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Palermo - Novità per il passante ferroviario. La Regione sblocca vicolo Bernava
di Gaspare Ingargiola

A breve un incontro tra Arpa Sicilia e Sis per risolvere le criticità sorte durante il monitoraggio ambientale. Resta aperta la vertenza che coinvolge 200 lavoratori messi in mobilità

Tags: Palermo, Ferrovie, Rfi, Passante Ferroviario, Sis, Arpa Sicilia



PALERMO - Un nuovo vertice per risolvere la vertenza del passante ferroviario si è tenuto giovedì sera tra l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio, Rfi, il consorzio Sis e i sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.

Partiamo dalle buone notizie. Entro la prossima settimana l’Arpa Sicilia e la Sis dovrebbero incontrarsi per risolvere le criticità sorte sul monitoraggio ambientale che hanno fermato in queste settimane la talpa “Marisol” alla Stazione Notarbartolo. È una parte del progetto particolarmente importante perché, una volta completata, consentirà di ripristinare il collegamento ferroviario diretto tra Palermo e l’aeroporto “Falcone Borsellino”. La Regione Siciliana inoltre ha finalmente autorizzato la variante urbanistica per vicolo Bernava.
 
Riparte dunque l’iter per la demolizione delle palazzine a rischio crollo. Ultimato l’abbattimento, potranno riprendere dopo anni di stop i lavori al tunnel Imera-Lolli nella tratta A, che si erano fermati a causa della falda acquifera che ha sommerso la galleria e ha causato la lesione dei palazzi in superficie. Soltanto per il completamento di questa tratta servono almeno 30 o 40 operai. E qui veniamo alla vertenza che coinvolge i 200 lavoratori messi in mobilità dalla Sis. Il consorzio ha avviato le procedure di licenziamento additando una spesa imprevista di 100 milioni di euro e stoppando i cantieri.

Rfi ha risposto picche e ha intimato all’azienda di riprendere gli scavi, pena una maxi richiesta di risarcimento e l’affidamento della commessa ad un’altra azienda, con inevitabile allungamento dei tempi. Per tutta risposta la Sis ha avviato un accertamento tecnico preventivo per farsi riconoscere da un giudice i 100 milioni extra. Procedura che Ferrovie ha accettato, a patto che in attesa della sentenza i lavori riprendano a pieno regime.

Dal tavolo di giovedì sera, in particolare, è emersa la richiesta alla Sis di un nuovo cronoprogramma e il ritiro delle procedure di licenziamento. Secondo quanto riferiscono le parti sociali, “l’assessore Pistorio ha esortato l’azienda a riconsiderare le scelte e a riflettere prima di dare corso ai 200 licenziamenti annunciati”. Pistorio “ha invitato l’azienda ad avviare una riflessione e a prendere decisioni chiare - ha dichiarato il segretario della Fillea Cgil Palermo Francesco Piastra -. Abbiamo tutti quanti chiesto all’azienda un nuovo cronoprogramma. Se le attività riprenderanno a pieno regime, i licenziamenti non saranno giustificati. Ci sono ancora 100 milioni di opere civili e 100 milioni di opere tecnologiche da fare per tutte le tratte. Anche la stazione appaltante, Rfi, ha intimato all’azienda di proseguire tutti i lavori, recuperando la produttività. Chiediamo di fugare ogni dubbio circa gli esuberi dichiarati - ha aggiunto Piastra -, che potrebbero essere ricondotti a motivazioni esterne, legate al contenzioso con Rfi, che non riguardano le esigenze produttive. Se i lavori riprenderanno a pieno regime, non ci sarà un problema occupazionale”. Pistorio si è impegnato a riconvocare le parti. Nel frattempo, mercoledì 2 marzo, presso la sede della Sis, si terrà un incontro sulle procedure di mobilità.

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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