del lavoro e nella gestione del personale, al traffico congestionato, al dissesto dei mezzi e delle strade, all’assoluta mancanza di informazione all’utenza”. Insomma, il non poter contare su un sistema efficiente, le lunghe attese alle fermate, l’incertezza del servizio, sarebbero alla base degli episodi di violenza, l’ultimo dei quali, pochi giorni fa, è costato il setto nasale a un verificatore.

“Il fenomeno è aggredibile – prosegue Lo Schiavo - ad esempio, mettendo in turno squadre di assistenza alla clientela che forniscano sul campo informazioni, facilitino le operazioni di salita e discesa, organizzando i flussi dei viaggiatori nelle giuste direzioni e offrendo i titoli di viaggio a chi ne fosse sprovvisto. La presenza della organizzazione aziendale sui mezzi e alle fermate – prosegue - è il primo passo per allentare le tensioni e controllare il fenomeno delle aggressioni”.

Intanto, l’azienda è senza vertice, in attesa che venga nominato un nuovo presidente. Altro elemento che destabilizza i lavoratori che, non appena appreso delle dimissioni di La Rosa, hanno scritto una lettera aperta all’ex numero uno di Amt.

“Carissimo presidente – scrivono i dipendenti iscritti alle due sigle autonome - oltre ad essere un prezioso professionista e stato un amico per i lavoratori, uno dei pochi che alla guida di questa nostra azienda maltrattata, calpestata, umiliata, smantellata, depredata, ma pur sempre una grande azienda, ha saputo riconoscere l’abnegazione, il sacrificio e lo spirito di collaborazione dei lavoratori, sempre pronto ad ascoltare la loro voce e sempre disponibile trattandoli da persone quali sono e non da numeri come sempre ci hanno fatto apparire. Ci teniamo ad esprimere con tutto il cuore il nostro immenso dispiacere nell’apprendere la notizia delle sue dimissioni, in quanto avevamo riposto in lei tutte le speranze per una rinascita sicura e vincente dell’Azienda metropolitana trasporti che nonostante la situazione disastrosa in cui riversa è stata è e sarà un bene prezioso per la città di Catania ed un riferimento prezioso e vitale per tutte le famiglie che ne dipendono”.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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