Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Sicilia, "assalto" alla spesa pubblica
di Redazione

Comando regionale Guardia di Finanza: i risultati del contrasto agli sperperi di denaro e alla corruzione nel biennio 2015-2016. 663 mln € il danno erariale accertato, 332 mln il valore delle frodi, 940 i “falsi poveri”

Tags: Guardia Di Finanza, Pubblica Amministrazione, Sicilia



PALERMO - Nell’ultimo biennio, il Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza ha rafforzato notevolmente il presidio territoriale finalizzato alla “tutela della spesa pubblica” e alla “vigilanza sul regolare andamento della Pubblica Amministrazione”, portando a termine circa 5.500 contesti ispettivi, tra controlli amministrativi e accertamenti tipici della polizia giudiziaria.

L’implementazione dello sforzo operativo in tale settore è frutto di un rinnovato approccio trasversale e multidisciplinare all’azione della Guardia di Finanza che, valorizzando le specifiche prerogative di polizia economico-finanziaria ed integrandole con le altre funzioni affidate al Corpo (polizia tributaria, valutaria e doganale, oltre che giudiziaria), consente di affrontare in modo efficace le investigazioni più complesse e connotate dalla contestuale implicazione di più ambiti operativi (oltre a quelli di cui si dibatte: frode fiscale, riciclaggio, infiltrazioni della criminalità organizzata, ecc…).

Tale dispositivo operativo è reso più incisivo dalle preziose analisi di rischio - sviluppate sistematicamente a livello sia centrale che locale, con l’ausilio di numerose banche dati e sofisticati sistemi e applicativi informatici - che permettono di valorizzare sia le professionalità presenti presso ciascun Reparto che il cospicuo patrimonio informativo disponibile, alimentato altresì dallo scambio di notizie con vari Enti deputati alla gestione di risorse pubbliche e con le Autorità di settore - in particolare l’Autorità Nazionale Anticorruzione -, sancito mediante appositi protocolli d’intesa.

Tali innovativi strumenti permettono infatti di scandagliare, in maniera sempre più accurata, l’enorme flusso di denaro generato dalla spesa pubblica e di selezionare i contesti da sottoporre ad approfondimento investigativo, individuando le situazioni “sintomatiche” di fenomeni illeciti in grado di distrarre le risorse destinate al benessere della collettività e alterare il regolare svolgimento dell’amministrazione pubblica.

Riguardo ai risultati conseguiti con tale azione sul territorio siciliano, si rileva che la vigilanza sulle “uscite” Statali, Regionali o comunitarie, dirette a favorire lo sviluppo dell’imprenditoria, dell’agricoltura e della pesca, nonché a incentivare la formazione professionale e sostenere la spesa sanitaria, ha riguardato flussi di denaro pubblico per complessivi 470 milioni di euro, la cui disamina ha consentito di individuare frodi, realizzate e/o tentate, in totale pari ad oltre 332 milioni di euro.

In esito a tali accertamenti, 1.421 persone sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria per reati di frode, di cui 19 tratte in arresto.
Il contrasto alle “truffe” a danno della spesa previdenziale (indennità pensionistica e disoccupazione agricola su tutte) ha portato alla scoperta di 3.423 posizioni irregolari, per complessivi 30 milioni di euro circa di frode  realizzata o tentata, mentre 1.630 controlli mirati hanno fatto emergere 940 cd. “falsi poveri” (fruitori di: esoneri sul ticket sanitario; contributi universitari o comunali sugli affitti; gratuito patrocinio legale; ecc.).

Riguardo ai reati contro la Pubblica Amministrazione, le indagini svolte dai finanzieri delle provincie siciliane nel biennio in esame hanno consentito di pervenire alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 872 persone, di cui 64 tratte in arresto. Tra i soggetti nei cui confronti sono state rilevate responsabilità penali, figurano 540 pubblici ufficiali / funzionari.

I reati segnalati alle Procure penali siciliane hanno fatto rilevare:
- un valore totale del peculato contestato, pari a circa 15 milioni di euro;
- condotte corruttive o concussive, con prestazioni illecite accertate complessivamente ammontanti a oltre 2 milioni di euro; 
- irregolarità in appalti e pubbliche forniture per oltre 105 milioni di euro.

La contestuale attività mirata all’aggressione patrimoniale, svolta dai reparti siciliani della Guardia di Finanza al fine di assicurare il ristoro del danno alla spesa pubblica, ha consentito all’Autorità Giudiziaria di disporre il sequestro beni e disponibilità finanziarie riconducibili ai responsabili di tali condotte illecite, per complessivi 34 milioni di euro.
 

 
Sprechi. Cattiva gestione delle risorse pubbliche
 
Infine, nello stesso periodo, si è rivelata estremamente proficua la collaborazione con la Procura della Corte dei Conti Siciliana mirata all’accertamento delle responsabilità amministrative per le condotte determinanti gli sprechi e la “cattiva gestione” delle risorse pubbliche.
Nel dettaglio, gli accertamenti richiesti da quest’ultima o esperiti dal Corpo d’iniziativa in connessione con le altre investigazioni sopra illustrate, hanno consentito di rapportare all’Autorità contabile, tra il 2015 ed il 2016, emergenze investigative a carico di 1.348 soggetti, ritenuti complessivamente responsabili di un “danno erariale” quantificato in quasi 663 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 28 febbraio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐