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Cara di Mineo, udienza il 28 marzo. Castiglione: "Estraneo alle accuse"
di Redazione

Il sottosegretario è indagato per turbativa d’asta con altre 16 persone

Tags: Cara Di Mineo, Giuseppe Castiglione Migranti



CATANIA - La Procura distrettuale di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di 17 persone per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione dell’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014, al Cara di Mineo, e per reati amministrativi del Sol.Calatino. Tra loro il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, in qualità di soggetto attuatore del Cara, insieme con il suo grande accusatore Luca Odevaine; il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, ex-presidente del consorzio dei Comuni “Calatino Terra d’ Accoglienza”; l’ ex direttore del consorzio, Giovanni Ferrera; gli ex vertici dell’ Ati interessati.

La notizia, pubblicata da La Sicilia, ha trovato conferme in fonti giudiziarie impegnate nell’inchiesta. L’udienza preliminare è stata fissata per il 28 marzo prossimo, davanti al Gup Santino Mirabella. La richiesta di rinvio a giudizio è stata avanzata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dai sostituti Raffaele Vinciguerra e Marco Bisogni.

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio, per reati amministrativi, anche del consorzio Sol.calatino scs. Nel provvedimento, di 14 pagine, firmato dai sostituti Raffaella Agata Vinciguerra e Marco Bisogni, e vistata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dall’aggiunto Michelangelo Patanè, è stata stralciata la posizione di cinque indagati, su cui sono in corso ancora accertamenti e valutazioni. Secondo l’accusa, Castiglione, che entra nell’inchiesta non per l’attuale incarico ma perché all’epoca dei fatti soggetto attuatore del Cara, assieme a Odevaine e Ferrera, quest’ultimi due in qualità di presidente e componente la commissione aggiudicatrice, avrebbero “predisposto il bando di gara con la finalità di affidamento all’Ati appositamente costituita”.

La Procura distrettuale di Catania ritiene, inoltre, che le coop interessate si “costituivano appositamente in Ati” dopo avere “ricevuto rassicurazioni sull’aggiudicazione degli appalti”, il cui “bando era concordato con lo stesso Castiglione, Odevaine e con Ferrera”. A Castiglione e al sindaco di Mineo, Anna Aloisi, e Paolo Ragusa, in qualità di presidente del consorzio Sol.Calatino, è contestata anche la corruzione “per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali gli stessi militavano” in cambio di “assunzioni al Cara”. Ferrera e Odevaine sono indagati anche per falso ideologico per l’assunzione di quest’ultimo al Cara di Mineo come esperto di fondi Ue.

Un “faro” sull’appalto da quasi 100 milioni di euro era stato acceso anche dall’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone che alle Procure di Catania e Caltagirone ha inviato la documentazione sull’appalto per la gestione della struttura, definendo la gara “illegittima” e lesiva dei principi di “concorrenza” e “trasparenza”.

Il sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione, è certo di poter dimostrare nel corso dell’udienza preliminare la sua estranità rispetto ai fatti contestati dalla Procura. “A due anni dall’avviso di garanzia provvisorio - ha detto Castiglione - apprendo finalmente che il 28 marzo si terrà l’udienza preliminare davanti al Gup di Catania sulla vicenda ‘Cara di Mineo’. Ribadisco, come ho fatto costantemente ed energicamente in questi anni, la mia assoluta estraneità ai fatti che vengono contestati”.

“Il 28 marzo, nell’unica sede a ciò proposta - ha aggiunto - davanti al ‘Tribunale’, affronterò ogni singola contestazione, dimostrando sia la piena legittimità delle procedure amministrative che le fantasticherie sul presunto, quanto inesistente, vantaggio elettorale di un partito che, tra l’altro, è stato costituito quasi tre anni dopo i fatti contestati”. “Condivido l’appello del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro - ha continuato - per un impegno della politica a rendere più efficace il contrasto alla corruzione nella Pubblica amministrazione mettendo in atto tutti gli strumenti necessari per un’attività efficace e trasparente al servizio della comunità”.

“La mia esperienza amministrativa - ha concluso il sottosegretario - è sempre stata contrassegnata da un’attività di contrasto e denuncia contro la corruzione e tutti i fatti illeciti o illegittimi, che rappresentano autentiche piaghe sociali e per la cui sconfitta è necessaria una sinergia tra i diversi poteri dello stato. La riprova, come il procuratore ben sa - ha dunque concluso il sottosegretario - sono le mie numerose segnalazioni inviate nel corso degli anni al suo ufficio per supportare il lavoro degli inquirenti e costituire un efficace e comune argine al malaffare”.

Articolo pubblicato il 14 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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