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Palermo - Leoluca Orlando dice no ai partiti: "Sono un candidato senza lista"
di Gaspare Ingargiola

Il sindaco, pronto alle amministrative, rifiuta il listone di coalizione proposto dal centrosinistra. “Sì a un’alleanza di persone dove si valuta la qualità dei singoli, non l’appartenenza”

Tags: Palermo, Elezioni, Leoluca Orlando



PALERMO - I partiti si devono accodare, il mattatore è e vuole restare ancora lui. Il sindaco Leoluca Orlando, in cerca di conferme a Palazzo delle Aquile, mette in chiaro le cose con i partiti alleati o aspiranti tali: non ci sarà un listone di coalizione (anzi, “non ci sarà affatto un’alleanza di partiti, semmai di persone”), specie se riconducibile alle attuali esperienze di governo regionali o nazionali. Quelle che, per intenderci, includono il Ncd (ma anche Ala e Udc) nei governi di Roma e di Palazzo d’Orleans.

Sì alla “contaminazione”, ma di persone, non di partiti, con liste eterogenee “in cui si valuterà la qualità dei singoli, non l’appartenenza. Preclusioni sul Ncd? Ripeto, valuteremo le persone, non mi interessano i partiti. Sono un candidato senza liste, coalizioni o alleanze. Certo, la scelta della qualità dei candidati è responsabilità mia ma li sceglieremo e li concorderemo insieme. Faccio un appello ai partiti, facciano un passo indietro per farne due avanti. Non ci saranno listini, ma liste civiche. Non sono più gli apparati di partito che scelgono ma i cittadini - ha puntualizzato ancora il Professore - senza condizionamenti ideologici”.

Poi arrivano le bordate al Pd: “Chiedo alle liste di farsi contaminare da me, non avendo io un partito. Del resto ne ho fondato uno e ne ho sfasciati tanti... Il mio partito è Palermo e mi hanno insegnato che se ascolti le tue mire espansionistiche rischi di mettere in discussione il patrimonio che hai. E qui c’è un patrimonio politico e amministrativo da difendere. Nessun cambierà lo scenario politico e culturale di questa esperienza, anzi, lo dobbiamo rafforzare”. Come a dire che fra i timori di Orlando c’è quello che un’alleanza aperta con il Pd, che in questi cinque anni è stato fieramente all’opposizione, sia più dannosa che utile in cabina elettorale: “Io faccio il sindaco di Palermo e le scelte le faccio tutte io - ha avvertito il primo cittadino -. Se qualcuno pensa che mi metto a promettere una cosa a questo e una a quello non mi conosce. Chi ragiona così non farà parte della coalizione. Tutto può succedere ma io resto lo stesso”. Non resta che attendere la reazione dem.

Certo anche a sinistra i mal di pancia per la trattativa con gli avversari Pd non sono mancati. Alla conferenza stampa convocata a Palazzo delle Aquile - dove sono presenti gran parte degli assessori, i fedelissimi come il presidente della Gesap Fabio Giambrone o l’ex assessore Cesare Lapiana, il gruppo consiliare del Movimento 139 al gran completo - sono assenti i due rappresenti in giunta di “Sinistra Comune”, la lista di sinistra già pronta a sostenerlo, Giusto Catania e Barbara Evola: “L’assenza è concordata ma se volete li chiamo - ha tagliato corto -. I soggetti che per primi hanno partecipato alla mia esperienza politica sono stati anche i primi a chiedermi una lista senza simbolo. Sulle cose che ho detto non credo che qualcuno avrà difficoltà a partecipare”. Poi l’appello agli elettori, “anche a coloro che ritengono di essere antisistema e che guardano con simpatia al Movimento 5 Stelle: qui c’è qualcuno che è antisistema e che al tempo stesso vuole risolvere i problemi”.

Battuta finale sul movimento fondato dal governatore Rosario Crocetta, Riparte Sicilia: “È una bella giornata e me la volete rovinare?”. Per quanto riguarda le liste, l’attuale gruppo consiliare del Movimento 139 dovrebbe essere riproposto in blocco, tranne il capogruppo Aurelio Scavone che sarebbe prossimo al ritiro dalla vita politica.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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