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Tanti posti letto disponibili ma minima la permanenza
di Michele Giuliano

In media 4 giorni di pernottamento, ma dato “drogato” dai villaggi turistici. Sono 1.198 i lavoratori stabili delle imprese del settore



Attenzione, i numeri della crisi siciliana del turismo in realtà celano situazioni che potrebbero anche essere ben peggiori. Basta guardare ad esempio la cifra statistica riguardo alla media dei giorni di permanenza dei turisti resa nota sempre dalla Cisl: ne risultano appena 4, numero di per sé già abbastanza deludente. Ma questa cifra potrebbe scendere ancora di più. L’analisi è abbastanza semplice: in Sicilia c’è una presenza massiccia di villaggi turistici dove la permanenza si allunga a 7 giorni. Il che significa che la media dei pernottamenti in senso stretto per il turismo siciliano potrebbe essere anche ben inferiore ai 4 giorni. Una crisi che quindi rischia di mettere in discussione un intero sistema economico che abbraccia, su statistiche della Cisl, ben mille e 198 impiegati stabilmente integrati in aziende e imprese del settore turistico. A questi bisognerebbe quindi anche aggiungere un numero cospicuo anche di stagionali, con incrementi di assunzioni che raggiungono i loro picchi nei mesi estivi. Sono 848 le unità di lavoratori che risultano essere impiegati presso alberghi: la media di occupati nelle strutture alberghiere è di 12,2 dipendenti su un totale complessivo di 10,3.

Si può dire che i numeri occupazionali sono abbastanza consistenti, così come sono numerosi i posti letto: ne risultano ad oggi 8 mila 486 effettivamente disponibili.
Ovviamente questa proporzione cozza invece con la bassissima media di permanenza del turista. Queste statistiche però mettono in evidenza come il turismo resta per la Sicilia un settore potenzialmente trainante che, però, non riesce ad imboccare la via giusta: sono pochi gli arrivi, minime le permanenze, deludenti i livelli di occupazione.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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