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Catania - Ennesima aggressione in ospedale. "Esercito nei presìdi d'emergenza"
di Simone Rizzo

Medico preso a pugni al Garibaldi: chiesto l’intervento del Governo

Tags: Catania, Garibaldi, Ospedale, Medico



CATANIA – Cambiano i protagonisti, ma la violenza non si arresta negli ospedali catanesi.  All’interno di un ambulatorio del Presidio ospedaliero “Garibaldi-Centro”, un uomo ha aggredito un medico del pronto soccorso. Il motivo del gesto, stando alle prime ricostruzioni degli agenti della Polizia di Stato, sarebbe stata l’eccessiva attesa per le cure di cui la madre necessitava: la donna aveva ricevuto un codice “giallo” all’accettazione. Gli agenti sono intervenuti immediatamente dopo l’avvenimento dei fatti, riuscendo così a bloccare l’aggressore.

Come detto in apertura, questo non è il primo caso avvenuto in un nosocomio della città di Catania: risale infatti al primo di gennaio scorso l’aggressione ad un medico del Pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele”. In quel caso si trattò, secondo l’accusa, di una spedizione punitiva contro il medico in servizio, reo di non aver consegnato l’identità di una donna ricoverata a Mauro Cappaddonna, successivamente arrestato dagli agenti della Polizia.

Il direttore generale dell’Arnas “Garibaldi”, Giorgio Santonocito, nel “ringraziare la vigilanza per l’impeccabile e tempestivo intervento” si dichiara “indignato per il diffondersi di un malcostume che riporta ad una specifica sottocultura di prepotenza e arroganza, oltre che a fenomeni emulativi di gratuita violenza”. La Questura ha tenuto a sottolineare come il dispositivo  di sicurezza abbia funzionato perfettamente. Il problema però non pare risolversi così facilmente.

“L’ennesima aggressione sul lavoro – commenta Giuseppe Arcidiacono, coordinatore etneo di Forza Italia – ai danni di un medico a Catania. Un episodio intollerabile di violenza, nei confronti di un professionista che ha avuto la colpa di svolgere con correttezza il proprio compito. è d’obbligo incrementare sorveglianza e sicurezza negli ospedali – conclude – a tutela dei cittadini per bene e di chi lavora, che deve lavorare con serenità”.

“Il sistema d’intervento esterno da parte delle Forze dell’Ordine questa volta ha funzionato perfettamente, con l’arresto dell’autore del vile gesto” afferma il segretario generale etneo dell’Ugl Salvatore Musumeci che ribadisce la richiesta – così come aveva già fatto dopo il primo episodio di violenza presso l’ospedale “Vittorio Emanuele” – di un intervento deciso da parte del ministero dell’Interno con l’avvio della campagna Ospedali Sicuri, assegnando militari dell’esercito ad ogni presidio d’emergenza dell’area metropolitana.
La proposta di un contingente da inviare a Catania si fa strada nella società civile. Anche il Codacons chiede al governo nazionale di inviare l’esercito “per garantire la sicurezza del personale”. Francesco Tanasi, segretario nazionale dell’associazione consumatori, aggiunge: “Il governo regionale e l’Ars sono stati incapaci di intervenire sulle lunghe liste d’attesa della Sanità. Chiediamo urgentemente un tavolo di concertazione con Prefetto, sindaco e Asp”.

“Questi episodi sono causati – interviene il sindaco Enzo Bianco – dal clima di ribellione a qualunque regola e alle Istituzioni che in tanti stanno alimentando. Limitarsi alla repressione non basta: occorre che tutta la comunità catanese rifletta su queste vicende inquietanti, manifestando il proprio rifiuto. Spero che a questo appello aderiscano tutti. Occorre abbassare i toni e far prevalere la Catania gentile, colta, accogliente, che non può essere sporcata da questi episodi”.

Articolo pubblicato il 11 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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