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Lombardo cerca alleanze per realizzare le riforme
di Raffaella Pessina

Prossimo il confronto all’Ars per l’approvazione dell’esercizio provvisorio. Lupo (Pd): “Rivedere Documento unico di programmazione”

Tags: Ars, Raffaele Lombardo, Antonello Cracolici, Giambattista Bufardeci, Giuseppe Lupo, Francesco Musotto



PALERMO - Si susseguono di ora in ora le dichiarazioni dopo il dibattito all’Assemblea regionale siciliana di mercoledì scorso che ha visto sciogliersi al sole la vecchia maggioranza.
Le forze politiche la prossima settimana si dovranno confrontare sul ddl 499 per l’approvazione dell’esercizio provvisorio e di alcuni importanti provvedimenti. Il Pd per voce del suo segretario regionale Giuseppe Lupo ha fatto sapere che terrà d’occhio l’azione del Governo e valuterà le azioni del Presidente. Lo stesso Lupo, componente della commissione legislativa Bilancio all’Ars ha dichiarato che il Documento unico di programmazione è assolutamente insufficiente e vanno apportate delle modifiche.

La settimana di Sala D’Ercole ha visto mercoledì scorso l’approvazione di un ordine del giorno - firmato dai deputati Giulia Adamo del Gruppo Sicilia, Francesco Musotto dell’Mpa e Mario Bonomo (fuoriuscito dal Pd ) del Gruppo misto - che impegna il governo “a proseguire senza indugio nell’azione intrapresa di modernizzazione e di riforma della Regione, attraverso la puntuale realizzazione dei punti programmatici elencati dal presidente, auspicando il consenso parlamentare più solido e qualificato”.
Quest’approvazione ha sancito la fiducia al Governatore della Sicilia (34 voti favorevoli su 43 votanti, 9 astenuti). Ma le critiche piovono da tutte le parti: Roberto Corona (Pdl) dichiara che Lombardo “Ha detto che sa di perdere il consenso; ma un politico che non tiene conto del consenso popolare è come un parroco che vuole la chiesa vuota”.

Replica immediata di Francesco Musotto capogruppo dell’Mpa: “Se c’è qualcosa di farraginoso, è il comportamento ambiguo degli amici di Corona, pronti ad attaccare, salvo poi essere disposti a ritrattare in cambio di sottogoverno”. Il presidente del gruppo Pdl Innocenzo Leontini ha detto che “Lombardo non ha i numeri; se li cerca sulla sponda del Pd, con appoggi surrettizi o con un organico inserimento in giunta, il Pdl non potrà di certo stare al gioco, poiché correttamente il Pdl vuole mantenere l’impegno preso con gli elettori”.

Antonello Cracolici del Pd ha invece precisato che “la riforma della legge elettorale ha differenziato l’elezione del presidente e quella del Parlamento, pertanto paradossalmente un governatore può reggere anche in questa situazione. Questo comunque occorre chiederlo a Lombardo. Per governare occorre formulare le leggi e poi votarle in aula”.

“Sono convinto che se il Pd dovesse entrare in giunta – ha concluso Cracolici - dovrebbe farlo con assessori politici, non tecnici”. Restano comunque contro Lombardo i deputati del gruppo Udc. A margine della seduta d’Aula lo stesso Lombardo ha dichiarato che  “Non stiamo facendo ribaltoni o ribaltini. Ho già parlato di dissoluzione della maggioranza – aveva detto in aula – Quel percorso fa parte del passato ed è stato tagliato come si fa con il cordone ombelicale. Ci riconosciamo in un programma che chiediamo di votare a chi ci sta. Serve una grande alleanza sociale per avviare le riforme che servono alla Sicilia”.
La seduta è stata rinviata a mercoledì prossimo alle ore 10.30 con all’ordine del giorno la discussione di interrogazioni e interpellanze alle quali risponderà l’assessore per la cooperazione, commercio, artigianato e pesca Giambattista Bufardeci.

Articolo pubblicato il 11 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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