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Pil e occupazione, solo bugie da Crocetta
di Raffaella Pessina

Il presidente della Regione snocciola numeri destituiti di ogni fondamento. Ma i dati sono ancora una volta smentiti dalle fonti ufficiali

Tags: Rosario Crocetta, Sicilia, Pil, Lavoro, Occupazione



PALERMO - Il presidente della Regione Rosario Crocetta, nel corso della presentazione del nuovo movimento #Riparte Sicilia, ha snocciolato una serie di dati che appaiono destituiti di ogni fondamento e che vengono confutati dai numeri ufficiali diffusi da Istat e Bankitalia.

PIL
In particolare, Crocetta ha pubblicato delle slide sulla sua pagina Facebook dove scrive che il Pil siciliano, negli anni 2013-2015 - e quindi durante il suo governo - ha avuto un trend positivo (+3,6%). L’Istat, invece, ha certificato nel 2013 un Pil di 83,2 miliardi e nel 2015 di 82,8 miliardi, con un trend decisamente negativo (-0,5%).

BILANCIO

Che dire, poi, dei dati di bilancio che per Crocetta sono positivi (+632 milioni di euro) ma che stonano con quanto  dichiarato dall’assessore regionale all’economia Alessandro Baccei, secondo cui sulla Sicilia grava un “rosso” da 14,2 miliardi.

OCCUPAZIONE
In merito all’occupazione, il Presidente della Regione ha dichiarato che l’occupazione negli ultimi tre anni, 2014-2016, ha avuto un incremento di 37 mila posti di lavoro ma, come ha spiegato anche Bankitalia, si tratta di dati “falsati” dai voucher (che in Sicilia hanno conosciuto un vero e proprio boom) e da strumenti di aiuto all’occupazione giovanile come Garanzia Giovani.
Non c’è chiarezza, né trasparenza, non si riesce a capire quale è la situazione del bilancio siciliano perchè ognuno dice la sua e i dati non corrispondono mai.
Duro il commento di Giancarlo Cancelleri: “Solo un marziano - ha detto - potrebbe credere ad una sola delle parole pronunciate da lui. Il suo governo a trazione Pd ha salvato la Sicilia? Chiedetelo ai dipendenti delle Province, o della Formazione professionale, ad esempio. Ci parla di Sanità tra le migliori d’Italia? Faccia un giro per i pronto soccorso o per le corsie, anziché ascoltare le bufale che probabilmente gli racconta il suo assessore Gucciardi. Ha recuperato oltre un miliardo e mezzo da Roma? Peccato che rinunciando ai contenziosi ne ha perduto molti, ma molti di più”.
E che dire dell’immagine della Sicilia davanti al resto d’Italia per vitalizi e il debito dei tributi a Riscossione Sicilia? Alla trasmissione di domenica pomeriggio condotta da Massimo Giletti, “L’Arena,” è stato invitato l’avvocato Antonio Fiumefreddo, l’amministratore unico di Riscossione Sicilia, la partecipata regionale che si occupa di riscuotere i tributi in Sicilia, al posto di Equitalia che lo fa invece in tutto il resto d’Italia. Presente anche il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Marco Falcone e un ex deputato regionale siciliano, Biagio Susinni, che riceve appunto l’assegno del vitalizio di cui non si conosce l’importo perché l’elenco degli aventi diritto pubblicato sul sito dell’Assemblea regionale siciliana rende noto solo l’importo totale per una cifra di ben 801.407, 78 per 163 aventi diritto (i dati sono aggiornati al 31 dicembre 2016 e sono stati pubblicati a gennaio 2017).  Facendo un calcolo pedestre, dividendo la cifra per 163, si ottiene la ragguardevole cifra di 4.916, 61 euro a testa. L’istituto dell’assegno vitalizio a favore degli ex deputati dell’Ars è stato abolito a decorrere dal 1° gennaio 2012, così come stabilito dal Consiglio di Presidenza dell’Ars che ha aggiunto un paragrafo che sana le posizioni precedenti. “Fermi restando - si legge - gli assegni erogati ai beneficiari che ne avevano maturato il diritto ai sensi della precedente normativa prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina”. 

Intanto, all’Ars, la commissione Bilancio ha dato il via libera al disegno di legge che autorizza il governo regionale alla proroga dell’esercizio provvisorio del bilancio per un mese. Il provvedimento è passato con i voti contrari di tre su cinque deputati del Pd e del M5S.

Soddisfatto il presidente della commissione, Vincenzo Vinciullo secondo il quale “la commissione non era in condizioni di lavorare per via di uno scollamento troppo forte tra governo e maggioranza”.

Per il capogruppo del Pd, Alice Anselmo, si tratta “di una decisione irresponsabile bloccare i lavori della finanziaria dopo giorni di lavoro”.

La commissione ha lavorato tra venerdì e sabato scorsi e la parola spetta ora alla conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire quando portare in Aula l’ordine del giorno.

Articolo pubblicato il 21 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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